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Referendum per tornare alla denominazione di ‘Castelli’

Il Noce si oppone ai 19 milioni votati per la valorizzazione

‘Castelli’ e non ‘Fortezza’ di Bellinzona. Dopo la bocciatura da parte del Consiglio comunale di uno degli emendamenti proposti da Orlando Del Don e Brenno Martignoni Polti che andava proprio in questa direzione, il Noce ha deciso di lanciare un referendum contro la risoluzione del Legislativo di accogliere – con 47 voti favorevoli, 5 contrari e 3 astensioni – i 19 milioni per la valorizzazione del sito Unesco. Noce che procederà dunque “alla raccolta delle firme necessarie, nei termini di legge”, si legge in un comunicato.

In sostanza il Noce – riunitosi in forma straordinaria ieri sera – “rimane, all’unanimità, dell’avviso che il nome esclusivo di ‘Fortezza’, in luogo di ‘Castelli’, non renda giustizia a storia e a tradizione. Infatti, il valore aggiunto di avere a Bellinzona tre castelli, tramandati e giunti fino a noi, praticamente intatti, non deve perdersi in una definizione artefatta (a mero scopo di marketing) che toglie sostanza e significati al nostro prezioso patrimonio. Anzi, ne declassa la portata”. Nella nota il movimento politico aggiunge poi che “la Turrita e chi ci abita hanno sempre nutrito verso i tre castelli un forte senso di appartenenza”. Castelli che sono considerati “edificazioni irripetibili, non soltanto di architettura militare”, dei quali “vanno messe in risalto le connotazioni distintive uniche, pure quali residenze ducali reggenti”. Ricordiamo che Del Don e Martignoni Polti avevano anche proposto – sempre tramite emendamento, pure respinto dal Consiglio comunale durante la seduta del 9 marzo – di continuare a garantire il libero accesso alle corti interne di Castel Grande, Montebello e Sasso Corbaro. Infatti, proprio con l’obiettivo di aumentare i visitatori paganti dapprima a 100-130mila e in una fase successiva a 200mila, il progetto di valorizzazione prevede anche l’introduzione di un sistema di ticketing per accedere alla corte interna di Castel Grande e alla parte sotterranea della murata. Anche se nulla di concreto è stato deciso, eccezioni dovrebbero però essere previste per i domiciliati a Bellinzona e per le scolaresche. A deciderlo sarà una Fondazione – controllata da Città, Cantone e Organizzazione turistica regionale – a cui sarà affidata la gestione di tutto quanto ruoterà attorno al sito Unesco, quindi anche il costo del biglietto e chi dovrà pagarlo. Fodazione che era stata criticata da Alessandro Lucchini (Pc), visto che potrebbe essere slegata dall’ente pubblico. E anche questa preoccupazione è condivisa dal Noce.

BELLINZONA E VALLI

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2026-03-12T07:00:00.0000000Z

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https://epaper.laregione.ch/article/281663966514439

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