Una carta interna proteggi-strutture
Conti in attivo e cifre generali in crescita nella 78ª edizione. Architettura: presto il lancio di un concorso a inviti per tutela e gestione
Di Davide Martinoni
Esercizio 2025 in leggero attivo (115mila franchi, con una differenza in positivo di mezzo milione rispetto al preventivo), oltre 154mila spettatori, 5’000 accreditati e 2’000 professionisti dell’industria. Con una preponderanza, per la prima volta in assoluto, dei contributi privati rispetto a quelli pubblici (39 contro 38%). E poi, finalmente, il lancio del concorso a inviti per la scelta di uno studio d’architettura che aiuterà la rassegna a coordinare la gestione, e tenere alto il livello, delle strutture temporanee. E, contestualmente, la creazione di una carta interna voluta per proteggerle.
Il senso di appartenenza
Con l’approvazione di consuntivo ’25 e preventivo ’26 l’assemblea del Locarno Film Festival riunita ieri sera a Locarno ha consegnato agli archivi l’edizione numero 78, ovvero il primo esercizio completo sotto il nuovo assetto di “governance” e direzione; un cambio strategico che al netto dei non pochi scossoni che lo avevano caratterizzato (leggi internalizzazioni) ha, secondo i vertici, “permesso di rafforzare il posizionamento del Festival e di gettare solide basi per il futuro, grazie a una gestione economicamente sostenibile che ha generato benefici strutturali”. A proposito della riorganizzazione il vicepresidente Luigi Pedrazzini ha parlato di «un processo necessario ma anche delicato, nel cui ambito il Cda ha prestato attenzione anche ad aspetti come il senso di appartenenza e la motivazione dei collaboratori».
Si diceva del concorso a inviti: l’obiettivo è naturalmente evitare il ripetersi di pasticci come quello dello schermo del Vacchini, prepensionato nel ’25 con davvero troppa precipitazione, e con un deficit di sensibilità rispetto alla storia stessa del Festival, causando uno tsunami di proteste che aveva portato a un clamoroso dietrofront; questo in barba a chi aveva liquidato la questione come “polemichetta estiva destinata a lasciare il tempo che trova”. Abbiamo visto com’è andata.
La nuova carta interna
Il Ceo Raphaël Brunschwig ha specificato che il concorso sarà aperto a 6 studi d’architettura della regione «che si sono distinti in questi anni», annunciando altresì la creazione di una «carta interna sulle strutture effimere del Festival e le loro conseguenze, che fissa dei principi chiari».
Più in generale il Ceo ha notato che «il Locarno Film Festival continua a consolidare la propria posizione per l’industria audiovisiva, il pubblico e il territorio. Il risultato positivo del ’25 è frutto di un impegno collettivo, sostenuto dal lavoro delle nostre squadre, dai partner, dalle istituzioni e da una comunità che accompagna il Festival anno dopo anno. Locarno non è solo un appuntamento cinematografico: è un’infrastruttura culturale che tiene viva la conversazione sul cinema come forma d’arte, spazio di scoperta e occasione di confronto».
Per esempio, ‘Gioia mia’
Di «attenzione sempre altissima» che circonda la rassegna ha invece parlato il direttore artistico, Giona A. Nazzaro, che ha messo l’accento su «il calore e l’entusiasmo con il quale sono stati accolti l’annuncio della retrospettiva dedicata alle liste nere hollywoodiane, il Pardo d’Onore a Darren Aronofsky e l’Excellence Award dedicato a Isabella Rossellini, donna straordinaria, persona che ha dato coraggio ad altre persone». Il direttore artistico ha inoltre ricordato «il successo di moltissimi dei film presentati l’anno scorso – fra i quali “Gioia mia”, la cui regista Margherita Spampinato ha ottenuto proprio qualche giorno fa a Cannes il prestigioso “Women in Motion award” –, dimostra che il Locarno Film Festival vive ben al di là della canonica finestra festivaliera». Maja Hoffmann, la presidente, non c’era, ma (con un videomessaggio) ha messo l’accento sulla missione di Locarno, «un luogo in cui il cinema viene plasmato dalla libertà artistica più che dalla logica di mercato». Altri dati significativi sono l’aumento del 10% degli abbonamenti emessi e del 12% delle iscrizioni di film (di cui 1’954 lungometraggi e 4’419 fra corti e serie Tv). Unitamente alle altre cifre, è stato sottolineato, “ciò riflette la posizione apicale occupata da Locarno all’interno del panorama audiovisivo contemporaneo, così come il successo riscontrato dai suoi film, acclamati dal pubblico, dall’industria e dalla critica specializzata”.
La rassegna e il suo territorio
Ma anche un luogo, aggiungiamo noi attingendo dal rapporto 2025, in cui negli anni si è imparato ad annualizzare il Festival per ancorarlo al territorio. Lo si è fatto con un variegato ventaglio di rassegne come “Le vie dei Pardi” (una selezione di film locarnesi portata a Lugano), “FesteggiAMO” (le proiezioni, selezionate da Nazzaro, nelle piazze di alcuni Comuni del Locarnese e Valli), gli Eventi letterari al Monte Verità ad aprile, il FestivalLibro di Muralto a marzo, “Shorts - Piccoli film, grandi idee” (ogni due settimane la messa a disposizione in streaming di alcuni dei migliori corti delle passate edizioni), “Locarno Meets” (il podcast ufficiale settimanale, che nel ’25 ha ospitato nomi come Emma Thompson, Golshifteh Farahani e Willem Dafoe, generando oltre 30 milioni di “impression” sulle principali piattaforme social), e poi ancora “Locarno Heritage”, “Platforme10”, la retrospettiva a spasso per il mondo, nonché Locarno a Milano (alla Cineteca), a Istanbul e a Los Angeles (Academy Museum).
LOCARNO E VALLI
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2026-05-28T07:00:00.0000000Z
2026-05-28T07:00:00.0000000Z
https://epaper.laregione.ch/article/281663966668599
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