laRegione

Proiezione Maidan, ricorso e tempi lunghi

Sono trascorsi sette mesi dal ricorso contro la decisione del Municipio di Muralto, che lo scorso gennaio aveva impedito agli organizzatori, HelvEthica Ticino e Amici della Costituzione, la proiezione del documentario “Maidan: la strada verso la guerra”, invocando “possibili tensioni o turbative dell’ordine pubblico”. Un periodo che i ricorrenti, in una nota inviata ai media, giudicano troppo lungo: “Sono direttamente coinvolti diritti garantiti dalla Costituzione federale e cantonale, in particolare la libertà di espressione e la libertà di riunione”. Gli stessi ricordano che il governo aveva negato l’effetto sospensivo al ‘no’ municipale e quindi il divieto è sempre rimasto in vigore. Inoltre, “la mera possibilità di contestazioni o tensioni non è sufficiente a giustificare una limitazione preventiva di una libertà fondamentale. Occorre un pericolo concreto, attuale e verificabile per l’ordine pubblico”. Tanto più che, successivamente, “il documentario è stato proiettato al Liceo di Bellinzona e in diverse città italiane, senza che si verificassero disordini”.

E ancora: “Il trascorrere del tempo può trasformarsi in una lesione dei diritti fondamentali. Ogni mese che passa rende sempre più difficile, se non impossibile, ripristinare integralmente l’esercizio del diritto leso: se la decisione del governo arriva troppo tardi, il danno può ormai essere irreversibile”. In conclusione: “Sette mesi sono già trascorsi. Altri sette e saremo alle elezioni cantonali. Sarebbe auspicabile che prima di allora il Consiglio di Stato trovi finalmente il tempo di pronunciarsi su un ricorso che riguarda le libertà costituzionali e, quindi, tutti i cittadini”.

LOCARNO E VALLI

it-ch

2026-08-21T07:00:00.0000000Z

2026-08-21T07:00:00.0000000Z

https://epaper.laregione.ch/article/281663966849937

Regiopress SA