laRegione

Il Paese visto da Lugano, Mendrisio e Locarno

Le tre città assieme partecipano al bando nazionale per diventare capitale culturale della Svizzera 2030. Chiesto un credito di 1,5 milioni di franchi

Di Alfonso Reggiani

“La Svizzera vista da sud”: è racchiusa in queste parole la candidatura a capitale culturale della Svizzera 2030, presentata da Lugano, assieme a Mendrisio e Locarno. Una candidatura per la quale il Municipio ha licenziato una richiesta di credito complessivo di 1,5 milioni di franchi, che sarà subordinato alla decisione della giuria nel giugno 2026 e servirà a garantire la copertura di una parte dei costi delle attività relative al progetto tra il 2027 e il 2031. L’auspicio è che il Consiglio comunale esamini e approvi il messaggio al più tardi nella seduta programmata il 26 marzo, perché alla fine di quel mese a Palazzo Civico la delegazione della giuria incontrerà l’Esecutivo. La partecipazione al concorso nazionale, al quale si è candidata anche la Città di Bellinzona, ha ottenuto il preavviso favorevole del Comitato di risanamento finanziario della Città.

Un paradigma policentrico

«Sarebbe bello giungere a fine marzo pronti anche con la questione della cultura indipendente (il messaggio municipale è atteso questo mese, ndr), per rafforzare la nostra candidatura – ha sottolineato Roberto Badaracco, vicesindaco di Lugano e capo Dicastero cultura, sport ed eventi –. Una scena alternativa che a Lugano esiste ed è molto attiva, come ha dimostrato l’ultima indagine in città su Danza e teatro». Un’indagine che è stata realizzata dalla Divisione cultura della Città con il Servizio di statistica urbana e la sezione ticinese dell’associazione mantello ‘t. Professioni dello spettacolo Svizzera’ che mostra un aumento dell’80% delle realtà indipendenti costituite dall’anno 2000. Tra le condizioni del bando di concorso, in effetti, figura pure l’offerta specifica per i giovani e l’esistenza di una scena alternativa.

Il messaggio del Municipio definisce la candidatura congiunta con Locarno e Mendrisio come “l’occasione per rafforzare la specificità di ciascuna realtà e la creatività locale in un’ottica sostenibile e inclusiva. Le tre città propongono un paradigma nuovo, policentrico, un laboratorio accogliente e aperto alla sperimentazione, al dialogo e alla partecipazione, un processo collettivo orientato al benessere condiviso e a visioni culturali innovative (...)”. Un’occasione unica “per superare il campanilismo, realizzare un effettivo scambio di competenze e risorse, generando un impatto duraturo non solo nell’ambito culturale ma anche in quello sociale, turistico e della sostenibilità”. L’obiettivo comune a lungo termine è quello di creare un sistema culturale integrato e dinamico, in grado di attrarre innovazione, creatività e investimenti, ma ancora inedito per il Ticino”. Si punta a coniugare “innovazione, tradizione e partecipazione, valorizzando il ruolo del sud come laboratorio culturale aperto. In questo contesto si intende valorizzare l’italianità diffusa, mirando a federare al Ticino le comunità italofone in Svizzera (...). L’italianità diventa paradigma della diversità culturale che fa parte della storia svizzera e ne plasma, in un processo sempre in divenire, la sua contemporaneità. La prospettiva del sud offre una lente per rileggere la Svizzera, oltre il confine geografico e culturale, verso il multilinguismo e la capacità di conciliare visioni differenti”.

Dai cinque progetti faro al palinsesto

Il documento illustra gli “eventi di apertura (Sorgente di luce, nei Giorni della Merla, alla fine del gennaio 2030) e di chiusura (Da Sud. Tre città all’unisono, nel dicembre 2030, che unirà le tre città tramite spazi sonori, performance e installazioni)” e cinque progetti faro. Il primo è ‘Cultura, Salute e Comunità’ e “propone un modello avanzato di welfare culturale che integra pratiche di prescrizione sociale e collaborazione intersettoriale per generare inclusione, partecipazione e benessere”; ‘Utopie, Distopie e Retrotopie’, invece, vuole valorizzare “la tradizione visionaria del territorio, ispirandosi a Monte Verità”; ‘Cultura e Scuola’ “costruisce una rete educativa tra istituzioni culturali e formative, accompagnando dal 2027 le nuove generazioni in percorsi creativi con artisti, per affrontare temi ambientali, identitari e sociali”; ‘Italianità 4.0’ “promuove una visione plurale dell’italianità in Svizzera, mettendo in dialogo radici locali, migrazioni e nuove espressioni culturali attraverso reti educative, culturali e transmediali”. ‘Sud creativo’ sarà “una piattaforma realizzata con, da e per la scena indipendente tramite bandi e concorsi per residenze artistiche, incentivi alla produzione e alla diffusione culturale, per creare collaborazioni con altri festival svizzeri”. I progetti faro saranno la cornice nella quale sviluppare un palinsesto di iniziative e progetti di artisti e comunità locali, tramite il sostegno di bandi pubblici. I progetti selezionati costituiranno il cuore del programma. Saranno incentivate le edizioni speciali di eventi ricorrenti e ad hoc dislocati nelle tre città e saranno lanciate call for projects aperte ad artisti, collettivi e istituzioni, a livello locale, nazionale e internazionale. Parte dei progetti sarà destinata alla committenza di opere permanenti realizzate con artisti e comunità locali. È pure prevista l’attivazione di residenze artistiche mirate nelle tre città.

Il 50% da fondi pubblici, il resto da privati

Per finanziare la partecipazione al concorso dell’Associazione Capitale Culturale Svizzera, (che seleziona una delle città del Paese con più di 20’000 abitanti ogni tre anni, la prima sarà la Chaux-de-Fonds nel 2027), “il modello economico è misto, con una ripartizione del 50% tra fondi pubblici e fondi privati. (...) Lugano vorrebbe realizzare una nuova strategia di sviluppo identitario (sui temi della candidatura), territoriale (con Locarno e Mendrisio) e di potenziamento del tessuto locale (industrie culturali, cultura indipendente e sfera socioculturale)”. In soldoni, Lugano, con l’atteso via libera del Legislativo, metterebbe 1,5 milioni di franchi di investimento in 5 anni (il 60%), affiancati mezzo milione da parte di Locarno (20%) e altrettanti da Mendrisio (20%). Sono già confermati, sempre che la candidatura venisse aggiudicata, un milione da parte del Cantone e altri due milioni da parte della Confederazione (inseriti a preventivo dall’Ufficio Federale della cultura per il 2030). Il finanziamento pubblico previsto, si legge nel messaggio, “dovrebbe portare a un pari investimento da fonti private e, se fossero confermati solo i moltiplicatori individuati dal BAK, i circa 10 milioni di franchi di investimento potrebbero generarne 25 circa di indotto”. In caso di vittoria, la governance sarà affidata a una struttura denominata “Associazione Lugano con Locarno e Mendrisio per la Capitale Culturale Svizzera 2030” che coordinerà la programmazione culturale e il calendario; la gestione amministrativa, la pianificazione finanziaria e logistica; la raccolta fondi; la comunicazione e il marketing; il monitoraggio e la valutazione; i rapporti con i partner nazionali e internazionali. In caso di vittoria la costituzione di tale organismo, con statuto e regolamento, sarà sottoposta ai tre Legislativi con il relativo mandato di prestazione.

LUGANESE / MENDRISIOTTO

it-ch

2026-01-03T08:00:00.0000000Z

2026-01-03T08:00:00.0000000Z

https://epaper.laregione.ch/article/281659671410261

Regiopress SA