Sfruttamento acque, verso il rinnovo della concessione
Sì di Berna al Piano di protezione e di utilizzazione
Di Fabio Barenco
«Una decisione importante che dà il via libera al rinnovo della concessione» di sfruttamento delle acque della Morobbia da parte dell’impianto idroelettrico della diga di Carmena. Mauro Suà – direttore dell’Azienda multiservizi Bellinzona (Amb) che gestisce la centrale – si riferisce all’approvazione di ieri da parte del Consiglio federale del Piano di protezione e di utilizzazione del fiume Morobbia. Piano che – stando a una nota diffusa da Berna – permetterà di migliorare “l’esercizio degli impianti esistenti e la protezione delle acque nel bacino imbrifero”. Si tratta di un passo atteso che consentirà al Consiglio di Stato di licenziare all’attenzione del Gran Consiglio un messaggio per il rinnovo della concessione. «L’auspicio è che possa essere presentato già nelle prossime settimane», sottolinea Suà a ‘laRegione’. In questo contesto Amb nel 2022 aveva già presentato un progetto che, in estrema sintesi, prevede misure per raggiungere il deflusso minimo di 330 litri al secondo, evitando inoltre sbalzi causati dallo sfruttamento delle acque. Inoltre è pure previsto il rinnovo degli impianti della centrale idroelettrica.
Rispetto del deflusso minimo di 330 litri al secondo: un passo avanti
In gioco vi sono da un lato gli interessi legati all’approvvigionamento energetico e dall’altro quelli ambientali e ittici. Infatti gli impianti idroelettrici, per produrre elettricità, sfruttano le acque, riducendo da un lato i deflussi e dall’altro rendendo lo scorrere del fiume soggetto a sbalzi che sono problematici per la fauna ittica. È quindi necessario trovare un compromesso che permetta di produrre elettricità senza compromettere l’ambiente. Compromesso che viene regolamentato attraverso una concessione pluriennale che in questo caso è però scaduta da anni. Senza concessione ci si trova dunque in una zona grigia, senza regole chiare. Resta il fatto che nel 2019 il Gran Consiglio aveva stabilito che il deflusso minimo dovesse essere di 330 litri al secondo, quando dalla diga di Carmena ne defluivano solamente 80. In questo contesto un passo avanti è già stato fatto lo scorso marzo, quando Amb ha deciso di quasi raddoppiare il deflusso, da 80 a 150 litri.
Una nuova microcentrale permetterà di rilasciare i quantitativi di acqua richiesti
L’obiettivo è però evidentemente raggiungere i 330 litri, come prevede la legge. Per farlo Amb ha deciso di realizzare una nuova derivazione con microcentrale ai piedi della diga di Carmena che permetterà di rilasciare i quantitativi di acqua richiesti. «A fine maggio abbiamo già preventivamente inoltrato la domanda di costruzione», sottolinea il direttore di Amb, precisando che starà ora al Cantone decidere se si potrà già iniziare con i lavori o se bisognerà attendere il rinnovo della concessione da parte del Gran Consiglio. Già, perché questa microcentrale è infatti parte di un progetto più ampio presentato nel 2022 – che ha nel frattempo già ricevuto i preavvisi favorevoli dai competenti uffici cantonali e federali – proprio in ottica rinnovo della concessione.
Condotta fino al fiume Ticino per evitare sbalzi
Progetto che prevede – oltre al rinnovo dell’impianto idroelettrico da un punto di vista tecnico (generatori, turbine e così via) – anche di sistemare la questione dei deflussi discontinui: infatti quando si produce corrente, l’acqua turbinata fluisce in modo importante nel tratto di fiume a valle innalzandone improvvisamente il livello per la durata di alcune ore; livello che cala poi altrettanto repentinamente quando la centrale smette di turbinare. Concretamente «per evitare gli sbalzi generati dalla turbinazione, verrà realizzata una condotta che dalla centrale porterà l’acqua alla foce della Morobbia, dove l’acqua confluisce nel fiume Ticino», spiega Suà. Così facendo sarà bypassato il tratto finale della Morobbia contenendo le ondate, mentre il fiume Ticino non subirà miglioramenti o peggioramenti trattandosi di quantità per esso ininfluenti. In questo contesto verrà pure «realizzata un’altra microcentrale che permetterà di produrre energia, che a sua volta compenserà in parte la perdita di produzione elettrica, dovuta all’aumento dei volumi di deflusso delle acque».
Un progetto che tuttavia era fermo, in attesa, appunto, del rinnovo della concessione. E l’approvazione da parte del Consiglio federale del Piano di protezione e di utilizzazione della Morobbia – che indica come si intende coordinare tra loro la protezione e lo sfruttamento del corso d’acqua – dovrebbe sbloccare la situazione. Da parte del direttore di Amb vi è «grande soddisfazione per questa decisione», visto che permetterà di iniziare il cantiere pianificato ormai da anni.
BELLINZONA E VALLI
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2026-06-20T07:00:00.0000000Z
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