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Docente e abusi, ecco il mandato

Il governo fornisce alcuni dettagli sull’inchiesta amministrativa e disciplinare affidata a Maria Galliani per far luce su quanto successo nella sede

di Marino Molinaro e Andrea Manna

L’inchiesta disciplinare sul caso del docente delle Medie di Giubiasco arrestato in marzo e ora rinviato a giudizio per più reati sessuali nei confronti di allieve sotto i 16 anni è stata aperta “nei confronti di ignoti dipendenti dell’Amministrazione cantonale allo scopo di fare luce anche su eventuali violazioni di carattere amministrativo”. Questo è quanto ci aveva spiegato succintamente il Consiglio di Stato a inizio ottobre, specificando alcuni giorni dopo di aver istituito una commissione ad hoc formata da due funzionari del Cantone e coordinata dall’avvocata Maria Galliani, già coinvolta nel caso analogo che nel 2023 aveva riguardato la scuola media di Lugano Centro. Ora, rispondendo ad alcune altre domande poste dal nostro giornale, il Consiglio di Stato aggiunge che le verifiche riguarderanno personale alle dipendenze del Cantone “indipendentemente dalla funzione specifica”. Si va dunque dall’ambito dell’insegnamento (docenti) a quello più amministrativo e dirigenziale (funzionari). Ma non solo. Al governo abbiamo anche chiesto di dettagliare quale mandato è stato conferito alla commissione e quali sono gli aspetti puntuali da verificare. La risposta entra poco nei dettagli e resta in superficie. “Il mandato conferito – spiega il CdS – è di fare luce, al di là degli aspetti penali, su eventuali violazioni di carattere amministrativo commesse nella scuola media di Giubiasco, sul reale coinvolgimento dei docenti o di terze persone a conoscenza dei fatti e/o di segnali inerenti a comportamenti inadeguati del docente, e più in generale sulle procedure seguite da docenti e direzione scolastica avuta eventuale conoscenza di questi comportamenti inadeguati o illeciti”.

Come sono state gestite le segnalazioni

In altre parole si cercherà di capire quali sono le circostanze che hanno indotto, nell’arco di più anni, diversi docenti a segnalare ripetutamente alla direzione di sede il loro collega infine arrestato; e quali vie abbiano seguito le stesse segnalazioni. Le quali, stando a nostre informazioni, non hanno mai riguardato presunte attenzioni sessuali rivolte alle allieve, bensì reiterati atteggiamenti molesti e predatori nei confronti di colleghe adulte, nonché comportamenti problematici (soprattutto abuso di alcol, ma non solo) durante cene e uscite di classe e d’istituto. Segnalazioni presentate alla direzione sempre in forma orale ma in presenza di testimoni; e senza che abbiano mai ottenuto l’effetto sperato, visto che il docente col passare degli anni non ha modificato il suo agire. Infine, anzi, sfociato nel penale. Da qui appunto la necessità, nell’ambito dell’inchiesta disciplinare, di ricostruire e contestualizzare le molte segnalazioni fatte e di capire se – come prevedono le nuove disposizioni decise dal Decs nel giugno 2023 – la direzione abbia rispettato l’obbligo di segnalare i casi per scritto alla Sezione dell’insegnamento medio, cui compete poi la gestione dell’incarto. A fare da base alle verifiche amministrative saranno a ogni modo, ci risulta, quelle penali: la commissione Galliani ha infatti accesso all’atto d’accusa stilato dalla procuratrice pubblica Valentina Tuoni, ma non è dato sapere se potrà visionare tutti gli atti dell’inchiesta (interrogatori, testimonianze, ricostruzioni, prove, perizie, eccetera).

Silenzio sui nomi dei due funzionari

Quanto alla commissione d’inchiesta, il governo non risponde alla domanda volta a conoscerne la composizione esatta, limitandosi a dire che oltre a Galliani vi sono “due persone dipendenti dell’Amministrazione cantonale specializzate in ambito giuridico e della gestione amministrativa e del personale”. Il coinvolgimento di una specialista esterna, viene fatto presente, è permesso dal Regolamento dei dipendenti dello Stato: “In questo caso è stato ritenuto giustificato da interessi preminenti dell’Amministrazione, allo scopo di fornire una garanzia di terzietà nella conduzione dell’indagine”. La commissione dovrà consegnare il suo rapporto “il prima possibile, al termine dei propri lavori, in base alle esigenze dell’inchiesta”. Una volta letto il rapporto ed eventualmente tratte le debite conclusioni, “è prevista una comunicazione pubblica sull’esito dell’inchiesta amministrativa, analogamente a quanto il Decs ha già fatto il 13 giugno 2023 per presentare gli esiti del rapporto dell’inchiesta amministrativa sulla scuola media di Lugano Centro”. L’ultima nostra domanda riguardava il compenso pattuito per la specialista esterna: “Ammonta a 15’000 franchi nell’ambito di una consulenza per la prevenzione e il contrasto dei comportamenti inadeguati. Per i membri dipendenti dello Stato e non designati in rappresentanza di enti e associazioni il tempo dedicato alla funzione è considerato tempo di lavoro”.

Nessuna comunicazione ufficiale

Facciamo notare, per concludere, che il Consiglio di Stato non ha finora ufficialmente comunicato di aver avviato l’inchiesta disciplinare, se non appunto rispondendo il 1° ottobre a un nostra richiesta di presa di posizione a seguito della comunicazione del Ministero pubblico, giunta quel giorno, sul rinvio a giudizio del docente per reati molto più pesanti rispetto all’ipotesi emersa al momento dell’arresto. Né il governo fornisce indicazioni utili a chi – dentro o fuori la scuola media di Giubiasco – volesse spontaneamente farsi avanti per testimoniare e contribuire a chiarire quanto capitato.

CARCERE DI SICUREZZA Decisi tre mesi

La misura restrittiva è stata decisa in questi giorni. Accogliendo l’istanza della pp Tuoni, titolare dell’inchiesta penale, il giudice dei provvedimenti coercitivi Ares Bernasconi ha ordinato la carcerazione di sicurezza – durata tre mesi – nei confronti del docente. La carcerazione di sicurezza in attesa dunque del processo, che verrà celebrato davanti a una Corte delle Assise criminali e con una richiesta di pena superiore ai 5 anni di reclusione. Il 37enne, ricordiamo, deve rispondere dei reati di violenza carnale, coazione sessuale, atti sessuali con fanciulli, somministrazione a fanciulli di sostanze pericolose per la salute, messa a disposizione di un veicolo a motore a un conducente privo della licenza richiesta.

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2026-10-15T07:00:00.0000000Z

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