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Un lift per pesci unico in Svizzera

L’opera da 5 milioni finanziata completamente dalla Confederazione permette di risanare la migrazione ittica tra la Leventina e la valle Bedretto

Di Fabio Barenco

Un ascensore per pesci unico in Svizzera è stato inaugurato ieri ad Airolo. Lift che permetterà di «risanare la migrazione ittica tra la Leventina e la valle Bedretto», ha affermato per l’occasione Roberto Pronini, direttore dell’Azienda elettrica ticinese (Aet) che ha realizzato l’opera. Opera da oltre 5 milioni di franchi – che dovrebbero essere completamente coperti dalla Confederazione – che garantirà la continuità ecologica del fiume Ticino tra Airolo e Piotta. Un intervento «fondamentale, perché permette ai pesci di raggiungere situazioni migliori per la loro riproduzione e per il loro benessere», ha aggiunto Giovanni Bernasconi, direttore della Divisione dell’ambiente del Dipartimento del territorio. Da parte sua Edy Losa, vicedirettore e responsabile della produzione di Aet, ha spiegato che l’opera, «molto complessa, è composta da tre elementi collegati tra loro: una scala di rimonta lunga 30 metri, un pozzo verticale di 16 metri di altezza e due di diametro e un canale di collegamento al bacino» di demodulazione di Airolo che regolarizza i deflussi nel fiume Ticino. Opera che è stata realizzata nell’ambito delle misure di compensazione ambientale previste dal ‘Piano di utilizzazione cantonale degli impianti idroelettrici del Ritom’. Quest’ultimo è stato elaborato per permettere l’ammodernamento e il potenziamento degli impianti di produzione idroelettrica del Ritom e dello Stalvedro, rispettivamente sul territorio dei Comuni di Quinto e Airolo.

Risalita possibile ogni 20-25 minuti

Ma come funziona questo innovativo ascensore per pesci? La fauna ittica (principalmente trote) viene attirata sfruttando la circolazione dell’acqua e la naturale tendenza dei pesci a nuotare controcorrente alla ricerca di cibo. Pesci che dapprima salgono lungo una cosiddetta ‘scala di rimonta’ – una sorta di percorso a zig-zag nell’acqua che genera piccole pozze dove ‘riposare’ –, portandoli dall’alveo del fiume fino a una vasca d’attesa posta alla base dell’ascensore. Qui, a intervalli regolari (ogni 20-25 minuti), una paratoia si apre per circa 10 minuti, permettendo ai pesci di entrare in un cestello mobile collocato all’interno del pozzo verticale. Quando la paratoia si richiude, il pozzo viene riempito con l’acqua proveniente dal canale superiore, facendo risalire il cestello, dotato di galleggianti, fino a raggiungere la quota minima del bacino a monte. A questo punto si apre una seconda paratoia, che consente ai pesci di raggiungere il bacino nuotando controcorrente lungo il canale che attraversa lo sbarramento. In Svizzera vi sono altri lift per pesci (in Ticino è il primo), ma essi funzionano in modo diverso. Senza entrare nei dettagli, l’unicità dell’ascensore di Airolo è che i pesci sono sempre completamente immersi nell’acqua.

Monitoraggio per due anni

Ovviamente la fauna ittica ha poi anche la possibilità di scendere a valle. Possibilità assicurata da un bypass inserito nella condotta utilizzata per il rilascio del deflusso minimo ai piedi dello sbarramento. In questo caso è stato sviluppato un sistema che permette di limitare la velocità dell’acqua, permettendo ai pesci di nuotare in sicurezza fino a una vasca di dissipazione, dalla quale possono rientrare nel letto del fiume Ticino, proprio accanto all’entrata verso la scala di rimonta. Ora si tratterà di monitorare la migrazione: sull’arco di due anni verrà osservato se i pesci utilizzano effettivamente questo sistema per superare lo sbarramento che genera il piccolo lago. In ogni caso durante il collaudo dell’opera sono già stati osservati pesci che l’hanno utilizzata. Si tratta ora di capire se vi sono ad esempio periodi durante l’anno nei quali il sistema viene sfruttato maggiormente (o affatto) dalla fauna ittica.

Previsti altri interventi a Lavorgo e Rodi

L’impianto – realizzato da Aet in stretta collaborazione con il Cantone e l’Ufficio federale dell’ambiente – fa parte di una serie di misure che hanno permesso di risanare il fiume Ticino fra Airolo e Rodi, in conformità ai più recenti requisiti della Legge federale sulla protezione delle acque. «Non si tratta solo di salvaguardare la libera migrazione dei pesci, ma anche di intervenire per diminuire gli effetti dei deflussi discontinui giornalieri e l’alterazione del trasporto solido (detriti e sedimenti portati a valle, ndr) nei fiumi», ha sottolineato Bernasconi. In questo ambito sono previsti «anche altri interventi a Lavorgo e Rodi», ha precisato. «Interventi importanti, perché permettono di congiungere 11 km di corsi d’acqua a valle con 7 km a monte». E questo in un periodo storico caratterizzato dai cambiamenti climatici: «L’acqua si sta riscaldando, ma a monte è più fresca». L’opera innovativa di Airolo permette dunque alla fauna ittica di «vivere e sopravvivere meglio».

Un anno e mezzo di lavori

In questo contesto Pronini ha sottolineato il «costante impegno di Aet a favore dell’ambiente e del territorio». Un’attenzione che «accompagna in modo sistematico i progetti e gli interventi di rinnovo degli impianti di produzione e trasporto dell’energia elettrica in Ticino». Per quanto riguarda il bacino di Airolo era «da almeno 10 anni che si discuteva con il Cantone». Ma ora «è stata trovata una soluzione tecnica ottimale». L’ascensore era infatti l’unica opzione per far superare il dislivello ai pesci, visto che una sola scala di rimonta avrebbe necessitato molto più spazio, che non era però a disposizione. È così stato deciso di realizzare quest’opera: «I lavori, durati circa un anno e mezzo, sono stati parecchio complessi, anche perché bisognava contemporaneamente garantire il flusso del corso d’acqua così come la produzione dell’impianto di Stalvedro», ha precisato Losa.

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2026-07-28T07:00:00.0000000Z

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