‘Vivere a Chiasso è un privilegio’
Il sindaco Bruno Arrigoni ha scelto l’ottimismo per il tradizionale discorso di inizio anno. Lanciato un appello per l’aggregazione. E uno alla politica
Di Prisca Colombini
È un cammino «forse ancora lungo, ma senz’altro roseo» quello che attende Chiasso. È con parole piene di ottimismo – dopo un commovente minuto di silenzio per ricordare le vittime della tragedia di Crans-Montana – che il sindaco Bruno Arrigoni ha voluto salutare la popolazione durante il tradizionale appuntamento dello scambio degli auguri con la popolazione nella cornice del Cinema Teatro, presente anche il consigliere di Stato Claudio Zali. Un incontro nel quale l’autorità comunale ha accolto anche i diciottenni e la Conferenza dei presidenti delle società sportive, presieduta da Davide Rampoldi, ha premiato gli sportivi che si sono maggiormente distinti lo scorso anno.
‘Un micromondo’
Cos’è Chiasso oggi? Prima di toccare i cantieri aperti, il sindaco ha voluto chiedere all’intelligenza artificiale un pensiero sulla cittadina di confine. La risposta? “Chiasso non è solo un punto sulla mappa: è una città che vale la pena conoscere, capace di sorprendere che va oltre la prima impressione. È un luogo dove confini, culture e idee si incontrano, offrendo opportunità, qualità di vita e una forte identità ticinese”. «L’intelligenza artificiale vive di input esterni per cui immagino sia un buon segno – ha detto Arrigoni –. A Chiasso abbiamo numeri che, fatte le dovute proporzioni, fanno del nostro Comune un micromondo». In «soli 7’900 abitanti» convivono infatti 95 nazionalità e più di 150 lingue; lo sfitto è diminuito dall’11 al 6,5% in tre anni e «negli ultimi anni siamo aumentati di circa 500 unità, pari al 6%». L’auspicio del sindaco è che «aumentino anche le nascite (sono state 51 lo scorso anno), per riportare il saldo in rapporto ai decessi in positivo». La cittadina brilla anche «per l’alto numero di infrastrutture sportive messe a disposizione, e vogliamo continuare a occuparcene, malgrado le difficoltà».
Aggregazione ‘senza tante esitazioni’
Obiettivo di Chiasso, e dell’intero Basso Mendrisiotto, è quello di «costruire una nuova identità più grande, ma sempre a misura d’uomo». Bruno Arrigoni non ha dubbi sulla strada da seguire. «Se vogliamo diventare la terza città ticinese dopo Lugano e Bellinzona, dobbiamo muoverci ora. L’aggregazione del Basso Mendrisiotto s’ha da fare... senza tante esitazioni». L’appello è chiaro. «Diamoci una mossa e cominciamo a costruire con tanto entusiasmo il nostro futuro: facciamo un bel primo passo fondamentale, un primo gradino e cioè l’unificazione del Basso Mendrisiotto». La votazione consultiva si terrà «probabilmente» a giugno 2027. «Abbiamo tempo per convincere gli scettici», ma l’importante sarà «non farsi abbagliare da conti finanziari oggi ancora positivi ma destinati a cambiare in peggio. Se vogliamo essere propositivi, mantenere quello che è stato finora fatto e continuare a fare investimenti dobbiamo unire le forze».
Dodicimila posti di lavoro
Anche economicamente «siamo sulla strada giusta e nei prossimi anni potremo raccogliere quanto seminato». Chiasso ha dalla sua «una posizione geografica invidiabile» e «gli affitti più bassi rispetto al resto del Cantone». I posti di lavoro offerti sono circa 12mila. Arrigoni ha citato anche i dati di una tabella estrapolata dall’ultimo Annuario Statistico ticinese che prende in considerazione l’aumento percentuale degli impieghi creati nei cinque poli del Cantone dal 2011 al 2023. A comandare la graduatoria c’è proprio Chiasso con un +31%; seguono Mendrisio (+27%), Bellinzona (+24%), Lugano (+12%) e Locarno (+11%).
Gli investitori ci credono
Il percorso non è ancora finito. «Alcuni importanti investitori stanno puntando su Chiasso e sono convinto che siamo solo all’inizio di una fase storica positiva». Il sindaco di Chiasso ha però voluto subito precisare che «non torneremo al boom degli anni Settanta/Ottanta. Ma il fermento immobiliare è notevole». Basti pensare – giusto per fare qualche esempio – al nuovo Ufficio tecnico, all’avvio del cantiere del Centro professionale del tessile e al Work House Chiasso (nello stabile ex Credit Suisse) «che sta per decollare». La storia sta del resto «riconoscendo a Chiasso (o meglio al Basso Mendrisiotto) il suo posto e il suo ruolo sul territorio». È successo 150 anni fa con l’arrivo della stazione internazionale, per arrivare passo dopo passo fino al 2017 con l’arrivo delle prime aziende di criptovalute e attive nel Fintech. Cosa succederà nel 2026? «Lo abbiamo detto: la storia non ignora Chiasso. E non lo sta facendo nemmeno oggi, in tempi molto difficili».
E la politica?
Attorno al fermento sociale, economico ed edilizio, quale è il ruolo della politica? «La politica si muove e si dà da fare. Ma potrebbe fare molto di più – sono state le parole di Arrigoni –. Chi entra in Municipio, in Consiglio comunale e nelle commissioni di quartiere rappresenta sì un partito, ma deve anteporre soprattutto il bene del Comune». Sul tavolo «ci sono problemi da risolvere: troviamo le soluzioni, mettiamoci degli obiettivi raggiungibili e cerchiamo di fare del nostro meglio, mettiamoci positività» perché «vivere sul territorio di Chiasso è un privilegio: cerchiamo di approfittarne nel miglior modo possibile».
Raccolte duemila firme
Il primo appello è arrivato lo scorso 8 dicembre, in occasione dell’accensione dell’albero di Natale. Bruno Arrigoni lo ha voluto rinnovare, chiedendo al Consiglio di Stato di «rivalutare la posizione di una famiglia dello Sri Lanka, da noi da quasi sei anni, che ha ricevuto l’ordine di uscita dalla Svizzera, anche se bene integrata». La petizione promossa dalle scuole «ha raggiunto duemila firme – ha concluso il sindaco –. Speriamo che la ragione e il cuore abbiano il sopravvento su questa decisione sbagliata».
LUGANESE / MENDRISIOTTO
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2026-01-12T08:00:00.0000000Z
2026-01-12T08:00:00.0000000Z
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