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‘La mia vita da parrucchiera’

Sul lungolago di Muralto se n’è andato un pezzo di storia, di artigianato e di commercio locali: quello legato al salone da parrucchiere Flückiger, attivo da decenni prima con Irma ed Ernst Flückiger, poi con la figlia Heidi Mauch. La dismissione dell’attività, dovuta al pensionamento della titolare ma anche alla volontà della nuova proprietà dell’edificio di abbatterlo in quanto fatiscente per poi ricostruirne uno nuovo residenziale, ha lasciato un vuoto come solo uno storico luogo di incontro può fare. Un vuoto che riecheggia nei ricordi di Heidi Mauch: «Mamma e papà sono stati attivi per diversi decenni con il salone da uomo sul davanti e uno spazio più ridotto dedicato alle signore sul retro: una suddivisione che è stata mantenuta anche dopo l’ampio rinnovamento che abbiamo dovuto effettuare a causa dell’alluvione del 2000, che ci aveva portato l’acqua in salone e, devo dire, ci aveva creato grande apprensione. Negli ultimi 30 anni ho assunto la gestione autonomamente ma negli ultimi 20 circa sono stata molto aiutata dalla mia valida collaboratrice Nella De Vito, che non finirò mai di ringraziare per aver condiviso spazi e impegno».

Apprendista da Walter Malacrida, sempre a Muralto, e poi formatasi sia in Svizzera interna, sia ancora in Ticino, Heidi Mauch ha sviluppato negli anni un rapporto speciale con la clientela locale, ma anche con quella proveniente da fuori: «Inevitabilmente, vista la presenza dei miei genitori prima di me, il salone si era creato una clientela particolarmente affezionata: parliamo di persone fedeli al salone da oltre 50 anni e provenienti anche dalla Svizzera interna e dalla Germania. Una parte di questa fidelizzazione è probabilmente dovuta al fatto che abbiamo sempre mantenuto prezzi bassi, in qualche modo legati al passato». Amica e confidente di molti clienti, psicologa e accompagnatrice di altri, Heidi Mauch lascia non solo un commercio, ma tutto un contesto sociale con le sue piccole grandi particolarità. «Davanti al negozio c’è un piazzaletto che gli operai del Comune mi spazzavano regolarmente senza chiedere niente in cambio. Anzi, provvedevano persino a farmi sempre trovare dei fiori freschi nel vaso ornamentale». Ora, di tutto ciò che è stato rimangono i ricordi e una certa inevitabile malinconia: «La vita, dal primo gennaio, è cambiata radicalmente. Devo ancora decidere come mantenermi attiva». Un impegno è rispondere alle continue chiamate di chi desidera prendere un altro appuntamento…

LOCARNO E VALLI

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2026-01-09T08:00:00.0000000Z

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https://epaper.laregione.ch/article/281668261356640

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