‘Siete liberi di scegliere, ma pensateci bene’
Il monito del capo della Sel Della Santa a sindaci e municipali dei 7 Comuni del Locarnese coinvolti negli scenari Urbano e Periurbano
Di Davide Martinoni
«Avete il diritto di decidere, ma anche la responsabilità delle decisioni che prenderete». Silenzio. Poi è partito uno di quegli applausi densi e prolungati che nel caso specifico suggeriva consapevolezza della necessità di agire, ma allo stesso tempo prudenza rispetto alla capacità – e forse anche alla reale opportunità, soprattutto politica – di farlo fino in fondo.
La frase è stata pronunciata mercoledì sera alla Vignascia di Minusio dal capo della Sezione enti locali (Sel) Marzio Della Santa, nell’ambito della presentazione del rapporto finale sui due scenari aggregativi – Urbano con Locarno, Minusio, Losone, Brione s/Minusio e Orselina e Periurbano con Minusio, Tenero-Contra e Mergoscia –, mentre l’applauso era quello di una sala costituita perlopiù da sindaci, municipali, consiglieri comunali ed ex delle tre categorie, più qualche decina di virtuosi cittadini interessati alla questione. Questione vitale, del resto, e il perché lo ha spiegato bene Della Santa al termine della sua presentazione, durata circa un’ora prima della discussione finale.
Il capo della Sel è partito da lontano: «I vostri 7 Comuni hanno fatto questo percorso e confrontandosi fra di loro si sono resi conto della loro specifica realtà e anche di quella degli altri. È vero che la collina è diversa dal Piano, ma gli uni non sono extraterrestri rispetto agli altri, e infatti hanno saputo lavorare molto bene insieme». L’alto funzionario lo ha sottolineato riferendosi a quanto successo nell’ambito del laboratorio che a marzo aveva riunito al Fevi 170 persone fra rappresentanti delle autorità comunali, della società civile e del mondo economico, appartenenti ai 7 Comuni coinvolti.
‘State bene ma non siete un’isola felice’
Saper lavorare assieme cosa indica?, si è poi chiesto. «Significa che possiamo avere anche bisogni diversi, ma se dovessimo trovarci nella stessa realtà comunale sapremmo confrontarci e trovare soluzioni comuni a problemi comuni». Detto ciò, Della Santa ha chiarito che «gli scenari aggregativi da cui siamo partiti non sono gli unici e comunque non siamo noi come Cantone a doverli o volerli definire. Adesso spetta a voi stabilire quale forma possono avere. Come Dipartimento delle istituzioni abbiamo ritenuto importante sostenere i 7 Comuni nel loro percorso. A partire da due anni fa li abbiamo stimolati per una ragione molto semplice: voi non siete un’isola felice in uno spazio vuoto, ma vi inserite in un contesto che va ben oltre i vostri confini: si chiama Cantone e, a un livello superiore, Confederazione». Poi, inevitabile, è giunta la stoccata, ma lanciata con l’attenzione richiesta a chi cammina a piedi nudi fra i ricci: «Tutto questo per dire che come Dipartimento siamo un po’ preoccupati, perché per quanto parta da un livello elevato di qualità di vita, il Locarnese può, in ragione della sua frammentazione, perdere forza e capacità di pressing rispetto alle altre regioni del cantone che già oggi si misurano come comportamenti».
I diritti e le responsabilità
Quindi nessuna novità rispetto a quanto è evidente da tempo. Ma a un certo punto il coperchio dello yogurt si gonfia e allora improvvisamente è già troppo tardi. Infatti, «il rischio è che la vostra regione possa sempre più incontrare delle difficoltà a far valere con il Cantone la propria prospettiva, i propri bisogni e anche le proprie necessità a livello di risorse. Si tratta di un aspetto che è facile mettere sotto lo zerbino, ma è importante esserne consapevoli ed è importante considerarlo nell’equazione che porterà tutti voi a fare una valutazione politica. Sto parlando di autonomia comunale e della possibilità di poter decidere del proprio futuro. È vero che siamo in una società dei diritti, ma lo è altrettanto che dietro a ogni diritto c’è una responsabilità».
Dati demografici preoccupanti
Fin qui la politica. Prima, e dopo, e attorno, ci sono i dati raccolti nell’ambito dell’articolata procedura che ha portato al rapporto finale. E quelli interessanti, poiché oltremodo significativi, non mancano. Il primo, condiviso, oggettivo e incontrovertibile, è molto positivo: il livello di benessere, nei 7 Comuni coinvolti, «è molto elevato ovunque», come constatato da Della Santa ripensando a quanto scaturito sia dal bilancio partecipato (il sondaggio fra la popolazione) sia dal laboratorio di cui sopra. La soddisfazione è infatti grande e generalizzata come qualità di vita in generale e per aspetti importanti come la conciliabilità lavoro-famiglia (70%) e relazioni sociali (75%). Non lo è invece per niente (31%) riguardo alla disponibilità di alloggi a prezzi accessibili.
Ma c’è anche la demografia, aspetto assolutamente centrale per capire lo sviluppo nei vari Comuni. Qui le cifre oggettivamente spaventano. Negli ultimi 10 anni la popolazione di anziani e “grandi anziani” (insomma tutte le persone dai 65 anni in su) è aumentata nello scenario Urbano del 13% e in quello Periurbano del 15%, e in percentuali variabili fra il 13 e il 23% in tutti i singoli Comuni, salvo Brione (-2%). Nel contempo bambini, ragazzi e giovani adulti (dai 0 ai 25 anni) sono calati del 4% nell’Urbano, leggermente aumentati (del 2%) nel Periurbano, ma soprattutto crollati in collina (in media di circa il 20%). Lo stesso discorso vale per gli adulti (25-64 anni), che in collina probabilmente ci rimangono ma inesorabilmente invecchiano, tanto da aumentare la percentuale di 19 punti a Brione e a Orselina e di 15 punti a Mergoscia (degli adulti c’è invece un’altrettanta marcata crescita, del 16%, a Tenero, dove si è costruito molto). Tutto ciò determina, fra l’altro, una crescente difficoltà nel ricambio politico in un già fragile apparato istituzionale, ha fatto notare Della Santa. Che ha concluso con un’indicazione oltremodo significativa: durante il laboratorio erano state proposte 50 misure in grado di affrontare le sfide future in ambiti come, appunto, l’evoluzione demografica e l’accesso all’alloggio, ma anche la mobilità, la capacità progettuale del territorio e il mantenimento della competitività regionale. Ebbene, di queste, ben 44 nello scenario Urbano e 38 in quello Periurbano potrebbero venire meglio concretizzate da entità comunali aggregate.
«Ora – ha chiosato Della Santa – spetta ai Municipi coinvolti valutare l’opportunità politica, o meno, di inoltrare al Consiglio di Stato un’istanza per l’avvio di uno studio aggregativo».
LOCARNO E VALLI
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2026-05-22T07:00:00.0000000Z
2026-05-22T07:00:00.0000000Z
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