Sentiero delle rive, prove di apertura
Siglata una convenzione fra tutti gli attori del comparto, a partire dai due Comuni. Prossimo passo: uno studio di fattibilità per ‘sviluppare nuove soluzioni concrete’
D.MAR.
Una convenzione firmata da tutti gli attori interessati al comparto li impegna a intavolare uno studio di fattibilità su possibili misure per aumentare l’accessibilità degli spazi a lago. “Sviluppare soluzioni concrete e condivise per la valorizzazione, la messa in rete e l’accessibilità degli spazi verdi e di svago a lago”. È il grande obiettivo di uno studio di fattibilità condiviso fra tutti gli attori interessati al comparto a lago fra Minusio (Mappo) e Tenero-Contra (foce Verzasca); ovverosia il famoso Sentiero delle rive già fruibile liberamente durante i mesi freddi, ma da anni al centro delle polemiche da parte di chi ne chiede un usufrutto pubblico continuativo e incondizionato, al di là delle superfici in grandissima parte di proprietà privata. L’importante passo è stato comunicato dal Consiglio di Stato, che dà notizia della firma di una convenzione voluta da Cantone, Comuni di Tenero-Contra e Minusio, Confederazione, Commissione intercomunale dei trasporti del Locarnese e Vallemaggia (Cit), gestori dei campeggi, proprietari dei fondi a lago e associazione Rive pubbliche della Svizzera italiana (Rpsi). Lo studio verrà finanziato da Cantone, Comuni, Confederazione e Cit.
Molteplici interessi che coesistono
Una nota governativa mette in evidenza il ruolo preminente del Dipartimento del territorio, che “da diversi anni promuove la collaborazione attiva con gli enti pubblici e i privati per coniugare le diverse funzioni, attività e interessi che gravitano nel comparto a lago tra Minusio e TeneroContra”. Il comparto, viene poi ricordato, “presenta un quadro territoriale complesso, caratterizzato dalla coesistenza di molteplici funzioni, attività e interessi pubblici e privati. In particolare, questo tratto di riva lago relativamente ristretto implica la necessità di coordinare gli interessi legati alla fruizione del lago da parte della popolazione con quelli connessi alla promozione del turismo (i campeggi, ndr), alla formazione degli sportivi (Centro sportivo nazionale, ndr) e alle attività ricreative delle strutture balneari comunali (Lido di Tenero, ndr)”. Quello scelto dal Dt per conseguire gli obiettivi dello studio è dunque “un approccio partecipativo” che vede il coinvolgimento attivo di tutti gli attori interessati.
La convenzione del 2019
In realtà va sottolineato che la convenzione non è una concessione caduta dal cielo, ma un ulteriore sviluppo “di un lungo processo di dialogo, che nel 2019 aveva portato all’apertura della passeggiata a lago tra il porto di Minusio e il fiume Verzasca nel periodo invernale”. Quella prima convenzione va considerata “un primo importante risultato con il quale è stato possibile estendere la fruizione pubblica non solo alla riva demaniale, ma anche ai terreni privati messi a disposizione dai proprietari, ampliando in modo significativo gli spazi accessibili alla popolazione e trasformando l’intero percorso lacustre in una vera e propria area di svago”.
Ma ora, evidentemente, si vuole andare oltre, esplorando “nuove soluzioni per sviluppare ulteriormente la fruibilità della riva, migliorare la qualità e funzionalità degli accessi al lago, favorire la mobilità lenta e valorizzare le componenti paesaggistiche e naturalistiche del comparto, garantendo al contempo lo svolgimento delle attività turistiche, ricreative e sportive esistenti, coerentemente con gli indirizzi della scheda P7 ‘Laghi e rive lacustri’ del Piano direttore cantonale”.
‘Incrementare le aree pubbliche’
In particolare ne viene fatto riferimento al punto 2.2 sulla pubblica fruizione delle rive, secondo cui essa “deve essere garantita e potenziata mediante l’incremento delle aree pubbliche a lago” e più specificamente recuperando le aree demaniali secondo il nuovo criterio di limite demaniale (per il Verbano a 194.50 metri s.l.m.); tutelando, consolidando e ampliando le aree da destinare allo svago e al tempo libero; predisponendo passeggiate e sentieri a lago; coordinando le attività di campeggi e lidi a lago con la pubblica fruizione della riva; e garantendo l’offerta di punti di ristoro a sostegno delle passeggiate a lago, delle aree di svago e delle attività turistiche in generale”. E ancora, per quanto riguarda le misure, statuendo che “laddove si riscontrano situazioni pianificatorie, gestionali e progettuali in evoluzione e con necessità di coordinamento, Cantone e Comuni collaborano, mediante l’elaborazione di pianificazioni specifiche, per comparti a lago di particolare interesse pubblico, con l’obiettivo di promuovere realizzazioni coordinate a favore della multifunzionalità delle rive”. Nella stessa scheda P7 il recupero delle aree demaniali si dice “volto in particolare a consolidare aree e passeggiate a lago da destinare alla fruizione pubblica”. Dove tale recupero “non risulta sufficiente”, è necessario “promuovere la salvaguardia e/o l’acquisizione di terreni liberi a lago potenzialmente utilizzabili a tale scopo, siano essi di proprietà pubblica o privata”. Acquisizione di terreni privati che può avvenire “mediante accordi con i proprietari o tramite espropriazioni”. Contestualmente, è ritenuto necessario “coordinare le attività di campeggi e lidi a lago, in particolar modo fuori dalla stagione turistica; mantenere e potenziare l’offerta di punti di ristoro a sostegno dei percorsi pedonali, delle aree di svago e delle attività turistiche in generale; e garantire tutti i possibili collegamenti e gli accessi perpendicolari alle rive (finestre a lago)”.
Nasce un gruppo interdisciplinare
Lo studio sarà svolto da un gruppo interdisciplinare di progettisti, accompagnato da un gruppo strategico, nel quale è rappresentata ogni parte contraente. La partecipazione e collaborazione al tavolo di lavoro di tutti gli attori coinvolti – gli enti pubblici, i gestori e proprietari dei campeggi e l’associazione Rpsi – costituisce, secondo il Consiglio di Stato, “il valore aggiunto del processo e il presupposto per lo sviluppo di soluzioni progettuali in grado di armonizzare le diverse esigenze”. I risultati sono attesi nella primavera del prossimo anno.
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