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Futuro Beau Rivage, soffia aria nuova

Gli oppositori al progetto alberghiero trovano un accordo con l’investitore, mentre in legislativo arriva una mozione per la vendita della parcella

Di Davide Martinoni

Una dichiarazione d’intenti per spianare la strada da una parte al progetto di nuovo Beau Rivage, sul lungolago di Muralto, e dall’altra al Museo della memoria muraltese. La particolarità è che il museo sarà ospitato nello stesso stabile dell’albergo, determinando così una proficua coesistenza fra l’esercizio economico-turistico e il passato tradizionale del nucleo di Burbaglio.

Si lavora alacremente dietro le quinte, a Muralto, per sbloccare una situazione da troppo tempo immobile. Un passo significativo di cui “laRegione” è venuta a conoscenza è la firma di una dichiarazione di intenti fra l’amministratore della Hotel Beaurivage et d’Angleterre Sa con sede ad Ascona, Albert Kiener, e i promotori del Museo della memoria nonché proprietari di immobili a confine. In particolare questi ultimi “rinunciano a qualsiasi opposizione relativamente al progetto riguardante la realizzazione di una nuova struttura edilizia sull’attuale sedime dell’Albergo Beau Rivage” e la rinuncia in questione si riferisce all’“accettazione della demolizione degli edifici preesistenti posti nel nucleo tradizionale di Burbaglio e oggetto di specifiche restrizioni stabilite dal Pr comunale, rispettivamente delle necessarie deroghe per raggiungere l’obiettivo sopra indicato”.

Distanza da rispettare

Da parte di Kiener, invece, vi è l’impegno “a osservare una distanza di 11 metri” dalla nuova costruzione a una proprietà privata adiacente; “a valorizzare i vicoli attraverso un progetto socio-cultuale concedendo un diritto d’uso e di fruizione gratuito, iscritto a Registro fondiario, di un locale avente una superficie di circa 60 metri quadrati inserito nella nuova costruzione, a favore della Fondazione Scazzica Cleofe e B. Rosa la cui finalità è la realizzazione di un piccolo Museo della memoria, senza scopo lucrativo”. Inoltre, l’imprenditore si impegna “a concedere un diritto di libero uso e fruizione pubblica della piazzetta posta sul lato est, a confine della nuova costruzione, a favore della Fondazione”; a “non presentare successivamente delle varianti del progetto che potrebbe modificare il senso del presente accordo” (intendo con ciò che le facciate est del nuovo edificio “dovranno inserirsi in modo armonioso fra la nuova costruzione e gli altri edifici del nucleo tradizionale”); e “a contenere eventuale sporgenze (balconi) sulla facciata est nella distanza prestabilita di 11 metri”.

L’accordo, da cui scaturirà una convenzione, è subordinato al rilascio della licenza edilizia alla Hotel Beaurivage et d’Angleterre Sa riguardante appunto la costruzione del “nuovo Beau Rivage”. Parallelamente, il 9 giugno, al presidente della commissione del Pr Gabriele Gilardi è stata inviata una lettera con la quale i contraenti privati lo informano dell’intesa, finalizzata a “togliere gli impedimenti che avevano determinato il nostro dissentire dalle modalità realizzative del progetto” alberghiero; e a “evidenziare la volontà del suo amministratore (Kiener, ndr.) di dare vita a un piccolo progetto di valorizzazione dei vicoli rientrante in un rapporto di diritto privato pienamente rispondente all’interesse pubblico”. Una specifica importante sottolineata nella lettera è appunto la necessità che prima venga rilasciata la licenza edilizia per il progetto di nuovo hotel. Il problema, come ricordano i firmatari, è che rimane pendente una mozione presentata nel 2022 da Muralto Democratica. L’obiettivo, riprendendo la mozione, è “agevolare lo sviluppo immobiliare di una specifica area in riva lago e contemporaneamente salvaguardare il nucleo tradizione di Burbaglio". Nel testo veniva ravvisato un problema di pianificazione, che la mozione si proponeva di risolvere ridefinendo la zona residenziale turistica, “armonizzando al meglio il passaggio verso la zona di nucleo tradizionale”; questo, scorporando i famosi 72 metri quadrati di terreno fronte lago che il Comune da anni sta tentando invano di vendere a Kiener per consentirgli di procedere con il suo progetto. Proprio in relazione alla vendita dei 72 metri quadri – una porzione esigua, cui però l’imprenditore alberghiero non intende rinunciare – nella loro lettera ai promotori del Museo della memoria muraltese notano che l’intesa raggiunta con Kiener “cambia sostanzialmente le modalità di approccio a questa tematica” e auspicano “l’adozione di una soluzione interpartitica tale da soddisfare le aspettative della cittadinanza in termini di tempistica e senso di responsabilità individuale e collettiva”.

Gabriele Gilardi rompe gli indugi

Ebbene, a stretto giro di posta lo stesso Gabriele Gilardi si è fatto promotore ed è il primo firmatario di una mozione “per l’approvazione della vendita” dei 72 metri quadrati a Kiener. Ampie sono le premesse del consigliere comunale di Ordine e Progresso e Indipendenti. La prima è che “da anni” il fondo del Beau Rivage “è inutilizzato, abbandonato a se stesso e di conseguenza fatiscente” e “crea perplessità a tutte le persone che ci passano vicino”. Inoltre, “nel corso degli anni abbiamo assistito ad alcune proposte pianificatorie ed edificatorie sul sedime dell’Hotel Beau Rivage, senza ottenere alcun risultato concreto per un’edificazione da parte della proprietà privata” e “la pianificazione da parte del Comune è stata più volte osteggiata da vicini e/o ricorrenti alle risoluzioni del Consiglio comunale, di cui l’ultima datata 28 maggio 2025”. Poi Gilardi dice di aver avviato lui stesso “una consultazione tra proprietario e vicini, sfociata in un accordo di massima e diretto tra le parti private coinvolte nel comparto”, ovverosia la dichiarazione d’intenti di cui sopra. In sostanza Gilardi, con diversi altri consiglieri del suo fronte e di quello liberale, propone all’esecutivo di “sottoporre entro il 31 dicembre un nuovo messaggio municipale concernente la vendita del fondo”, ma sulla base di tre condizioni: “Aggiornare o allestire una nuova perizia per stabilire l’attuale valore venale” dei 72 metri quadrati “tenendo conto dell’aspetto commerciale e immobiliare”; “trattare tutti i dettagli della vendita, compresa la sottoscrizione dell’atto notarile, conformemente alla decisione presa dal Consiglio comunale”; e “sottoporre al Consiglio comunale la vendita di 72 metri quadrati del fondo alla condizione della crescita in giudicato della licenza edilizia relativa alla nuova costruzione”.

LOCARNO E VALLI

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2026-06-24T07:00:00.0000000Z

2026-06-24T07:00:00.0000000Z

https://epaper.laregione.ch/article/281655376789628

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