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Scacciate le tenebre dal Castello Visconteo

Sì del legislativo al nuovo impianto illuminotecnico

Atterrisce il fatto che le nuove apparecchiature siano state pensate per resistere a potenziali atti vandalici... ma quel che conta è la sostanza: il Castello Visconteo sarà dotato di un nuovo impianto di illuminazione esterna; quello vecchio, entrato in funzione nel 2003, lo è rimasto fino al ’24, poi ha dovuto cedere all’obsolescenza tecnica nonché, appunto, agli interventi dei soliti ignoti (per non dire di peggio). Così dal Consiglio comunale è arrivato ieri sera un comodo “sì” al credito di 307mila franchi, impiegati per progettazione e sostituzione dell’impianto esistente. Altra buona notizia: l’investimento netto a carico della Città non sarà superiore a 232mila franchi.

Il progetto era già stato benedetto dalla commissione della Gestione, che si era espressa con un rapporto favorevole firmato da Michele Martinoni (Plr). Ribadendo in sala i motivi dell’appoggio al messaggio, Martinoni ha parlato ieri del bene storico come di un «elemento identitario», tale quindi da meritare tutte le attenzioni del caso. Il progetto piace perché «è coerente con gli obiettivi di valorizzazione del patrimonio storico, di contenimento dell’inquinamento luminoso e di ottimizzazione dei consumi energetici». Benché la proposta non richiami esplicitamente un coordinamento con il progetto “La Nouvelle Belle Époque”, l’auspicio è che «venga garantito un adeguato coordinamento tra le diverse opere urbanistiche in corso nella zona, analogamente a quanto previsto per il progetto Pivot (per la valorizzazione e il restauro del castello, ndr) per assicurare una coerenza paesaggistica e illuminotecnica dell’area».

Per i gruppi si sono espressi (tutti favorevolmente) Francesco Albi (Sinistra Unita), Simone Beltrame (il Centro), Bruno Bäriswyl (Lega-Udc-Indipendenti) e Ariele De Stephanis (Verdi e Indipendenti, pur ammettendo qualche perplessità in particolare riguardo alla questione dell’inquinamento luminoso e annunciando di conseguenza il voto libero da parte dei membri del gruppo).

Coordinato con Pivot e integrato con Belle Époque

Nel suo intervento precedente il voto, il capodicastero Bruno Buzzini ha ricordato che «il progetto si inserisce in quello, più ampio, di valorizzazione del Castello» e ha garantito che ci saranno sia un coordinamento tecnico con il progetto Pivot, sia «la miglior integrazione possibile con il contesto storico» e anche con “La Nouvelle Belle Époque”, che riguarderà l’adiacente Piazzetta Remo Rossi. Buzzini ha inoltre ricordato i sopralluoghi effettuati alla Fortezza di Bellinzona, dove viene utilizzato lo stesso sistema.

Analogamente rispetto a quanto successo con il primo credito, non hanno incontrato ostacoli gli altri due richiesti dal Municipio: 391mila franchi per l’allacciamento del Fevi alla rete di teleriscaldamento della Morettina (investimento netto leggermente inferiore: 351mila franchi); e 460mila franchi per il finanziamento di una serie di misure di intervento finalizzate alla mitigazione degli effetti delle isole di calore.

A questo proposito va ricordato il rapporto della Gestione (relatore Francesco Albi) secondo cui la proposta è “un passo necessario per affrontare una problematica destinata a intensificarsi nei prossimi anni”. Comunque, era anche stata sottolineata “l’importanza di definire, sin dalla fase attuativa, criteri di valutazione e strumenti di comunicazione e monitoraggio volti a promuovere e verificare l’efficacia delle misure adottate, sia per gli interventi pubblici sia per i contributi destinati ai privati”.

LOCARNO E VALLI

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2026-03-31T07:00:00.0000000Z

2026-03-31T07:00:00.0000000Z

https://epaper.laregione.ch/article/281659671585068

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