laRegione

‘Dezonamenti solo come ultima ratio’

Il Municipio adotta una Zona di pianificazione volta a ‘trovare soluzioni condivise con la popolazione’ per ridurre il sovradimensionamento del 359%

Di Fabio Barenco

«Trovare soluzioni condivise con la popolazione» per ridurre il sovradimensionamento del Piano regolatore (Pr) di Lumino, che, in estrema sintesi, significa diminuire la possibilità di costruire su terreni pianificati a tale scopo. Come? «Grazie all’adozione di una Zona di pianificazione che è quanto il Dipartimento del territorio chiede di intraprendere come prima misura in queste situazioni», spiega a ‘laRegione’ il sindaco Enea Monticelli. «L’obiettivo è quello di elaborare un Pr che da un lato non penalizzi i proprietari fondiari e che dall’altro soddisfi i dettami delle leggi cantonale e federale sullo sviluppo territoriale». Un’operazione che tuttavia «sarà molto impegnativa».

Troppe zone edificabili

Ci troviamo nel campo della contenibilità dei Piani regolatori, una tematica che riguarda e preoccupa parecchi Comuni ticinesi. Molti di essi dispongono infatti di troppe zone edificabili che, stando alla Confederazione e quindi anche al Cantone, vanno di conseguenza ridotte, promuovendo invece uno sviluppo centripeto degli insediamenti. Questo molto spesso significa dezonare (ovvero rendere inedificabile un terreno edificabile) oppure almeno ridurre gli indici di sfruttamento, che in altre parole significa mantenere la possibilità di costruire, ma solo edifici di volumi inferiori a quanto previsto finora. Per quanto riguarda Lumino, stando ai calcoli del Cantone, le zone edificabili e le riserve risultano sovradimensionate rispetto alla crescita stimata della popolazione e dei posti di lavoro nei prossimi 15 anni. Sovradimensionamento che è pari al 359%, quando il limite accettato è del 120%. Calcoli che in realtà erano stati contestati dal Municipio di Lumino – anche a seguito di una mozione del Centro del 2025 che chiedeva di non accettare acriticamente i dati – che aveva quindi chiesto al Cantone di rivedere la sua stima. «In particolare contestiamo la prospettiva di crescita sui 15 anni: ci viene riconosciuto l’1% annuo quando in realtà, dati alla mano, è quasi del 2%», precisa Monticelli. Tuttavia, il Cantone non ha fatto alcun passo indietro, confermando quindi la sua stima. Stando ai calcoli del Comune il sovradimensionamento sarebbe infatti ‘solo’ del 182%, il che avrebbe «comunque significato dover mettere mano al dimensionamento del Pr», ma evidentemente in modo meno intensivo.

‘Non si tratta di un blocco edilizio’

Resta il fatto che la situazione attuale impone al Comune di Lumino di adottare misure. Il primo passo in questo senso è, appunto, l’adozione di una Zona di pianificazione che comprende le zone intensive per l’abitazione (residenziali) R3, R3+ e R5, così come la zona per la produzione di beni (industriale) AR. Sono invece escluse la zona del nucleo e quella per scopi pubblici, così come, evidentemente, i terreni agricoli. «Non si tratta di un blocco edilizio», tiene a precisare il sindaco, riferendosi alla mozione in tal senso inoltrata nel 2025 da tre consiglieri comunali – Andrea Persico, Massimiliano De Stefanis e Katia Pini – del gruppo Rossoverdi. Infatti «sarà ancora possibile inoltrare domande di costruzione che saranno però valutate con particolare attenzione, per rapporto appunto alla situazione, così come espressamente richiesto dal Cantone». Concretamente saranno verosimilmente valutate con più prudenza le domande di costruzione che riguardano grandi comparti inedificati, posti in posizione marginale rispetto al comprensorio largamente edificato. E questo nell’ottica di uno sviluppo centripeto degli insediamenti, come richiedono Confederazione e Cantone.

Eventuali indennizzi ‘non sono sostenibili’

Più in generale «l’obiettivo della Zona di pianificazione è in sostanza quello di avere il tempo necessario per studiare quali misure adottare per ridurre il sovradimensionamento del Pr avvalendosi anche di figure tecniche con le necessarie competenze», sottolinea Monticelli, assicurando che «eventuali dezonamenti saranno solo presi in considerazione come ultima ratio». Anche perché quando si rende inedificabile un terreno edificabile, il Comune dovrebbe indennizzare il proprietario. E si parla di «milioni di franchi». Una cifra che «per un Comune come Lumino non è finanziariamente sostenibile». Almeno inizialmente si cercherà dunque di «agire, se necessario, sugli indici di sfruttamento». Ma questa sarà musica del futuro: come detto la Zona di pianificazione serve proprio per «trovare soluzioni condivise» in grado di bilanciare le esigenze dettate dal Cantone con gli interessi dei cittadini, dei proprietari e di riflesso anche del Municipio.

Strategie che saranno definite nel Pac

In questo contesto è stata «coinvolta la Commissione consultiva Masterplan per una condivisione di fondo sui principi e i prossimi passi relativi alla Zona di pianificazione», rileva il sindaco. Come detto «sarà ancora possibile progettare interventi, ma nelle valutazioni si terrà conto dei dettami del Masterplan approvato dal Consiglio comunale alcuni anni fa». Masterplan «che fungerà anche da base per elaborare il Piano d’azione comunale». E proprio nel Pac – che deve essere elaborato entro maggio 2027 sulla base delle direttive cantonali vigenti – saranno definite le strategie per ridurre il sovradimensionamento delle zone edificabili a una percentuale accettabile, secondo la Legge sulla pianificazione del territorio.

Serata pubblica il 30 settembre

Tutte queste questioni saranno presentate alla popolazione durante una serata pubblica organizzata dal Municipio in programma mercoledì 30 settembre alle 20 nella palestra comunale di Lumino in via Bosniga 2. Serata pubblica durante la quale sarà anche possibile porre domande ed esprimere eventuali preoccupazioni. «Non vogliamo imporre nulla dall’alto, ma cercare di costruire un progetto condiviso con la cittadinanza», conclude Monticelli.

BELLINZONA E VALLI

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2026-09-22T07:00:00.0000000Z

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