‘Il grande blu’: l’autismo con gli occhi di un papà
Racconto autobiografico pubblicato da Salvioni
Di Davide Martinoni
Una testimonianza intima, preziosa, per tanti versi coraggiosa. Ma anche un racconto di viaggio, di emigrazione, di sradicamento. E poi la cronaca di una rinascita familiare e personale, e di un impegno civile, per aiutare e aiutarsi. È una gran bella scoperta, il primo libro di Giuseppe Guida. “Il grande blu”, edito da Salvioni, è molto più di un esercizio letterario, anche se proprio da lì è necessario partire per inquadrare il volume. Intanto, “Il grande blu” è scritto con il cuore, prima che con la testa o la mano. Il che, nel centinaio di pagine del volume, si traduce in un sussurro che talvolta assume il tono della confidenza, ma può anche evocare l’urgenza di una richiesta d’aiuto.
La svolta
Già genitori di Saverio, Giuseppe e la moglie Angela accolgono un giorno di 11 anni fa Raffaele. Nello sviluppo del bambino alcuni segnali inducono a procedere con delle verifiche mediche che portano infine alla diagnosi di un disturbo dello spettro autistico. Per la famiglia, un momento di svolta. Per Giuseppe, l’inizio della scoperta di una nuova, sorprendente parte di sè. Il libro traccia innanzitutto il contesto di vita della famiglia Guida, che fino alla nascita di Raffaele risiedeva in Campania, nella cittadina di Arpaia. È ad Arpaia, racconta Giuseppe nel libro, che prende forma la sensibilità dell’autore; una sensibilità forgiata dalla comunità stessa e dai suoi rituali di mutuo sostegno: tutti punti di riferimento e abitudini profondamente radicati nelle vite di Angela, Giuseppe e Saverio. Eppure, appare presto evidente che le specifiche necessità di Raffaele richiedono qualcosa di diverso; qualcosa che il papà, di professione parrucchiere, va a cercare in Svizzera: prima trasferendosi nella fredda San Gallo, poi in Ticino, a Locarno, dove la vita, il clima e la gente sono più affini a quanto si è dovuto lasciare nell’amata terra natìa.
Una nuova patria
Locarno, nuova terra d’adozione, diventa presto comunità, preziosa rete di sostegno: medici, terapisti, docenti e altre famiglie con la stessa problematica entrano vicendevolmente in relazione e da questo connubio nascono alcuni piccoli miracoli. Uno è il percorso di progressiva integrazione di Raffaele, che finalmente, seguito come si deve, cresce, evolve, scopre i suoi talenti (primo fra tutti, la musica); un altro si chiama “Forbici blu” e prende forma proprio nel salone da parrucchiere di Giuseppe, l’Ansara Air Salon, in Piazza Grande 15 a Locarno.
“Forbici blu” si prefigge innanzitutto di offrire un taglio di capelli gratuito a ragazze e ragazzi con un disturbo dello spettro autistico. Il problema, alle famiglie che lo frequentano in provenienza da tutto il Ticino, è noto: non tutti gli strumenti del mestiere vanno bene, per ragazzi e ragazze speciali. Ci vogliono prudenza, pazienza, capacità di interpretare i segnali, nonché disponibilità al “fallimento” (oggi niente taglio; riproveremo domani). Giuseppe lo sa e agisce di conseguenza. La sua sensibilità, la sua naturale empatia e il bisogno di condividere fanno il resto. Nel corso dei mesi “Forbici blu” diventa più di un’alternativa: è un vero punto di incontro per una moltitudine di famiglie confrontate con l’autismo ma spesso, sorprendentemente, lasciate troppo sole in un contesto istituzionale che offre soluzioni ma non sempre appare in grado di evidenziarle come si converrebbe. Del tema si è parlato in occasione della presentazione pubblica del libro, avvenuta in occasione del Festival del libro di Muralto. Giuseppe Guida ha innanzitutto raccolto i frutti di quanto seminato, accogliendo un foltissimo pubblico costituito anche da famiglie che in “Forbici blu” – e nel cuore di Giuseppe – hanno trovato un vero e proprio rifugio. Guida ha parlato di solitudine, di tante famiglie monoparentali con un figlio autistico, e, appunto, di una diffusa necessità di maggiore sostegno istituzionale.
Il libro si può acquistare nelle librerie ticinesi, sul sito della casa editrice (www.salvioni.ch) oppure direttamente nel salone di Giuseppe. La pubblicazione ha finalità benefiche. Un progetto in “costruzione” (è il caso di dirlo) riguarda la creazione di un’attività inclusiva incentrata sul gioco dei Lego, in collaborazione con Autismo Svizzera (autismo.ch), associazione che si occupa soprattutto di tempo libero ed è formata da famiglie confrontate con la tematica, non da professionisti. Giuseppe Guida ci sta lavorando con Barbara Sorce, responsabile del settore minorenni della Sezione Ticino dell’associazione. Spiega Sorce che «lo scopo è proporre ai nostri figli occasioni di socializzazione e interazione e i Lego sono in questo senso uno strumento perfetto». Si tratta ora di trovare una “location” locarnese adatta allo scopo.
LOCARNO E VALLI
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2026-03-23T07:00:00.0000000Z
2026-03-23T07:00:00.0000000Z
https://epaper.laregione.ch/article/281663966536138
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