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Un progetto immobiliare Mina la funicolare

Per creare l’accesso a un nuovo complesso residenziale nella zona della Madonna del Sasso si vuole scavare una galleria sotto il tracciato dei binari

Di Sascha Cellina

Bucare la muratura di sostegno della funicolare della Madonna del Sasso (bene protetto a livello cantonale) per creare, sotto i binari, un tunnel pedonale e veicolare di accesso al garage scavato nella montagna di un nuovo complesso residenziale. È la tanto ambiziosa quanto sorprendente (per non dire spiazzante) idea di un progetto privato da nove milioni di franchi portato avanti a Muralto dalla Erop Real Estate & Partners Ag di Lugano, che si occupa appunto di sviluppo immobiliare. Anzi, lo stadio dell’idea per quello che per certi versi ricorda – seppur in forma ridotta – la proposta immobiliare nel frattempo arenatasi a Ronco sopra Ascona (che prevedeva anche lo scavo di una galleria “a scomparsa” in stile James Bond), è a dire il vero ormai superato, visto che la domanda di costruzione è già stata depositata presso il Comune e il progetto ha già iniziato a far discutere, attirando le opposizioni di diversi confinanti così come della Società ticinese per l’Arte e la Natura (Stan).

Edificazione complessa

Ma andiamo con ordine. La zona in questione (San Biagio) è quella che si trova alla fine di via delle Palme, che seguendo proprio il percorso della funicolare e del riale Ramogna si arrampica sulla collina (che fino agli anni 80 si presentava unicamente a vigna) tra alcuni palazzi e diverse villette, lasciando man mano spazio al bosco che accompagna la via crucis fino al santuario della Madonna del Sasso. Proprio all’altezza della partenza del percorso devozionale (poco sopra l’hotel Belvedere), ma sul lato destro (salendo) dei binari, si trovano i due mappali interessati dalla nuova edificazione, che verrebbero uniti (su uno sorge una villa con piscina in vendita ormai da diversi anni a oltre 6 milioni di franchi, l’altro è ricoperto dal bosco) per ospitare la residenza Mina, complesso residenziale plurifamiliare con vista sul lago composto da tre edifici, per un totale di otto unità abitative.

Nella domanda di costruzione si sottolinea la complessità dell’edificare in tale comparto, caratterizzato da una particolare conformazione morfologica del terreno (pendenza elevata, configurazione terrazzata e discontinua) e tra le varie problematiche si arriva subito a uno dei punti centrali, ossia la mancanza di un accesso diretto alla viabilità pubblica (l’abitazione presente al momento è servita da due accessi pedonali, uno con ascensore). I progettisti mettono in evidenza come la realizzazione, tra il 1904 e il 1906, della funicolare che collega Locarno a Orselina (“opera fondamentale per lo sviluppo della regione”) ha “modificato profondamente la continuità originaria del versante” e oggi rappresenta una “cesura territoriale”, oltretutto accentuata dalla susseguente parcellizzazione, dalla quale sono derivate servitù (come diritti di passo) che avevano una “logica coerente” ai tempi, ma non più oggi. Da qui la volontà di “ricucire questa frattura” attraverso la creazione proprio sotto i binari di un sottopasso/galleria (nonché di una nuova strada di accesso tra la Ramogna e il tracciato della funicolare) che darebbe accesso a un’autorimessa sotterranea (stile “parklift”) da 28 posti.

Strada e tunnel, visioni opposte sulla tutela del paesaggio

Il progetto sta facendo storcere il naso a numerosi abitanti della zona, confinanti in primis, alcuni dei quali hanno presentato opposizione. E al di là degli interessi privati (quali appunto diritti di passo, distanze, eccetera), a emergere è la preoccupazione per la storica funicolare e in generale per il comparto della Madonna del Sasso.

“La carreggiata prevista lungo il percorso della funicolare di fatto urbanizzerebbe questa piccola area verde che si inserisce nel parco Belvedere col ponticello in ferro battuto – si legge in una delle opposizioni, che mette in guardia anche sulla particolare sensibilità dell’infrastruttura ferroviaria agli eventuali scavi –. L’intervento porterebbe un’alterazione della visuale alla funivia e dalla funivia. L’intervento costituirebbe un’alterazione anche delle visuali verso e dal monumento del Santuario della Madonna del Sasso, in particolare delle visuali concernenti la via crucis e il sentiero che dal vallone porta al santuario. Sarebbe una perdita sul piano storico, spirituale e turistico e una lesione alla salvaguardia del contesto monumentale del Santuario”. Inoltre, “al momento attuale il pendio dove si trovano le parcelle (interessate dal progetto edilizio, ndr) si presenta come una collina verdeggiante e praticamente non edificata”, che si inserisce e caratterizza il complesso monumentale, ma la scelta di caricare sulla parcella più a valle “la maggioranza del volume edile permesso dalla somma delle due parcelle porta a innalzare una parete di terrazzi e vetrate corrispondente a un palazzo di almeno 6 piani orientato al percorso ascensionale turistico-storico-religioso”, conferendo “un aspetto prettamente urbano di sfruttamento edile intenso a una collina che appartiene all’esperienza visuale dell’ascesa al Santuario”.

La Stan si oppone, la Funicolare Sa no

Considerazioni condivise anche dalla Società ticinese per l’Arte e la Natura (Stan), il cui presidente Tiziano Fontana ci conferma l’opposizione a un progetto ritenuto «decisamente fuori luogo a confine con un comparto monumentale come quello della Madonna del Sasso, con il sacro monte che rientra tra l’altro tra i beni culturali della Confederazione, aspetto quest’ultimo che dovrebbe far ripensare la situazione pianificatoria dei due mappali in questione». Uno dei quali (quello più a monte) fa inoltre parte, assieme appunto a santuario, funicolare e via crucis, «dell’Inventario federale degli insediamenti svizzeri da proteggere d’importanza nazionale (Isos), con obiettivo di salvaguardia A, il livello massimo». Tra i punti più critici proprio l’accesso carrabile (con la nuova strada e la galleria sotto la funicolare) che appare «inadeguato, sproporzionato e impattante», senza dimenticare anche «le questioni legate a indici di sfruttamento e mancato rispetto delle altezze, o ancora alle residenze secondarie (il progetto ne prevede due ma il Comune supera già la soglia consentita, ndr)».

Insomma, un progetto che proprio non convince la Stan, tanto da averla spinta a chiedere anche il «coinvolgimento della Commissione federale dei monumenti storici. Spetta alle autorità cantonali decidere se farlo o meno, in ogni caso la speranza è che se non ci penserà il Comune a tutelare il comparto della Madonna del Sasso e le sue ricchezze, saranno appunto il Cantone o la Confederazione a farlo». A dire di no non sarà invece – perlomeno non per ora – la società della Funicolare Locarno-Madonna del Sasso Sa, proprietaria dell’impianto… «Non abbiamo riscontrato motivi per opporci a prescindere alla possibilità di passare sotto il tracciato della funicolare – ci spiega il direttore Fabio Pedrazzini –. Abbiamo però posto tutta una serie di condizioni, in primis la verifica della fattibilità tecnica (riservandoci la possibilità di affidare ulteriori approfondimenti a qualcuno di nostra fiducia) e il via libera dell’Ufficio dei beni culturali del Canton Ticino e dell’Ufficio federale dei trasporti. Se questi presupposti dovessero essere dati – e al momento non è così –, non vedo perché saremmo noi a dover dire di no. Il progetto è importante ma non così impattante, potremmo conviverci».

LOCARNO E VALLI

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2026-07-15T07:00:00.0000000Z

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