L’importanza dell’arte e il successo della G’26
Riscontri positivi per la mostra diffusa di sculture
Di Serse Forni
Inaugurata lo scorso 15 maggio a Vira Gambarogno, la mostra diffusa ‘Sul lago luccica’, con le opere di Helidon Xhixha, è giunta al giro di boa. Sarà visitabile fino al prossimo mese di ottobre. L’occasione è data per un primo (sommario) bilancio. «Siamo contenti sia per l’affluenza, sia per il riscontro da parte dei visitatori – spiega Waldis Ratti, presidente dell’Associazione GambarognoArte, organizzatrice della G’26 –. Non abbiamo numeri precisi, visto che non esiste un biglietto d’entrata e le sculture all’aperto sono visibili 24 ore su 24. Tuttavia riteniamo che nell’arco di quattro mesi le persone che avranno potuto apprezzare le opere saranno senz’altro parecchie migliaia». Ratti ricorda che nelle scorse settimane è stato pubblicato il catalogo, che può essere acquistato (per 20 franchi) allo sportello di Vira dell’Organizzazione turistica Lago Maggiore e Valli (Otlmv). Le undici sculture monumentali in acciaio inossidabile lucidato a specchio sono state posate a Vira, Magadino, Gerra, Vairano, Sant’Abbondio e Ascona. In quest’ultima località, come galleggiasse sullo specchio lacustre, si trova l’Iceberg: «La posizione è stata voluta per invitare a proseguire la visita in Gambarogno. Di fronte alla chiesa di Vira, invece, galleggiano le due Bottiglie, che sono apprezzate e stimolano il dibattito. La loro creazione nasce dalla volontà dell’artista di riferirsi all’inquinamento provocato dalle plastiche. Piace molto anche la “Panchina” a Vairano: è diventato un luogo gettonato e molto fotografato».
Per la prima volta all’esposizione è stato abbinato un concorso, tramite l’applicazione gratuita “Vivi Gambarogno”: «Chi fotografa tutte le opere e si reca allo sportello Otlmv di Vira riceve in omaggio un catalogo – conclude Ratti –. In seguito, tra i partecipanti verranno estratti i vincitori dei premi, tra cui ci sarà un quadro di Helidon Xhixha». Uno dei principali sponsor della G’26 è l’Otlmv. Quanto porta al turismo locarnese un’esposizione come quella dedicata all’artista albanese? «Quando si parla di arte è innanzitutto importante chiarire il contesto –, risponde Fabio Bonetti, direttore dell’Otlmv –. La valutazione del valore artistico compete ad altre istituzioni. Per noi, dal punto di vista turistico, ciò che conta è la capacità di un’iniziativa di generare attrattiva e flussi di visitatori. Esiste infatti un vero e proprio turismo d’arte, ad esempio a Firenze, così come per la nostra regione esiste il turismo legato al cinema, come per il Locarno Film Festival, o alla musica, pensando a Moon & Stars, Jazzascona o classicAscona. La G’26, per il Gambarogno, si inserisce in questa logica: porta sul territorio un artista di fama internazionale e, come altre grandi manifestazioni del Locarnese, contribuisce ad arricchire l’offerta della destinazione, generando valore economico per il territorio e per la sua popolazione».
Non solo valore artistico (di cui tutti beneficiano) e turistico, ma anche economico. Pure il Comune sulla sponda sinistra del Verbano ha sostenuto la mostra di sculture all’aperto e diffusa. Con quali risultati? «Sicuramente una visibilità positiva – sostiene il sindaco Gianluigi Della Santa –. Abbiamo inserito l’esposizione anche nel programma dei recenti festeggiamenti per i duecento anni del Porto di Magadino. Il Comune deve cercare di appoggiare eventi e manifestazioni di una certa rilevanza. Personalmente ho apprezzato molto la mostra, sia per il valore artistico delle opere esposte, sia per gli spunti di riflessione offerti, con temi come quello della sostenibilità ambientale. Come ente pubblico continueremo ad appoggiare iniziative di tale portata».
LOCARNO E VALLI
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2026-07-30T07:00:00.0000000Z
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