No, la scuola media per ora non riaprirà
Il Consiglio di Stato ha respinto la richiesta del Municipio vallerano (sostenuto dai Comuni del comprensorio) parlando di numeri non sufficienti
Di Sascha Cellina
La scuola media di Brione Verzasca non verrà riattivata, perlomeno non durante il prossimo anno scolastico. È quanto ha deciso il Consiglio di Stato rispondendo alla richiesta del Municipio di Verzasca (sostenuto dai Comuni del comprensorio) di appunto riaprire la sede vallerana dislocata (rientra sotto la direzione dell’istituto di Gordola) rimasta chiusa negli ultimi due anni a causa della mancanza di un numero sufficiente di allievi, dando nuovamente la possibilità alle famiglie di far frequentare ai propri figli i primi due anni di Medie in Valle. Un traguardo tanto ambizioso quanto agognato dalle autorità vallerane, che avevano rilanciato il discorso a inizio anno attraverso un sondaggio rivolto a circa 300 famiglie del comprensorio scolastico, che oltre a Verzasca comprende anche i Comuni di Cugnasco-Gerra, Gordola, Lavertezzo e Tenero-Contra. Dalle risposte (di 132 nuclei familiari in totale) erano emersi soprattutto aspetti positivi (ad esempio classi meno numerose, un ambiente più raccolto e un accompagnamento educativo più mirato) con alcuni punti interrogativi (oltre alla maggior distanza per chi non vive in Valle, il servizio di trasporto e mensa), confermando il forte potenziale educativo – e non solo – dell’operazione e dando ulteriore slancio al Municipio.
Quest’ultimo, sostenuto anche dall’Associazione dei Comuni della Verzasca e Piano (Acvvp), aveva quindi interpellato il Dipartimento educazione, cultura e sport (Decs), che da parte sua si era detto aperto al dialogo sottolineando però subito la necessità di garantire, su più anni, tanto la qualità dell’offerta formativa quanto la sostenibilità finanziaria, fattori legati anche a un numero minimo di allievi, ossia dieci.
Classi troppo ridotte e ripercussioni anche su Gordola
Numero che secondo il Municipio verzaschese sarebbe stato raggiunto (accogliendo anche alcune adesioni dal Piano) non solo per l’anno scolastico 2026/2027, ma anche per i successivi, garantendo la continuità invocata da Bellinzona. A Palazzo delle Orsoline non sono però dello stesso avviso… “Per l’anno scolastico 2026/2027, gli allievi e le allieve domiciliati in Valle che potrebbero frequentare il primo anno di scuola media sono sei e anche considerando la possibile presenza di alcuni allievi e alcune allieve provenienti dal Piano, il numero complessivo rimarrebbe molto contenuto – si legge nella lettera inviata martedì dal Consiglio di Stato ticinese all’Esecutivo di Verzasca, firmata dal presidente Claudio Zali –. Il Consiglio di Stato riconosce il valore sociale, territoriale e simbolico della sottosede di Brione Verzasca. Dopo avere attentamente esaminato tutti gli elementi rilevanti, ritiene tuttavia che, nelle circostanze attuali, non siano riunite le condizioni necessarie per una sua riattivazione sotto il profilo pedagogico, organizzativo e finanziario. La costituzione di classi con un numero così ridotto di allievi e allieve non offrirebbe infatti condizioni didattiche ottimali e avrebbe ripercussioni anche sull’organizzazione della sede di Gordola, frequentata dalla maggior parte degli allievi e delle allieve della regione”.
E dove proseguirà la scolarizzazione anche di coloro che erano interessati a frequentare i primi due anni di Medie a Brione. Un’organizzazione quella attuale che per il governo ticinese “permette di garantire loro un’offerta formativa completa e adeguate possibilità di integrazione nella comunità scolastica”.
La porta non si chiude (e il Cantone paga l’affitto)
Da notare comunque come lo stesso Consiglio di Stato sottolinei, in chiusura della missiva, come la sua decisione “è strettamente legata alle circostanze attuali e non pregiudica le valutazioni future.
Nel corso del prossimo anno scolastico la situazione sarà nuovamente esaminata in vista degli anni successivi, sulla base dell’evoluzione del numero degli allievi e delle allieve e delle condizioni pedagogiche, organizzative e finanziarie”. A tal proposito, Zali e colleghi confermano che Bellinzona “continuerà a corrispondere l’affitto degli spazi scolastici di Brione Verzasca, mantenendo in essere il relativo contratto. Questa scelta testimonia la volontà di preservare le condizioni che consentirebbero, qualora i presupposti dovessero evolvere favorevolmente, di riesaminare concretamente la possibilità di una riattivazione della sottosede”.
LOCARNO E VALLI
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2026-07-02T07:00:00.0000000Z
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