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Una tassa per la mensa all’asilo: si decide oggi

Nell’unico Comune ticinese a non far pagare il pasto nelle scuole dell’infanzia, si vorrebbero introdurre 40 franchi mensili forfettari. Ma non c’è unanimità

Di Dino Stevanovic

La cittadina di confine è rimasta l’unico Comune in Ticino a non far pagare il costo della refezione nella scuola dell’infanzia. Ma in Consiglio comunale non c’è unanimità.

Tra le tante particolarità di Chiasso rispetto al resto del cantone ce n’è anche una poco nota al di fuori del territorio comunale. La cittadina di confine è l’unico posto in Ticino dove non è previsto un contributo finanziario da parte delle famiglie ai costi dei pasti della scuola dell’infanzia. Un’unicità che presto potrebbe finire, dato che durante la seduta di stasera il Consiglio comunale (Cc) dovrà esprimersi sulla modifica del Regolamento sulla partecipazione alle prestazioni dell’Istituto scolastico. Il Municipio prevede infatti di introdurre una tassa di refezione. Il dibattito durante la seduta si prospetta tuttavia vivace e il semaforo verde è tutt’altro che scontato.

Le norme attuali prevedono una partecipazione minima di 5 franchi per pasto alle scuole elementari (e poi in crescendo a seconda del reddito famigliare) e tra i 2 e i 5 franchi per pasto alle scuole dell’infanzia, ma soltanto per i non domiciliati. Per tutti gli altri bambini che frequentano l’asilo, ovvero la stragrande maggioranza, il servizio è gratuito. «Stiamo lavorando su più fronti per migliorare l’equilibrio finanziario del Comune, con una serie di misure graduali e ponderate – ci spiega il capodicastero Finanze Luca Bacciarini –. Questa è una delle tante misure che il Municipio ha chiesto ai dicasteri di elaborare per migliorare la situazione finanziaria. Un contributo esiguo, ma che va nella direzione del risanamento applicando un principio semplice: chi beneficia di un servizio partecipa ai suoi costi. Le sfide finanziarie sono importanti: il Preventivo 2025 stimava un disavanzo di 5,8 milioni, quello 2026 l’ha ridotto a 3,8 milioni, e ogni misura conta. Si tratta di una tassa causale e con questa scelta ci stiamo semplicemente allineando a quanto fanno già tutti gli altri Comuni nel cantone». Pertanto, il Municipio propone di introdurre un contributo di 40 franchi mensili per gli allievi della scuola dell’infanzia, che verrebbe richiesto soltanto al raggiungimento completo della frequenza. Nella fase di accoglienza, ovvero tra settembre e marzo dell’anno facoltativo, si rinuncia a prelevare la tassa. È stata scelta una tariffa forfettaria per semplificare le procedure.

Dubbi sul reale impatto della misura

La Commissione della legislazione lo scorso novembre ha firmato il rapporto favorevole a larga maggioranza – non hanno aderito soltanto Otto Stephani di Unità di Sinistra e Verdi e Marcello Specchietti di Centro e Verdi liberali –, raccomandando al Cc di approvare il messaggio. Eppure, si tratta di un’indicazione relativa più all’attuabilità normativa che ai contenuti della proposta municipale. Sembrerebbe invece essere presente uno scetticismo piuttosto trasversale, tanto che la trattanda era inizialmente prevista all’ordine del giorno dello scorso Cc ma è stata poi posticipata perché i capigruppo hanno voluto chiedere degli approfondimenti. E questi non avrebbero chiarito i dubbi di tutti. La modifica permetterebbe, secondo le stime municipali, di incassare alcune decine di migliaia di franchi. Tuttavia, considerato che lo spaccato sociale di Chiasso contempla anche diverse famiglie di reddito medio-basso, sovvenzionate dallo Stato, c’è la preoccupazione che l’importo finale sia più esiguo e che anzi alla fine il Comune si trovi nella situazione di finanziare le famiglie che non riescono a pagare di tasca propria la tassa.

‘Una cifra sostenibile’

«Si tratta di circa due franchi al giorno, una cifra sostenibile per la stragrande maggioranza delle famiglie – puntualizza Bacciarini –. E per chi si trovasse in difficoltà, i meccanismi di sostegno cantonali e comunali sono già attivi e collaudati: nessun bambino verrebbe escluso dalla mensa». «È chiaro che una parte degli introiti potrebbe essere assorbita dai meccanismi di sostegno per le famiglie in difficoltà, ma questo non cambia la logica della misura. Restiamo convinti della sua bontà: è una scelta sensata, che va nella direzione giusta. Se anche altre proposte analoghe non dovessero passare, diventa inevitabilmente più difficile raggiungere l’equilibrio finanziario a cui stiamo lavorando».

Il precedente del 2019

Un tentativo che non è una prima assoluta per Chiasso. Già il Preventivo 2019 conteneva la proposta di introdurre la tassa, ma alla fine non se ne fece nulla. «Sono due situazioni diverse però – precisa il municipale –. Quel Preventivo prevedeva un aumento del moltiplicatore d’imposta. La Gestione aveva approvato l’aggravio dell’imposizione fiscale, a condizione però che non venissero nello stesso anno introdotte anche delle nuove tasse». Lunedì sera si saprà invece se quest’anno sarà la volta buona.

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2026-03-30T07:00:00.0000000Z

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