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Soleggiata, ‘piovono’ multe sui veicoli dei partecipanti

L’anno scorso ha dovuto prendere armi e bagagli e traslocare: dalle cave di Arzo a San Martino a Mendrisio. In quest’ultima edizione la Soleggiata si ritrova a fare i conti con il problema dei parcheggi, ma soprattutto delle multe. Nel 2025, fa sapere Gregorio Aostalli, consigliere comunale del Centro-Giovani del Centro-Verdi liberali, si è tollerata la situazione, vista l’eccezionalità dell’evento. Questa volta il regime è mutato. Questa estate, annota in una interrogazione, “si sta assistendo a quel che pare a tutti gli effetti essere un radicale cambio di approccio: delle sei serate finora organizzate dalla Soleggiata, già per tre volte sanzioni amministrative sono state trovate su numerosi veicoli, compresi quelli a due ruote”. A richiamare l’attenzione sono state le modalità adottate. Le leggi vanno applicate, chiarisce subito Aostalli, e non si vuole cedere neppure all’impressione che si voglia solo ‘fare cassa’. “Risulta comunque difficile – osserva – comprendere le ragioni dietro alla nuova prassi, appunto in netto contrasto con l’edizione 2025. In particolare, così infatti risulta, per quale motivo l’organizzazione non ne sia stata debitamente informata. Ciò avrebbe permesso al pubblico di adeguarvisi, evitando di conseguenza la presente situazione”. Le istituzioni locali, d’altra parte, hanno mostrato il loro impegno nel sostenere la manifestazione, alla ricerca di una nuova soluzione logistica. Oggi, invece, “se un’occasione di aggregazione su territorio comunale viene vissuta col timore di incorrere in sanzioni percepite come ingiuste, tale sforzo rischia di essere vanificato a causa di una mera mancanza di comunicazione”. Tanto più, si rimarca, che si potrebbe incrinare il rapporto di fiducia che si sta cercando di costruire con la popolazione tramite le campagne lanciate dalla Polizia della Città. Occorre, si esorta, fare chiarezza e capire quale sia la prassi seguita, nel 2025 e quest’anno, e quante contravvenzioni siano state staccate. Inoltre, “come mai si è scelto di non optare, almeno inizialmente, per un approccio preventivo, informando come minimo l’organizzazione?”. Agli occhi del Municipio sussiste poi “il timore che interventi di questo genere possano essere percepiti come un mezzo per incrementare le entrate, anziché come strumenti di tutela dell’ordine pubblico e della sicurezza”. Non da ultimo, si ritiene che simili modalità possano avere un impatto sull’immagine della Città.

LUGANESE / MENDRISIOTTO

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2026-07-25T07:00:00.0000000Z

2026-07-25T07:00:00.0000000Z

https://epaper.laregione.ch/article/281663966792312

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