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La scuola di Carasso non verrà chiusa

Dopo i timori su una possibile dismissione, il Municipio rassicura: la sede rimarrà attiva. Previsti lavori di risanamento, ma non prima del 2029-2030

Il Municipio di Bellinzona “intende mantenere attiva la sede di Carasso”, la cui posizione “è ritenuta strategica”. Tuttavia, il vetusto edificio scolastico necessita di un risanamento, i cui lavori “non sono previsti prima del 2029-2030”. L’evocato trasferimento di allievi non avverrà dunque a seguito della chiusura della scuola, ma a causa del cantiere. Ricordiamo che timori su una possibile dismissione della scuola – dove hanno sede l’asilo e una pluriclasse del primo ciclo di Elementari – erano stati espressi tramite una lettera dei genitori, un’interrogazione dei consiglieri comunali Plr Patrick Rusconi e Tiziano Zanetti (ancora inevasa) e un’interpellanza del gruppo Verdi/Forum alternativo (Lorenza Giorla-Röhrenbach, Sara Nisi ed Elisa Chiapuzzi). Ed è proprio a quest’ultima che l’Esecutivo ha risposto, precisando che l’investimento per una ristrutturazione globale e un ampliamento della sede è stimato tra i 2,5 e i 3,5 milioni di franchi. Preoccupazioni erano anche legate alle condizioni in cui versa l’edificio (costruito nel 1929), definito vetusto e caratterizzato da criticità strutturali e di sicurezza. A tal proposito il Municipio spiega che “non esistono perizie o rapporti tecnici specifici che documentino criticità legate alla sicurezza strutturale: dalle ispezioni visive non sono emersi elementi tali da dover richiedere tali accertamenti”. In ogni caso “la vetustà dell’edificio scolastico di Carasso è nota”. Per quanto riguarda invece la valutazione del rischio residuo antincendio accettabile, essa “è in corso e sarà ottenuta entro il 31 dicembre 2027”. In sostanza, stando all’Esecutivo, “le difformità principali della sede riguardano i deficit spaziali rispetto agli attuali standard, la dotazione degli spazi sanitari e per il personale”. significa “che l’attuale modello debba proseguire invariato”. In questo contesto “all’interno del Settore Attività sociali è da tempo maturata la convinzione che il settore dell’extrascolastico necessiti di una maggiore regia pubblica, capace di garantire coerenza nell’offerta, nei criteri d’accesso e nelle tariffe tra i diversi operatori attivi sul territorio”. E una “proposta di soluzione” in tal senso dovrebbe arrivare “in vista dell’anno scolastico 2027-2028”.

‘La gestione indistinta delle due sedi ha generato confusione’

Nell’atto parlamentare si segnalava, fra l’altro, come il principio di territorialità non venisse rispettato: l’associazione Polo Sud aveva in sostanza deciso che gli allievi più piccoli delle Scuole Nord venissero accolti alla Girandola Nord – servizio extrascolastico che offre 70 posti –, mentre quelli più grandi in piazza Indipendenza. Una decisione che era stata comunicata ai genitori dopo la conferma dell’iscrizione. A questo proposito il Municipio ricorda che le “linee guida cantonali raccomandano fortemente che i centri extrascolastici siano ubicati vicino alle sedi scolastiche”. In altre parole i bambini “devono quindi, in linea di principio, poter frequentare il centro più vicino alla loro scuola, rispettivamente al loro domicilio”. Uno spostamento è tuttavia possibile, ma solo “qualora il numero di posti massimo di un centro sia raggiunto”. E in questo caso andrebbe “trovato un accordo con le famiglie comunicando in modo corretto e trasparente”. Per quanto riguarda invece la Girandola Nord “il formulario unico e la gestione indistinta delle due sedi” hanno generato “confusione”. Un aspetto che “andrà rivisto e il Municipio interverrà in questo senso”. Come detto, cambiamenti di sede possono avvenire nel caso si raggiunga il tetto massimo di posti. Ma “fondamentale è in ogni caso che l’ente gestore comunichi in modo più chiaro e senza continue modifiche i criteri e le condizioni adottate”.

‘Mense, la priorità è armonizzare l’offerta’

I consiglieri comunali segnalavano inoltre che a metà agosto vi è stato un importante aumento della tariffa applicata durante il momento del pranzo, visto che le rette sono state uniformate tra Polo Sud e Girandola: a marzo era di 9,50 franchi per tutte le fasce di reddito, aumentando poi a 19 franchi per i redditi più alti. In generale l’Esecutivo precisa che il Cantone “concede un supplemento di sussidio (aliquota maggiorata) a quelle strutture che incentivano l’applicazione di rette in funzione del reddito”. Di conseguenza “molte famiglie pagano oggi meno rispetto al passato, mentre altre, con redditi più elevati, pagano di più. Si tratta quindi di un sistema più mirato e, dal profilo sociale, più equo, perché commisura maggiormente la partecipazione ai costi alla capacità economica della famiglia e questo mantenendo per buona parte dell’utenza delle rette inferiori ad altre strutture analoghe e nel rispetto della propria sostenibilità finanziaria”. Tuttavia, per quanto riguarda la Girandola Nord, “il Municipio non condivide la tempistica e le modalità con cui il cambiamento è stato comunicato alle famiglie, a ridosso dell’inizio dell’anno scolastico, ed è intervenuto immediatamente”. In ogni caso la “priorità” della Città per le mense è quella di “armonizzare l’offerta su tutto il territorio”.

BELLINZONA E VALLI

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2026-10-22T07:00:00.0000000Z

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