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La cantonale sarà vietata ai Tir in solo transito

Sollecitato dai Verdi e dalla politica locale, il Consiglio di Stato inverte la precedente opinione dipartimentale secondo cui il provvedimento sarebbe inadeguato

Di Marino Molinaro

Minimo sforzo, grande risultato. Parliamo della soluzione ‘minimale’, già adottata altrove con buoni risultati, che potrebbe produrre l’effetto sperato dalla popolazione di Pollegio, Bodio e Giornico, ma che il Cantone si è finora sempre rifiutato di approntare avanzando motivazioni non convincenti di opportunità e proporzionalità, in contrasto con l’auspicio espresso anche dal Consiglio federale. Cantone che ora ha cambiato idea. Parliamo del divieto di transito per i camion – quelli diretti nell’alta Leventina oppure Oltralpe – sulla cantonale fra Biasca e Faido: trucco furbo che consente ai conducenti dei Tir di eludere l’obbligo di sosta nel Centro di controllo dei veicoli pesanti (Ccvp) attivo da fine 2022 lungo l’autostrada a Giornico in direzione nord. Ebbene, rispondendo nei giorni scorsi a un’interrogazione presentata lo scorso aprile dalla granconsigliera Nara Valsangiacomo a nome dei Verdi, il Consiglio di Stato ha ora cambiato idea rispetto agli orientamenti precedenti, ribaditi l’ultima volta in primavera su queste colonne.

‘Effetti positivi su sicurezza, qualità di vita e ambiente’

Il governo cantonale, si legge nella risposta giunta nei giorni scorsi, “esprime parere favorevole all’introduzione, presso la rotatoria di Pasquerio in direzione di Airolo, di un divieto di circolazione per gli autocarri, accompagnato dall’eccezione per il servizio a domicilio. L’introduzione di tale provvedimento consentirebbe di impedire l’utilizzo della strada cantonale da parte dei veicoli pesanti che, impegnati in un transito lungo l’asse autostradale del San Gottardo, abbandonano l’autostrada al fine di eludere i controlli effettuati presso il Ccvp. La misura risulta pertanto idonea a contrastare tali comportamenti e a favorire il corretto indirizzamento del traffico pesante lungo la rete autostradale”. Il provvedimento, prosegue il CdS, “consentirebbe inoltre di ridurre il traffico pesante di mero transito attraverso gli abitati della bassa Leventina, con effetti positivi sotto il profilo della sicurezza stradale, della qualità di vita della popolazione e della qualità ambientale”. Infine l’Esecutivo cantonale conferma che “segnaletiche analoghe sono già adottate lungo assi cantonali in corrispondenza di uscite autostradali situate in prossimità dei Centri di controllo dei veicoli pesanti di Ripshausen, nel Cantone di Uri, e di San Vittore, nei Grigioni”. Tali esempi “confermano l’idoneità di una regolamentazione volta a impedire l’elusione dei controlli mediante l’utilizzo della rete stradale ordinaria”.

Berna confermava il disagio minimizzandolo

Ci sono dunque volute lettere delle autorità locali, prese di posizione politiche, atti parlamentari e articoli di giornale per far cambiare idea al Cantone. Lo scorso 7 aprile, sollecitato dalla ‘Regione’, il Dipartimento delle istituzioni, responsabile in quel momento della Divisione costruzioni dopo il discusso arrocchino Zali-Gobbi, scriveva che “è importante riportare il tema nella sua corretta dimensione. Nella risposta all’interpellanza presentata dal consigliere nazionale Bruno Storni, il Consiglio federale nell’agosto 2025 citava esplicitamente ‘qualche sporadica irregolarità’, una valutazione che ridimensiona il fenomeno e non lo configura come una problematica sistemica. La Polizia cantonale svolge regolarmente verifiche sul territorio e, come sottolinea il Governo federale, nei pochi casi rilevati, ‘il controllo del mezzo pesante viene poi spesso recuperato al momento del rientro in autostrada’ a Faido. Il Cantone continua quindi a seguire con attenzione l’evoluzione della situazione, adottando un approccio proporzionato e basato su dati concreti, nel rispetto delle competenze istituzionali e delle esigenze del territorio”. Un’opinione dipartimentale ora spazzata via da quella governativa. Va peraltro ricordato che in precedenza questo tipo di segnaletica era presente allo svincolo autostradale di Biasca, poi tolta perché ritenuta non conforme a qualche legge.

Primi segnali subito dopo l’apertura del Centro di controllo

A mobilitarsi era stato fra gli altri il gruppo politico Nuova Giornico Progressista, che legge oggi con soddisfazione le conclusioni cui è giunto il governo. In una lettera pubblica inviata sei mesi fa al nostro giornale, ricordava che si è sempre minimizzato un problema sollevato già nel 2023: “Da allora la polizia parla di pochissimi casi e le misure concrete vengono scartate perché ritenute troppo vincolanti. L’Ufficio federale delle strade rimanda al Cantone e questo si affida alla polizia. Risultato? Nessuno decide né interviene. E il traffico pesante a livello locale continua”. Nel testo il gruppo politico sottolineava che “già pochi mesi dopo l’apertura del Ccvp, era evidente che qualcosa non funzionasse: sempre più Tir, spesso stranieri, continuavano a transitare sulla cantonale diretti a nord”. Una percezione che taluni abitanti hanno voluto approfondire inseguendo i camion in auto e notando che in effetti quasi tutti rientravano in A2 a Chiggiogna senza soste nelle località attraversate, nemmeno per mangiare. A masticare amaro era la popolazione: “Quando i problemi restano irrisolti a livello locale – sottolineava il gruppo politico – è il sistema stesso a mostrare i suoi limiti.

Sanzionato un camion su tre controllati

Quanto alla necessità, per i conducenti dei Tir, di eludere i controlli al Ccvp, bastano alcune cifre: un nostro servizio pubblicato nel settembre 2023, dedicato al bilancio dei primi sei mesi d’attività del Centro di controllo, evidenziava che un camion su tre controllati veniva sanzionato per irregolarità. I 3’416 controlli eseguiti su 154’812 veicoli pesanti transitati erano sfociati in 1’078 sanzioni, di cui 140 per infrazioni gravi che potevano comportare un rischio concreto per la sicurezza stradale.

In Ticino due terzi delle infrazioni per velocità su scala nazionale

Trascorsi tre anni pieni di attività del Ccvp, la deputata dei Verdi ha chiesto anche i dati sui superamenti di velocità: “Nel 2025 su un totale di 15’445 veicoli pesanti controllati a Giornico sono state rilevate 302 infrazioni per eccesso di velocità risultanti dalla verifica elettronica del tachigrafo”, spiega oggi il governo ritenendo il dato “molto significativo se paragonato a quello rilevato a livello svizzero, dove sono state riscontrate complessivamente 555 infrazioni”. Ticino dunque terra di conquista oltre i limiti. Controlli radar hanno interessato anche la cantonale della bassa Leventina: 40 nel 2023, 32 nel 2024 e 36 nel 2025. Il governo non fornisce però le cifre delle infrazioni riscontrate.

Qualche sospetto sulla tempistica

Chi la dura la vince, dunque. Sul piano locale c’è soddisfazione per il fatto che il governo abbia finalmente cambiato orientamento. Con una tempistica invero un po’ sospetta dopo il cambio alla testa del Dipartimento del territorio fra Zali (Lega) e Marchesi (Udc), la restituzione della Divisione costruzioni dalle Istituzioni (Gobbi) al Territorio (Marchesi), il cambio della presidenza governativa fra Zali e Carobbio (Ps) e in vista delle elezioni cantonali 2027.

BELLINZONA E VALLI

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2026-10-29T07:00:00.0000000Z

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