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Il prato di Piazza Grande non trova pace

Disattivata nel frattempo l’irrigazione dell’area deturpata dopo il villaggio dei Mondiali di calcio. Si cercano soluzioni per evitare il continuo rifacimento

Di Katiuscia Cidali

Non sono passati inosservati, nei giorni scorsi, i getti d’acqua degli impianti di irrigazione che bagnavano l’appezzamento di terreno nella parte bassa di Piazza Grande a Giubiasco. A colpire è soprattutto il fatto che quell’area, situata in prossimità dei platani, si presenti oggi completamente secca e deturpata: nell’ultimo mese ha infatti ospitato il capannone e le infrastrutture dei Mondiali di calcio. Un’irrigazione che a diversi abitanti della zona è apparsa priva di senso e che ha suscitato più di una perplessità. C’è chi evidenzia infatti una mancanza di coerenza tra il recente appello dell’Azienda multiservizi Bellinzona (Amb), che invita la popolazione a fare un uso parsimonioso dell’acqua potabile, e l’irrigazione di un terreno ormai privo di manto erboso. Interpellato dalla redazione, il capodicastero Ambiente, Vito Lo Russo, precisa che, nonostante non sia stato indicato da parte dell’Amb un grado di siccità 1, l’irrigazione automatica è stata disattivata. Tuttavia, in alcuni momenti della giornata, potrà entrare in funzione per evitare le polveri legate allo stato attuale del terreno. Più in generale, riguardo alla gestione del verde, ricorda: «Abbiamo comunque deciso di ridurre le irrigazioni al minimo indispensabile nelle aree più sensibili della città, come appunto la Piazza Grande di Giubiasco».

La Città, aggiunge, ha inoltre ridotto il flusso delle fontane dove tecnicamente possibile per contenere i consumi d’acqua.

Si ripristinerà il manto erboso in settembre

Lo Russo ricorda inoltre che il 29 agosto, proprio nell’area vicina ai platani, si terrà la Festa di lotta svizzera femminile. La manifestazione richiederà la posa di un fondo di segatura e, di conseguenza, il ripristino del prato potrà avvenire soltanto nel mese di settembre. Ma quel nuovo tappeto erboso avrà comunque vita breve. Durante l’inverno, infatti, nella stessa area sorgerà il villaggio natalizio, destinato ancora una volta a compromettere il prato. Viene quindi spontaneo chiedersi se abbia davvero senso continuare a riseminare o posare nuove zolle destinate a durare soltanto pochi mesi. Questo continuo fare e disfare appare poco lungimirante. Non sarebbe il caso di ripensare in modo più strutturale la destinazione di uno spazio che, per sua natura, ospita regolarmente manifestazioni destinate a danneggiare il manto erboso? Anche perché ogni ripristino ha inevitabilmente un costo. E, in definitiva, chi lo sostiene? Lo Russo spiega che la modalità di ripristino del prato dipende sia dal tipo di manifestazione sia dalle risorse economiche a disposizione degli organizzatori. «La soluzione meno costosa è la semina, ma richiede tempi più lunghi per il recupero del manto erboso. La posa delle zolle invece comporta costi maggiori, per cui viene generalmente scelta quando si tratta di eventi a scopo di lucro, i cui organizzatori dispongono di maggiori mezzi finanziari. Se invece la manifestazione ha finalità benefiche o ricreative per la popolazione, cerchiamo di contenere il più possibile i costi. Va anche ricordato che gli interventi interessano solo la parte bassa della piazza e non l’intera superficie. In ogni caso, il nostro obiettivo è riportare

quell’area alle condizioni originarie nel più breve tempo possibile». Quanto ai costi del ripristino del manto erboso, il municipale spiega che non esiste una regola valida per tutti gli eventi. «Ogni situazione viene valutata singolarmente e concordata con gli organizzatori. In alcuni casi è la Città a farsi carico del ripristino, ad esempio come forma di sostegno alla manifestazione; in altri invece sono gli stessi organizzatori a provvedere, eventualmente ricevendo un contributo finanziario. Non esiste quindi una direttiva univoca: le modalità vengono definite di volta in volta».

Il ghiaietto non è un’ipotesi

Per il momento non esistono soluzioni alternative per evitare il continuo rifacimento del prato nella parte bassa di Piazza Grande a Giubiasco. Lo riconosce il capodicastero, spiegando che il Municipio ha valutato negli anni diverse ipotesi senza però individuarne una realmente soddisfacente. Anche l’idea di sostituire l’erba con un fondo in ghiaietto, sul modello di una parte del Parco urbano di Bellinzona non rappresenta una possibilità. «Il ghiaietto presenta problemi di manutenzione: se non viene utilizzato con

una certa frequenza si riempie di erbacce e occorre intervenire per estirparle». Non a caso il Consiglio comunale approvando due anni fa una mozione del Centro ha chiesto al Municipio di sostituire quel fondo con una soluzione definitiva che richieda meno manutenzione. Nel tempo è stata valutata anche l’ipotesi di installare strutture fisse, ma ogni evento ha esigenze diverse per dimensioni e tipologia delle infrastrutture. «Mi sono confrontato anche con altre realtà che vivono la stessa situazione e, al momento, non esistono soluzioni definitive». Quanto a Giubiasco il Municipio intende quindi proseguire con l’attuale gestione, limitando per quanto possibile i disagi e invitando la popolazione alla comprensione; l’area deturpata è infatti soltanto la parte bassa della piazza, mentre il resto dello spazio verde, compreso il parco giochi e la zona dove i bambini giocano a calcio, rimane fruibile.

Tra gli interventi previsti figura infine una nuova illuminazione dell’area giochi. Dopo l’installazione provvisoria prevista per quest’estate, l’obiettivo è realizzare un impianto definitivo, anche se il progetto richiederà ancora alcuni approfondimenti tecnici.

BELLINZONA E VALLI

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2026-07-29T07:00:00.0000000Z

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