Gestione sale in proprio, Fioroni resta al timone
Dopo l’esperienza Lumen con Enjoy, il programmatore riprende il suo modello: ‘Commerciale e Art House, in equilibrio con Rialto e Otello’
Di Davide Martinoni
Il modello “internalizzato” della Palacinema Sa riparte da Joël Fioroni per la parte cinema, da un gestore (assunto dalla Sa) per la parte gastro (operativo da settembre), oltre naturalmente che da Elena DelCarlo alla direzione, sotto un Cda a parziale controllo pubblico grazie alla presenza del sindaco Nicola Pini come vicepresidente (presidente è l’ex sindaca Carla Speziali) e della municipale capadicastero Cultura Nancy Lunghi come membro. Dunque, la novità principale nel “dopo Festival” è stata la riapertura delle sale con la conferma di Fioroni alla plancia della programmazione, sull’onda di quanto già sperimentato nei pochi mesi (poco più di un anno) sotto il marchio Lumen, con cui aveva rilevato la zurighese Arena Cinema accanto alla Enjoy prima che questa e la Palacinema decidessero di dividere le loro strade dopo i ben noti dissapori. Fioroni ha oggi un mandato di programmazione del cartellone nelle tre sale e di gestione dell’area cinema, che nell’economia della Sa partecipata pubblica è naturalmente un fattore di primaria importanza. Il prezzo da pagare, per Fioroni, è un passo indietro con il Lux di Massagno – la cui programmazione verrà curata da altri –, mentre per ora non è in forse la prosecuzione della stessa attività all’Iride. «Per il Lux spiace, ma ho dovuto fare delle scelte. Come con Lumen, appunto, a Locarno l’intenzione è di combinare l’offerta cinematografica fra “mainstream” più commerciale e Art House, puntando se possibile ancora di più su questa seconda categoria, ma non dimenticando assolutamente l’altra, presente nel Locarnese soltanto al Palacinema e capace di generare entrate importanti e per noi fondamentali», afferma Fioroni.
Già a suo tempo la discesa di Lumen sul campo del cinema d’essai aveva generato dubbi circa l’entità del mercato di riferimento (il Locarnese) e un possibile conflitto con un’offerta simile programmata da Antonio Prata nelle tre sale del Rialto a Muralto (di proprietà del Locarno Film Festival) e in quella dell’Otello (famiglia Beltrami) ad Ascona. Ebbene, stando a Fioroni «con Antonio abbiamo riattivato i contatti per continuare a collaborare come già si era fatto con Lumen in precedenza. La parola d’ordine vuole essere “equilibrio” e in questo senso vorremmo sperimentare nuovi slot che permettano a tutti di continuare a operare». Aggiunge DelCarlo che «continuare a dare un ruolo importante all’Art House è anche un messaggio che Palacinema intende mandare verso l’esterno, in linea con il suo impegno nella promozione culturale».
È arrivato il laser 4K
Approfittando della pausa festivaliera, il Palacinema ha intanto sostituito nelle sale “piccole” (la 2 e la 3) le sorgenti luminose con il laser 4K; nella 1, la principale da 500 posti, questo passo avverrà a breve. «A questo si aggiunge il ripristino delle gradinate in Led, ricordando che gli investimenti nella struttura sono continui, con l’obiettivo di rinnovarla e valorizzarla», considera DelCarlo. In questo senso la direttrice della Sa ricorda «l’alto grado di autofinanziamento della Palacinema rispetto ad altre realtà culturali europee paragonabili almeno come scopi». Ciononostante – e al netto di quelle che potranno essere le risultanze monetarie delle due internalizzazioni – la conferma del pur limitato contributo economico da parte della Città viene inquadrata da DelCarlo come «un’attestazione concreta di quanto Locarno creda nel settore dell’audiovisivo e nella sua promozione». Non va per altro dimenticata, rimanendo nel contesto economico, la disponibilità del milione e mezzo di franchi di rimborso Iva, a seguito del ricorso vinto di fronte al Tribunale amministrativo federale.
La richiesta del Cisa
Una novità significativa potrebbe affacciarsi nella gestione delle sale dopo la richiesta formulata dal comitato scientifico del Consorzio internazionale di scienze audiovisive (Cisa), inquilino del Palacinema, riguardo a un maggiore utilizzo da parte della scuola della sala 3, dotata di un impianto di postproduzione audio costato nel 2020 circa 300mila franchi e finanziato grazie a una collaborazione fra pubblico e privato, con il sostegno del Cantone e dell’Ente regionale di sviluppo. «L’auspicio nostro come Cisa è poterne beneficiare in misura maggiore, soprattutto in funzione formativa e didattica, ma anche per organizzare eventi aperti al pubblico», ha dichiarato a “laRegione” il direttore, Marco Poloni. Per DelCarlo «la richiesta, legittima, è in effetti stata inoltrata e verrà valutata in occasione della prossima seduta di Cda. Di principio la Palacinema è sempre aperta a ogni forma di collaborazione che riguardi il settore dell’audiovisivo ed è pronta a facilitarne di nuove a buone condizioni». E a proposito di collaborazioni e sinergie, DelCarlo conclude ricordando la presenza del grande locale eventi (o Spazio Palacinema) «che già nel ’24 aveva generato introiti significativi e che nel ’25 – come si potrà leggere sul rapporto di attività che verrà pubblicato a breve sul sito – aveva confermato valore e potenziale».
LOCARNO E VALLI
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2026-08-26T07:00:00.0000000Z
2026-08-26T07:00:00.0000000Z
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