Quei tigli da rimettere al centro della piazza
Il progetto di riqualifica ne prevedeva l’eliminazione, l’Associazione Quartiere Rivapiana chiede invece di salvarli e maggior trasparenza al Municipio
Di Sascha Cellina
Una tirata d’orecchi al Municipio e la richiesta di salvare i due tigli che stavano per essere abbattuti in via alla Riva (zona Portigon), nell’ambito dei lavori di riqualifica della parte bassa del nucleo di Rivapiana, a cui farà seguito anche la parte alta. A prendere posizione con decisione è l’Associazione Quartiere Rivapiana (Aqr), a seguito dell’incontro – richiesto “con urgenza” dallo stesso ente locale – tenutosi lunedì e al quale, oltre a soci e cittadini interessati (in tutto una trentina di persone) erano presenti la capadicastero Genio civile e pianificazione di Minusio Francesca Guscetti, accompagnata da altri rappresentanti del Comune, e dai progettisti incaricati capeggiati dall’architetta Marina Pedrazzini. «L’Aqr ci tiene a sottolineare che la sua posizione non è di opposizione al progetto di riqualifica dello spazio pubblico elaborato dagli architetti Bartke e Pedrazzini: al contrario, auspichiamo che possa diventare un’occasione per migliorare realmente questo luogo – premette la presidente dell’Associazione, Marcella Snider Salazar –. La nostra richiesta è semplicemente quella di valutare, insieme ai progettisti, una soluzione che permetta di salvaguardare e integrare i due tigli, senza compromettere la qualità del progetto».
Un progetto che, lo ricordiamo, ha preso avvio dal tratto compreso tra il civico 5 di via alla Riva, in prossimità del confine con Muralto, e la zona a lago sotto il cosiddetto prato degli Asinelli (a sud della Scuola Steiner), con in particolare il rifacimento della pavimentazione (con dissuasori, ma non solo). Completato il rifacimento delle sottostrutture dalla zona degli Asinelli all’accesso est alla nuova fermata Tilo (con posa del nuovo selciato con ciottoli a spacco e l’asfaltatura in rosso, entro febbraio 2027), sarà poi il turno della tratta dal ristorante Giardino alla Verbanella (asfalto rosso con dissuasori, lavori durante tutto il ’27) e infine su quella centrale compresa fra il Portigon e la foce del Navegna (ottobre ’27-aprile ’28). La maxi richiesta di credito per la valorizzazione del nucleo alto di Rivapiana (circa 2,7 milioni) dovrebbe invece andare in Consiglio comunale a dicembre (al più tardi in primavera, la prospettiva è iniziare i lavori nel settembre del ’27 e terminarli entro l’agosto del ’29). Da non dimenticare che il Comune sta imbastendo anche un progetto di riqualifica di tutta la zona della foce, con tanto di rifacimento del ponticello e ridefinizione delle pendenze digradanti a lago (tra il gennaio e l’aprile del ’28).
Sani o no, l’abbattimento ‘non era stato prospettato’
Tornando alla zona del Portigon, secondo l’Aqr l’abbattimento dei due tigli «non era stato prospettato durante la presentazione pubblica del 6 novembre 2023», così come «non era stata illustrata la realizzazione di una piazzetta in questa zona». E il sacrificio dei due alberi, che si trovano in un terrapieno contornato da un muretto (una sorta di isolotto) all’incrocio tra via San Quirico e via alla Riva, sarebbe legato proprio «alla configurazione prevista dal nuovo progetto e non a motivi di sicurezza e fitosanitari come invece era apparso sul comunicato ufficiale del Comune». Nello scritto pubblicato sul sito di quest’ultimo il 29 settembre, si legge infatti che “in occasione del cantiere in via alla Riva si è deciso di intervenire anche sui due alberi situati all’incrocio fra via San Quirico e via alla Riva che, giunti a fine vita, avrebbero in ogni caso dovuto essere abbattuti a breve termine per ragioni di sicurezza”. Da qui, la critica diretta all’Esecutivo, «rivolta soprattutto al modo in cui il Municipio ha informato la cittadinanza. Una trasformazione significativa di uno spazio pubblico avrebbe meritato un’informazione chiara e trasparente e un confronto con i cittadini in una fase precedente, quando era ancora possibile discutere e valutare alternative. Per questo ci rammarichiamo per la modalità con cui l’amministrazione ha comunicato alla popolazione l’intervento nella zona, sia per quanto riguarda i termini utilizzati sia la tempistica».
La speranza dell’Associazione Quartiere Rivapiana – che riporta anche le perplessità dei cittadini riguardo alla nuova “piazza” e alle pendenze di quest’ultima – è quindi che «se in seguito all’incontro sapranno emergere soluzioni alternative capaci di salvaguardare i due tigli, integrandoli nel progetto, senza compromettere la qualità complessiva della riqualificazione, auspichiamo che possano essere seriamente valutate».
La possibile soluzione che soddisferebbe tutti
Valutazioni che sono effettivamente in corso, come ci conferma la municipale Francesca Guscetti… «Posto che la perizia in nostro possesso parla di due piante la cui aspettativa di vita è limitata e che quindi dovremo approfondire la questione, stiamo effettivamente valutando la possibilità di salvaguardarle. In pratica, verrebbero ripiantate nella nuova pavimentazione (con le radici direttamente nel terreno) dello spazio pubblico che si creerà con l’eliminazione del terrapieno che attualmente le ospita e che vogliamo eliminare per dare alla zona un aspetto più da piazza e meno da strada». Un’operazione non a costo zero, visto che si parla di circa 9mila franchi per albero, ma che verrebbe compensata dal mancato acquisto di un’altra (o più) pianta che sarebbe comunque prevista al centro della nuova piazza… «Faremo le nostre valutazioni all’interno del Municipio, ma questa potrebbe effettivamente essere una soluzione (seppur senza garanzia di riuscita al cento per cento) in grado di soddisfare tutti e che ci permetterebbe di proseguire con questo importante progetto».
LOCARNO E VALLI
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2026-10-08T07:00:00.0000000Z
2026-10-08T07:00:00.0000000Z
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