Palazzi più alti per ‘salvare’ il verde del quartiere Rusca
Mozione del consigliere comunale Mauro Belgeri
“Le quattro edificazioni (in corso rispettivamente progettate) hanno il consueto cinico e sciagurato minimo comune denominatore: l’assenza totale di superfici verdi, aspetto ancor più clamoroso perché ci troviamo nelle immediate vicinanze di piazza Fontana Pedrazzini”. Il consigliere comunale del Centro Mauro Belgeri non molla e riprendendo le considerazioni già espresse lo scorso ottobre in un’interpellanza (poi trasformata in interrogazione), presenta una mozione elaborata sull’edificazione del quartiere Rusca (partendo appunto da quattro nuove costruzioni, due condomini, una residenza e il nuovo edificio della Clinica Santa Chiara), attraverso la quale chiede al Municipio di adottare “un disposto del Pr particolareggiato” che pone due precise condizioni: “il 40 per cento della superficie edificabile deve essere mantenuta libera da costruzioni e per almeno la metà sistemata a verde” e “aumentare l’altezza massima consentita permettendo l’edificazione di nove piani”. Questo per “reagire, se necessario con durezza (ipotesi di un blocco edilizio) per correggere (anche se troppo tardi) le derive di una speculazione opprimente ed eccessiva che tutela unicamente il partito degli affari”, spiega Belgeri, evidentemente non soddisfatto della risposta all’interrogazione giunta dall’Esecutivo locarnese.
Quest’ultimo, premettendo che il Piano regolatore particolareggiato del quartiere Rusca “non prevede un obbligo di sistemazione a verde delle aree libere da costruzioni”, ha ricordato come dai risultati di un’analisi pianificatoria ed edilizia effettuata negli scorsi anni e che ha proposto tutta una serie di interventi focalizzati su spazi verdi e pubblici, coerenti con le linee direttrici della pianificazione adottata nel corso degli anni 90, la prima proposta (40% di superficie edificabile libera e almeno la metà ‘verde’) “striderebbe con i fondamenti di questa pianificazione particolareggiata”. Quanto alla seconda richiesta di Belgeri (costruzioni di 9 piani quale compensazione per l’inserimento di fasce verdi obbligatorie sistemate a giardino), in sintesi il Municipio ha sottolineato come una modifica del genere deve confrontarsi compiutamente con la Legge federale sulla pianificazione del territorio (Lpt) e, conseguentemente, con la Scheda R6 di Piano direttore Sviluppo degli insediamenti e gestione delle zone edificabili. “In prima battuta, i Comuni devono quindi verificare il dimensionamento delle loro zone edificabili e la relativa plausibilità degli strumenti pianificatori all’orizzonte 15 anni”, successivamente “è il Programma d’azione comunale per lo sviluppo insediativo di qualità (Pac) che individua l’impostazione urbanistica di riferimento per ricalibrare le potenzialità edificatorie a favore dei luoghi strategici, in base al fabbisogno e tenendo conto delle prognosi di sviluppo territoriale”. Ogni ipotesi di modifica pianificatoria “verrà quindi valutata alla luce del Pac, che è ora nella sua fase finale di allestimento”.
Pronti a richiedere un blocco edilizio
Sempre riprendendo la risposta giunta da Palazzo Marcacci, il consigliere comunale del Centro scrive che “è del tutto irresponsabile (per lavarsi le mani) arrivare ad affermare (giustificando implicitamente in tal modo la totale cementificazione del quartiere e la sepoltura della città giardino) che ‘fra le peculiarità del quartiere Rusca vi sono il suo contatto diretto con i due parchi urbani (i Giardini Rusca e il Bosco Isolino) e il suo affaccio al lago (Lungolago G. Motta), che ne valorizzano ulteriormente le sue caratteristiche e le sue qualità urbane’. Per Belgeri “l’Esecutivo non ha capito l’immensa portata di questo ‘assist’ (la possibilità di aumentare a 9 il numero di piani massimi consentiti, ndr) a favore dell’economia, ulteriore sintomo della distaccata disinvoltura con la quale è stata trattata una tematica vitale per i prossimi decenni”. Da qui la decisione di trasformare l’interrogazione in mozione (sottoscritta anche dal Plr Luca Panizzolo) e la ‘minaccia’, qualora non fosse accolta, di richiedere un blocco edilizio.
LOCARNO E VALLI
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2026-02-20T08:00:00.0000000Z
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