laRegione

Via Alta, il sentiero che toglie il fiato

Cresce l’appeal per questo percorso delle cime che incanta gli escursionisti. All’Assemblea dell’omonima Associazione il punto a pernottamenti e sinergie

Di David Leoni

È una imponente opera di trekking che attraversa le pittoresche creste della Vallemaggia collegando monti e capanne in modo sicuro. È amata e gettonatissima dagli escursionisti (allenati) per i panorami unici che offre. Richiede ottima preparazione fisica, tecnica e attrezzatura adeguata ma regala, ai suoi camminatori, emozioni profonde. Stiamo parlando della Via Alta della Vallemaggia (che si sviluppa su oltre 200 km in 19 tappe), gestita e curata dall’omonima Associazione che, proprio di recente, ha tenuto la propria assemblea. «L’itinerario di alte vie del distretto – ha confermato ai soci accorsi numerosi il presidente, Matteo Zanoli – suscita un interesse in costante crescita ed ha varcato i confini nazionali; riscontriamo con piacere che se ne parla sempre di più con numerosi articoli apparsi su riviste specializzate e social, la maggior parte di queste iniziative nascono spontaneamente, senza essere stati sollecitati con richieste di contributi per la promozione. Il nostro prodotto piace e ammalia per la sua spettacolarità, genuinità oltre che funzionalità; è chiaro che la natura che circonda questi paesaggi mozzafiato e la qualità delle strutture ricettive messe a disposizione dai nostri partner toccano il cuore di chi vive l’esperienza sulla nostra Via e di seguito condivide con entusiasmo le sensazioni vissute».

Il progetto di collegamento ‘Trova Ch-It’

Quella della Via Alta della Vallemaggia è una realtà in continua evoluzione. Prova ne è che, attraverso un progetto italosvizzero Interreg denominato Trova Ch-It (‘TeRritori tra Ossola e VallemaggiA’), il dedalo di camminamenti di montagna si sta ampliando. Con l’Associazione Amici degli spalloni nel corso del 2025 ci si è incontrati e si sono discusse varie opportunità di sinergie. La finalità di questi interventi sul terreno è quella di portare un sempre maggior numero di escursionisti e avventori delle capanne anche da oltre confine. Il futuro collegamento tra la Vallemaggia e l’Ossola avverrà tramite il sentiero della Cravairola sia verso Montecrestese/Crevoladossola, sia in direzione di Crodo. «Grazie al lavoro dei volontari, è stato pure possibile sostenere il progetto dell’Associazione Val Rovana, cioè il collegamento alpino previsto tra il passo Quadrella e il pizzo Bombogn, dapprima cercando il tragitto ideale e in seguito segnalando il nuovo percorso».

Pernottamenti in ripresa

Ma il lavoro dell’Associazione Via Alta non si limita alla sola cura dei sentieri. C’è infatti anche una parte burocratica che impegna il Comitato: «un tema sempre d’attualità e che ci impegna costantemente è quello del sistema di riservazione online Hut Reservation – ha precisato Zanoli – lo scorso dicembre siamo stati contattati dall’Organizzazione turistica Bellinzona e Alto Ticino per un incontro con la Federazione Alpinistica Ticinese e l’UTOE sulla tematica, visto la crescente domanda e nella prospettiva delle nuove iniziative che stanno sorgendo o sono già realtà (penso alla Crio, alla Carassina e alla Via del Sole in Val di Blenio e Leventina). È emerso l’interesse – da parte di tutte le capanne e i rifugi ticinesi – di far campo a un comune sistema, allacciandosi alla nostra licenza. Se da un lato salutiamo molto positivamente il principio, dall’altro non possiamo trascurare la complessità della materia, in particolare per la gestione di un numero così elevato di strutture ricettive, cosa che noi da soli non siamo in grado di sostenere».

Per quanto attiene i pernottamenti, dopo il comprensibile calo del 2024 da ricondurre alla tragica alluvione che ha messo in ginocchio la Vallemaggia, il 2025 ha riscontrato una marcata crescita di presenze, alcune capanne hanno addirittura marcato il record di soggiorni. «Una crescita che conferma l’interesse e la bontà del prodotto, sia del percorso che delle strutture che negli anni hanno investito nella loro logistica. La nostra Associazione per offrire dei percorsi sicuri e piacevoli non si limita a segnalarli e metterli in sicurezza, bensì offre occasioni di lavoro a piccole imprese e privati finanziando lo sfalcio sulle tratte più erbose. Tutto questo contribuisce a creare un prodotto sempre più apprezzato».

Dal profilo finanziario, il 2025 presenta un deficit di 6mila franchi (dovuto al fatto che nel progetto Interreg, finora, si è solamente investito e non ancora incassato nulla). Come da copione, nella relazione presidenziale non poteva mancare la consegna di un premio simbolico a un ente, a un’associazione o un privato che ha contribuito a dare lustro alla Via. Un compito, quello della scelta finale, non facile, che quest’anno spetta all’Utoe Locarno. Quest’ultima ha messo a disposizione dei viandanti un piccolo bivacco in attesa della riapertura della Capanna Grossalp prevista quest’anno. Zanoli ha infine segnalato, con piacere, l’inizio dei lavori per la ricostruzione della Capanna Soveltra che una volta terminata (2027) darà ancora maggior lustro alla Via Alta.

LOCARNO E VALLI

it-ch

2026-05-06T07:00:00.0000000Z

2026-05-06T07:00:00.0000000Z

https://epaper.laregione.ch/article/281663966623899

Regiopress SA