laRegione

Coazione sessuale, guaritore in carcere

Gli altri reati ipotizzati nei confronti del 67enne di origine tibetana sono truffa, appropriazione indebita ed esercizio abusivo dell’attività sanitaria

Di David Leoni e Davide Martinoni

Truffa, appropriazione indebita, coazione sessuale ed esercizio abusivo dell’attività sanitaria. Sono i reati ipotizzati nei confronti di un 67enne maestro, guaritore e sciamano tibetano residente a Brissago. Accuse per le quali l’uomo, cittadino dalla doppia nazionalità svizzera e tibetana, conosciuto non solo in Europa, si trova dalla metà di gennaio in regime di carcerazione preventiva alla Farera.

Primi interrogatori a gennaio

Una conferma dell’apertura di un procedimento penale per i reati di cui sopra è giunta a “laRegione” dal Ministero pubblico. Gli accertamenti sono finalizzati, come detto, a comprendere se sussistano i presupposti dei reati di natura penale con riferimento in particolare a prestazioni e/o trattamenti nel campo sanitario. Questo sia riguardo a possibili fattispecie di natura economica, sia riguardo all’approccio adottato nei confronti di alcune persone con cui era entrato in contatto. Al termine dei primi verbali di interrogatorio – svoltisi a metà di gennaio – è stato dunque disposto l’arresto. L’inchiesta è coordinata dalla procuratrice pubblica Valentina Tuoni.

Esperto di pratiche tantriche e di benessere olistico, il maestro e guaritore tibetano si occupava a Brissago anche della gestione del piccolo spazio espositivo permanente consacrato al Bhutan (Paese confinante con il Tibet), ricavato all’interno di Palazzo Branca Baccalà. Locale tra l’altro espressamente voluto da una facoltosa cittadina germanica che, in cambio, aveva donato al Comune la bella cifra di un milione di franchi per la ristrutturazione dello storico edificio.

Il rapporto con la benefattrice

Lei stessa lo avrebbe aiutato, al suo arrivo, nella ricerca di una casa dove poter praticare le sue cure tantriche e olistiche. I due – la benefattrice e il guaritore – unitamente alla moglie di lui, risultano inoltre essere oggi in società: regolarmente iscritta a Registro di commercio, la società offre “ritiri accompagnati o non accompagnati per ritrovare sé stessi dopo un burnout, una depressione, per la scoperta o la riscoperta di sé, per la gestione di eventi traumatici, per un nuovo inizio nella propria vita, eccetera”. Ulteriore scopo della Sa è “l’offerta di ritiri terapeutici accompagnati e di coaching”. La società può “organizzare attività spirituali come tutte le forme di meditazione, yoga, chi gong, tai chi, ecc”. Come si può desumere dall’entità del progetto allestito a Casa Branca Baccalà, la benefattrice è considerata una figura di spicco nella promozione dei legami culturali ed economici tra l’Europa (Svizzera compresa) e il Bhutan, tanto da vantare un’amicizia personale con la Regina Madre della nazione asiatica, Ashi Sangay Choden Wangchuck. In passato, la socia del guaritore aveva pure ricoperto la carica di Console onorario della Thailandia per la Baviera e la Sassonia.

La storia dell’uomo è tutt’altro che banale: secondo quanto da lui stesso dichiarato una decina d’anni fa a un portale in occasione di una visita alle Canarie, fu affidato a un monastero in Tibet quando aveva solo un anno e poi, come primo bimbo tibetano, fuggì con il Dalai Lama in persona, arrivando in Svizzera ancora molto piccolo per venire accolto da genitori adottivi.

Prodigio sin da piccolo

Notizie sulle sue doti taumaturgiche – già da bambino guariva imponendo le mani – giunsero fino in Tibet, da cui all’inizio degli anni ’60 partì una delegazione per esaminare la situazione. Delegazione che avrebbe voluto riportare il bimbo nel Paese natale, ma la famiglia si oppose. In seguito, diventando adulto, si sarebbe formato come guaritore spirituale e sciamano in vari monasteri in Tibet, ma anche in India, Thailandia e in Svizzera. Per molti anni, con la moglie, ha gestito un centro di salute tibetana in Baviera, praticando con l’imposizione delle mani, le campane tibetane, la cristalloterapia e la cromoterapia.

Raggiunto ieri in relazione ai fatti e ai reati contestati al 67enne, il suo legale ha confermato l’apertura del procedimento penale, ma ha preferito non aggiungere altro.

LOCARNO E VALLI

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2026-04-18T07:00:00.0000000Z

2026-04-18T07:00:00.0000000Z

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