Malumori in aeroporto? Interviene l’Ispettorato
Critiche anonime al nuovo direttore, il Municipio chiede un’‘analisi di clima’
Di Alfonso Reggiani
Serpeggia un certo malcontento tra il personale dell’aeroporto di Lugano. Così pare. Il malessere riguarderebbe il comportamento del direttore Christian Castelli nella conduzione dello scalo. Usiamo il condizionale perché le lamentele sono contenute in una lettera anonima inviata da alcuni dipendenti al Municipio di Lugano. Una lettera che tuttavia l’Esecutivo non ha preso sotto gamba. Anzi, ha chiesto all’Ispettorato cantonale del lavoro ‘un’analisi di clima’. Ce lo conferma il capodicastero Aeroporto di Lugano Filippo Lombardi: «C’è un clima di potenziale tensione tra il personale, ma non è la prima volta che lo constato nella mia esperienza lavorativa». Normale che cerchi di ridimensionare la vicenda il titolare del tanto discusso dossier (soprattutto negli anni scorsi). Però, Lombardi non nasconde la ricezione della missiva non firmata ma siglata genericamente da collaboratrici e collaboratori. «Lo considero “un non documento”. Tuttavia, ci ha messo un po’ in difficoltà, visto che ne è giunto un altro un anno fa. Perciò, ne abbiamo discusso in Municipio ed è stato deciso di fare chiarezza». Come? Intanto, prosegue Lombardi, «ho risposto rivolgendomi a tutti i collaboratori in generale, non sapendo chi avesse sottoscritto la lettera. Risulta in effetti difficile affrontare documenti non firmati, ma sul malessere segnalato abbiamo domandato all’Ispettorato cantonale del lavoro di agire nella sua funzione di consulente dei datori di lavoro chiedendo di effettuare un altro giro di colloqui con tutti i collaboratori. Questo avrà luogo nelle prossime settimane». Preme ricordare che dal 1° gennaio di quest’anno Castelli ha assunto la piena responsabilità operativa dell’aeroporto al posto di Davide Pedrioli, che è diventato consulente strategico della Città per lo scalo ed è operativo negli uffici di via della Posta.
Diceva che non è la prima volta che vi arriva una lettere del genere. «Sì, alla lettera che ci è giunta un anno fa avevamo reagito incaricando Ana de las Heras, responsabile delle risorse umane dell’Amministrazione cittadina, di effettuare colloqui con tutti i trenta collaboratori – sottolinea il capodicastero –. Il lavoro è stato eseguito. I risultati sono stati discussi con il direttore (il titolo formale è di capo campo), dopodiché abbiamo preso alcune misure a livello di organizzazione interna e abbiamo informato il personale. Ora siamo confrontati con questa seconda lettera, con qualche pagina in più rispetto alla precedente. Apparentemente il lavoro dei servizi dell’anno scorso non è bastato». Cosa vi aspettate? «Attendiamo l’esito dei colloqui, poi valuteremo se la situazione è peggiorata o migliorata e se fosse il caso in che modo si potrebbe cambiare qualcosa – risponde Lombardi –. Dispiace: dirigenti quadri e collaboratori in ogni livello gerarchico dovrebbero poter lavorare con piacere e con profitto per il datore di lavoro. Non si deve andare a lavorare con il broncio».
Interpellanza con 25 domande
Sono ben 25 le domande sull’aeroporto di Lugano che sono state rivolte al Municipio tramite un’interpellanza (prima firmataria la consigliera comunale Sara Beretta Piccoli, Pvl). L’atto parlamentare mette in evidenza che “strategia e tempistiche sono ancora sfocate”: non basta sostenere che bisogna aspettare l’approvazione del Piano settoriale delle infrastrutture dell’aeronautica (Psia). Questo viene giudicato “politicamente insufficiente, visto che una direzione politica deve precedere – non seguire – gli strumenti pianificatori”. Non solo. Secondo l’atto, oltre al credito di 1,2 milioni approvato a fine 2024, per interventi urgenti di manutenzione e sicurezza, altri soldi sono stati destinati allo scalo con “la tecnica del salame: sulla base delle informazioni attualmente disponibili riguardanti le commesse pubbliche del 2025, sono stati nel frattempo impegnati importi complessivi superiori ai 4 milioni di franchi”.
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