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‘Cittadini coinvolti appena pronti i dati’

Progetto aggregativo con Brissago, il sindaco Senn risponde alle critiche di chi contesta le figure inserite nella commissione e ne specifica il ruolo

Di David Leoni

«Prendo spunto dalle critiche formulate nell’articolo apparso venerdì 13 febbraio in queste pagine per chiarire, ai cittadini ronchesi, che l’avvio dello studio in questione è stato discusso e promosso dai rispettivi Municipi. All’epoca per Ronco sopra Ascona vi figuravano Paolo Senn, Boris Sussegan, Monica Pongelli, Sandro Galli e Marco Poroli (oggi ‘promotore’ dell’articolo su La Regione in questione). Allora, all’unanimità, si decise di avviare uno studio che potesse raccogliere tutte le informazioni necessarie al fine di capire se veramente i tempi per un’eventuale fusione fossero maturi». È questo l’incipit dal quale parte, nella sua risposta alle critiche formulate al riguardo della commissione di studio per l’aggregazione di Brissago e Ronco, il sindaco di quest’ultimo Comune, Paolo Senn.

Senn ricorda come la partenza del segretario comunale nel 2020 non abbia ancora portato all’individuazione del suo successore e che, proprio per colmare un vuoto in Cancelleria, l’Esecutivo vista la situazione e la necessità di garantire la funzionalità dell’Amministrazione, si sia rivolto ai colleghi di Brissago, trovando in loro un appoggio pratico attraverso la condivisione del segretariato, inizialmente quale momento di transizione.

La raccolta per dibattere con cognizione di causa

«Tra Brissago e Ronco sopra Ascona vi erano già contatti e si collaborava in svariati ambiti (sicurezza, scuola dell’infanzia ed Elementare, acquedotto, traffico, Istituti sociali e altro ancora). Le due figure impiegate a Brissago, Giuseppe Cotti e Geo Gallotti, si sono da subito dimostrate efficienti e all’altezza della situazione. Tornando alla critica espressa da alcuni cittadini, posso tranquillizzare la popolazione: l’avvio dello studio non implica per forza un’aggregazione, ma costituirà uno strumento per dare al cittadino la possibilità di valutare la realtà e verificare, grazie ai dati che saranno raccolti nel corso dello studio, se vi siano le premesse per unire i due Comuni o meno». «L’Esecutivo – prosegue Senn – è dell’opinione che, oltre alla normale gestione di un Comune, vi siano anche proposte di possibili miglioramenti al servizio pubblico e questo studio va proprio in questa direzione; lo stesso Cantone vede in quest’operazione una possibile opportunità che non deve necessariamente sfociare in una aggregazione. Sarà poi la popolazione a valutare i pro e i contro di un’eventuale unione. Nelle critiche formulate da Poroli Bastone e dal suo gruppo, emerge un certo malcontento per il mancato coinvolgimento della popolazione: anche qui voglio tranquillizzare gli animi dei cittadini, che saranno coinvolti a tempo debito, non appena saranno disponibili i primi dati necessari per poter dibattere nelle previste giornate/serate pubbliche, alle quali la popolazione interessata potrà partecipare in maniera attiva. Dunque in questa fase è prematuro il coinvolgimento della popolazione, un primo incontro è tuttavia previsto entro l’estate prossimo».

La costituzione del comitato

Per ciò che riguarda la composizione del gruppo di studio, composto da politici e segretari comunali, «posso confermare che è del tutto normale poiché, come detto, in questa fase è necessario raccogliere i dati tecnici atti a preparare l’informazione pubblica. Non si tratta di spingere una futura decisione in un canale già predefinito e neppure di una valutazione di pancia: ci vogliono i dati». Quanto alla scelta del ‘partner istituzionale’ (Brissago e non Ascona), che vide al centro di una polemica lo stesso Senn per alcune dichiarazioni rilasciate a un giornalista, il sindaco precisa che si trattò di «una battuta personale che poi venne mal interpretata, come purtroppo troppo spesso capita in politica. Battuta un tantino‘ fuori dalle righe’ non certo frutto di una discussione con il Municipio. Ricordo che nel nostro sistema democratico, il sindaco non decide le questioni di un Esecutivo. Dalla mia esperienza frutto di anni di stretti rapporti con i nostri vicini brissaghesi, so che si tratta di un Comune che ha attraversato periodi di alti e bassi come altri Comuni a vocazione turistica, costretti a confrontarsi con la politica internazionale e con il fenomeno dello spopolamento. Brissago ha tuttavia sempre dimostrato di saper affrontare le difficoltà con impegno e progettualità, vedi Lido pubblico, Casa Branca Bacalà, Casa San Giorgio, progetto di rinnovo struttura scolastica e via dicendo. Certo non avrebbe difficoltà a continuare come Comune autonomo e questo fatto è stato più volte sottolineato dall’Esecutivo brissaghese». Sempre in tema commissione di studio, per ciò che concerne la figura del consulente esterno non domiciliato, che ne fa parte, «vorrei chiarire che questa persona ha per oltre 30 anni messo a disposizione il suo tempo a favore della comunità ronchese in veste di consigliere comunale e municipale, contribuendo alla vita politica in maniera attiva. Il tutto per amore del proprio comune col quale, pur non risedendovi, mantiene sempre stretti legami. La persona in questione mette a disposizione le proprie qualifiche di esperto contabile e vanta un’esperienza alla guida di una società internazionale di svariati anni; le sue conoscenze in ambito fiscale e territoriale non sono dunque da mettere in dubbio».

Nessuna perdita identitaria

In conclusione, Senn assicura la massima trasparenza e il coinvolgimento della popolazione non appena saranno disponibili i dati necessari per una discussione costruttiva tra le parti. «Ciò che va spiegato a chiare lettere è che in ogni caso Ronco sopra Ascona non perderà la propria identità e si farà, come sempre fatto, l’interesse della popolazione garantendole i servizi, magari con meno resistenze e più condivisione. Come sindaco di Ronco s/Ascona da oltre 30 anni, vorrei mantenere la carica perché la ritengo gratificante. Ma sono disposto a mettere in discussione anche la mia posizione se la popolazione lo vorrà. In caso di votazione sulla fusione, sarà la maggioranza della cittadinanza a decidere e non il sottoscritto. Il sindaco deve pensare alla collettività e non alle proprie ambizioni».

LOCARNO E VALLI

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2026-02-27T08:00:00.0000000Z

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https://epaper.laregione.ch/article/281659671521061

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