La Città blocca anzitempo l’incarico a Davide Pedrioli
Terminerà a fine luglio il mandato di un anno come consulente strategico esterno per i principali dossier istituzionali che era stato affidato all’ex direttore dell’aeroporto.
Di Alfonso Reggiani
Davide Pedrioli alla fine di questo mese terminerà di svolgere la mansione di consulente strategico dell’aeroporto. Così ha deciso il Municipio di Lugano. L’ex direttore dello scalo luganese dal 1° gennaio 2020 al 31 dicembre 2025 avrebbe dovuto concludere il suo mandato alla fine di quest’anno. L’informazione emerge dalla risposta all’interrogazione “Turbolenze sulla pista: clima pesante all’aeroporto di Lugano” presentata dalla consigliera comunale Sara Beretta Piccoli (Pvl). L’Esecutivo non spiega le ragioni dell’interruzione dell’incarico. Nemmeno intende spiegarle Filippo Lombardi, titolare del Dicastero aeroporto, interpellato in merito da ‘laRegione’. Lombardi rimanda la questione a settimana prossima quando verrà illustrata la nuova impostazione. Tuttavia, il titolare del Dicastero assicura che non c’entra nulla l’ammonimento ufficiale a Pedrioli da parte dell’Ufficio federale dell’aviazione civile (Ufac). Un ammonimento emesso perché l’ex direttore aveva svolto “le mansioni e le competenze assegnategli per legge in modo carente e inadeguato”, e che risale al settembre di tre anni fa e, nel giro di un mese, le non conformità rilevate sono state corrette. Dopodiché l’Ufac aveva confermato Pedrioli, che è rimasto in carica per un lustro fino al 31 dicembre dello scorso anno, garantisce Lombardi. In qualità di consulente esterno, l’ex direttore ricopre tuttavia incarichi importanti: “Dal supporto al completamento della procedura di aggiornamento della scheda Psia, alla gestione delle procedure necessarie per il rinnovo della concessione federale”. Pedrioli è incaricato, inoltre, “di accompagnare il progetto di implementazione del nuovo sistema di navigazione satellitare, di coordinare a livello operativo il gruppo di lavoro che sta sviluppando un modello di Partenariato pubblicoprivato (Ppp) per la gestione e gli investimenti futuri dell’aeroporto, di gestire le relazioni e le trattative preliminari con i proprietari dei fondi situati all’interno o in prossimità dell’area aeroportuale, nell’ambito dello sviluppo della soluzione Ppp con l’obiettivo di individuare entro il 15 luglio di quest’anno soluzioni condivise ed economicamente sostenibili, riducendo il rischio di opposizioni”. Nel documento si legge pure che “per tutti questi mandati la decisione del Municipio è stata quella di attribuire in modo esclusivo la responsabilità al consulente strategico”. La gestione del processo per il rinnovo della concessione federale e l’introduzione del nuovo sistema di avvicinamento satellitare non ricadono “sotto la responsabilità del capo aerodromo”. Oltre alla fine del rapporto di lavoro tra la Città e l’ex direttore dell’aeroporto nella risposta emergono informazioni relative al malcontento segnalato dal personale dello scalo al Municipio nell’aprile scorso, di cui abbiamo riferito. Un malcontento sulla gestione del personale, una certa mancanza di fiducia nei confronti del management dell’aeroporto, per presunte “irregolarità riscontrate e una revisione della pianificazione dei piani di lavoro diversa da come fatta storicamente”. La lettera di un imprecisato numero di dipendenti parla anche dell’audit dell’Ufac del dicembre 2025 e del mancato aggiornamento dei mansionari. Il Municipio, dopo aver eseguito gli approfondimenti e i colloqui demandati alla direttrice della Divisione risorse umane, informa che “sono state prese delle misure correttive in ambito organizzativo e di gestione delle responsabilità e attività in ottica di migliorare il funzionamento dell’aeroporto”. Nell’agosto 2025, si legge, l’Ufac “è stato informato delle ulteriori modifiche organizzative apportate e, con l’inoltro del nuovo organigramma ufficiale a dicembre 2025, la struttura organizzativa è stata riallineata a quanto richiesto dalla Regolamentazione EASA. L’Ufac ha quindi approvato l’organigramma”. L’Esecutivo ha incaricato l’Ispettorato del lavoro di un’analisi di clima tra il personale dell’aeroporto, dopodiché sulla base del risultato deciderà come darne seguito (...). Il Municipio intende sottoporre al Consiglio comunale un messaggio nella seconda metà del 2026”.
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