Post di Merlini, la Sezione Plr: ‘Le parole hanno un peso’
Il consigliere ed ex municipale si scusa: ‘Non sono razzista’
D.MAR.
Un lungo post del diretto interessato per cercare di chiarire la propria posizione. Ma nel contempo anche una reazione della Sezione di Locarno del Partito liberale radicale, il cui presidente ha voluto ufficializzare la contrarietà rispetto a quanto capitato.
Non si è esaurita la polemica nata a seguito del post su Facebook in cui il consigliere comunale Plr ed ex municipale capodicastero Sicurezza a Locarno, Simone Merlini, dava dell’“escremento di seconda generazione” a un giovane di origine straniera che gli avrebbe danneggiato lo scooter. Nel post incriminato Merlini si scagliava contro il ragazzo, definendo anche “feccia che non lavora, mantenuta dalla collettività” un certo tipo di persone, per le quali auspicava la perdita della cittadinanza “per essere rispedite da dove sono venute”. Merlini che ciononostante respingeva le accuse di razzismo.
Lo sdegno della Sinistra
La prima reazione era venuta dalla Sinistra Unita, che si era dichiarata “esterrefatta e sconvolta” per i toni usati dal consigliere comunale Plr esprimendo “idee a sfondo xenofobo che non lasciano spazio all’immaginazione”. Sinistra Unita che condannava “un modo di pensare che, se già pericoloso e riprovevole per un privato cittadino, lo è ancora di più per un rappresentante del Legislativo, ex capodicastero Sicurezza e che – quando per un certo periodo ha ricoperto il ruolo di membro della Commissione della legislazione – partecipava alle audizioni dei naturalizzandi”.
Raggiunto da ‘laRegione’ per un commento in qualità di presidente sezionale Plr, Stefano Lappe ammette di aver parlato con Merlini: «Gli ho espresso chiaramente che la Sezione non condivide i toni utilizzati. Nel frattempo ha pubblicato un nuovo post, riconoscendo (a modo suo) di aver scritto di getto e usato parole inadeguate. È un riconoscimento che va nella giusta direzione, perché nel dibattito pubblico anche le parole hanno un peso».
‘La maggiore responsabilità di chi ha una carica politica’
La rabbia di fronte a episodi di vandalismo o molestie «è comprensibile e le preoccupazioni dei numerosi cittadini intervenuti nei commenti meritano ascolto – considera Lappe –. Ma da chi ricopre una carica politica all’interno della nostra Sezione esigiamo una responsabilità ulteriore: saper andare oltre la reazione di pancia e tradurre quelle preoccupazioni in iniziative tangibili. Un consigliere comunale dispone di strumenti istituzionali, anche molto incisivi, che deve usare per proporre soluzioni e ottenere risposte. Questa responsabilità vale a maggior ragione per chi rappresenta un partito che detiene la maggioranza nell’Esecutivo e nel Legislativo». In conclusione, «per il Plr la sicurezza conta. Locarno è una città sicura e vogliamo che rimanga tale. Ma questo non significa che vada tutto bene o che non ci sia nulla da migliorare. Quando i cittadini segnalano un problema, dobbiamo ascoltarli e capire come intervenire, con lucidità e con proposte che si possano mettere in pratica. Senza sminuire quello che vivono, ma anche senza creare allarmismi o usare parole che alla fine fanno discutere più del problema che si voleva sollevare».
‘Ho reagito di getto’
Nel frattempo, come accennato, Merlini ha pubblicato un altro post ammettendo di aver reagito “di getto: ero arrabbiato e ho usato parole volgari”. Un’ammissione di colpa che non contempla però quella di essere razzista: “Chi mi conosce sa anche che con chi molesta, danneggia e approfitta del sistema ho poca pazienza. Svizzero o straniero che sia. Il passaporto rossocrociato non dà il diritto di comportarsi da maleducati e non averlo non è nemmeno un motivo di tolleranza. Ho parlato di seconda generazione perché penso che il rispetto e la riconoscenza verso il posto che ha accolto la propria famiglia siano importanti. Non volevo mettere tutti nello stesso calderone. Ci sono tantissime persone di origine straniera che lavorano, rispettano le regole e contribuiscono al nostro Paese. Proprio per questo bisogna distinguere chi si comporta bene da chi si comporta male. Ognuno risponde delle proprie azioni, secondo la legge. Non incito al razzismo. Chiedo rispetto. Sono stato municipale e responsabile della Polizia. Certe situazioni le ho viste da vicino, non dal divano. Di abusi e comportamenti intollerabili ce ne sono già troppi. Non voglio che Locarno si abitui al degrado”.
LOCARNO E VALLI
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2026-11-05T07:00:00.0000000Z
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