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‘Fermare il Pse costerebbe milioni’

Il capo Dicastero immobili, Raoul Ghisletta, risponde all’Mps che chiede una rinuncia definitiva alle fasi due e tre legate alle torri, alle abitazioni e al parco

Manca sempre meno alla conclusione della prima tappa del Polo sportivo e degli eventi. A Cornaredo, giorno dopo giorno, il profilo dell’Arena sportiva è sempre più visibile, mentre accanto prende forma il Palazzetto dello sport. Intanto, però, lo sguardo del Municipio è già rivolto oltre: verso le fasi due e tre del progetto. Sul tavolo c’è un credito di 1,88 milioni di franchi per opere di bonifica e migliorie, compresa la rimozione di elementi inquinanti presenti nella pista d’atletica e nell’attuale tribuna. Un passaggio tecnico, ma che sta prendendo una certa rilevanza anche sul piano politico. Il recente messaggio municipale ha infatti riacceso la discussione attorno al Pse. Il Movimento per il socialismo (Mps), già promotore del referendum del 2021 contro l’opera, è tornato all’attacco chiedendo la “rinuncia definitiva alle fasi due e tre”. Per il capo Dicastero immobili di Lugano, tale opzione non è fattibile.

Raoul Ghisletta, L’appello agli oppositori

Secondo il movimento, si sta chiudendo quella parte del progetto che i sostenitori avrebbero “strumentalmente utilizzato” per ottenerne l’approvazione popolare legata ai contenuti sportivi. Con la consegna imminente dell’Arena, l’avanzamento del Palazzetto e il completamento del Centro sportivo al Maglio, la Città disporrebbe ormai di tutte le infrastrutture previste, “costate una fortuna”. Per l’Mps, i ripetuti cambiamenti sul fronte del finanziamento dimostrerebbero che un investimento pubblico diretto sarebbe stato non solo possibile, ma anche più conveniente. Il nuovo credito segnerebbe invece l’avvio della seconda fase, quella dei contenuti immobiliari extra-sportivi: operazioni che il movimento definisce “prive di qualsiasi rispondenza a reali bisogni sociali” e concepite unicamente “come strumenti di profitto”. Da qui l’appello a tutte le forze politiche che si erano opposte al Pse: “Un’opposizione determinata, a tutti i livelli, al credito in discussione può rappresentare un primo passo in questa direzione” bloccando così la costruzione delle “due torri e dei palazzi abitativi”.

Raoul Ghisletta: ‘Il treno è già partito’

L’invito è rivolto in particolare al Partito socialista di Lugano. Ma proprio dal rappresentante socialista in Municipio arriva una chiusura netta alla prospettiva di bloccare il progetto. «Il treno è già partito, anzi è quasi in dirittura d’arrivo. Fermarlo ora significherebbe esporsi a richieste di risarcimento per centinaia di milioni di franchi», afferma Ghisletta, da sempre tra le voci più critiche all’interno dell’Esecutivo sulle modalità con cui il Pse è stato impostato. Questo per il municipale, tuttavia, non significa rinunciare a migliorare quanto è ancora in divenire. «Se l’obiettivo dell’Mps è riaprire il confronto per introdurre correttivi in ambito sociale, ben venga», osserva. Uno dei nodi riguarda «la fruibilità delle strutture e finora – ricorda – la questione si è posta in termini problematici: lo stadio è destinato a un uso esclusivo calcistico». E uno degli elementi in programma nella fase 2 potrebbe essere al centro di cambiamenti. L’area pubblica prevista per fine 2028 – una sorta di prosecuzione della collina di Trevano, con un parco di circa 12mila metri quadrati – potrebbe essere al centro delle future discussioni. In merito allo spazio verde previsto come luogo di aggregazione e d’incontro per la popolazione, per Ghisletta «vale la pena approfondire la discussione e cercare di migliorare gli aspetti sociali e ambientali, ma va ricordato che eventuali modifiche comporterebbero ulteriori costi aggiuntivi a carico della Città».

‘Il centro città andrà rivitalizzato’

Un’altra “menzogna” che, secondo l’Mps, sarebbe stata detta dal Municipio riguarda il ripopolamento del centro cittadino. Per il movimento è “emblematico il caso del Palazzo ex Dogane in via della Posta, promesso come futuro spazio abitativo e oggi inserito nella lista degli immobili da vendere”. Lo storico edificio, con il quale la Città prevede di incassare, a partire dal 2032, 48,4 milioni di franchi, è infatti stato inserito nell’ultimo Piano finanziario. Tuttavia, «non si tratta di un documento operativo e, quando si è tenuto il referendum, in Consiglio comunale erano state votate anche misure volte a creare abitazioni destinate al ceto medio, con l’obiettivo di rivitalizzare il centro città – ricorda Ghisletta –. Anche su questo punto la discussione è ancora aperta e occorre capire in quale forma verranno realizzate, ma questo elemento non cambierà. In caso contrario, sarebbe politicamente difficile spiegare perché non si procederà più con la realizzazione delle abitazioni».

LUGANESE / MENDRISIOTTO

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2026-02-21T08:00:00.0000000Z

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