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Tombe e loculi nei 17 cimiteri, arriva il tariffario unico

Nove anni dopo l’aggregazione ecco l’ordinanza sulle tasse cimiteriali nei tredici quartieri, dove qualche vecchio regolamento vigeva da quasi mezzo secolo

di Marino Molinaro

A nove anni dall’aggregazione, pubblicato il documento che annullerà a breve i vecchi regolamenti e le ordinanze degli ex Comuni: in alcuni casi balzelli, in altri riduzioni.

Piccola rivoluzione in vista nelle tasse relative ai campisanti di Bellinzona. A nove anni dall’aggregazione, risalente al 2017, il Municipio ha elaborato l’ordinanza di applicazione del nuovo Regolamento comunale sui cimiteri votato lo scorso aprile dal Legislativo ed entrato in vigore a novembre. Ordinanza che fissa le cifre da mettere in conto per inumare il caro estinto o deporre le ceneri. A differenza di oggi le cifre saranno identiche nei tredici quartieri, senza più talune distinzioni anche importanti nel costo e nella categorizzazione. A scanso di equivoci non stiamo parlando della tassa d’uso del Centro funerario cittadino, destinata a salire del 7-8% per assorbire l’investimento di 1,24 milioni stanziati lo scorso giugno dal Cc per procedere col necessario ammodernamento.

Se confrontata con i vecchi regolamenti e ordinanze risalenti in taluni ex Comuni a quasi mezzo secolo fa (non è dato sapere se con cifre adeguate al rincaro), la nuova ordinanza unica in pubblicazione fino al 16 marzo appare semplificata e di lettura abbastanza comprensibile, sebbene poi ogni singola situazione andrà chiarita direttamente col settore preposto al momento del funerale. Se non ci saranno ricorsi, l’ordinanza entrerà subito in vigore, si presume nel corso della primavera. Da notare che non tutti i 17 cimiteri presenti nei 13 quartieri offrono le medesime possibilità di inumazione: per esempio quello di San Nazzaro a Claro è privo di tombe per bambini, solo in sette vi sono tombe di famiglia e in tre anche loculi di famiglia, mentre tre non dispongono di loculi interrati.

Le cifre in ballo

Nel dettaglio: la sovrapposizione di salme in una tomba per domiciliati costerà 250 franchi e 500 per non domiciliati. A livello di tasse di concessione, la sepoltura nei campi comuni (massimo 25 anni) sarà gratuita per domiciliati e attinenti, ma costerà mille franchi per gli altri: in questo secondo caso, oggi nel quartiere centrale si prevede la gratuità o al massimo 200 franchi a seconda delle deroghe previste dal vecchio regolamento. La sepoltura nei campi a pagamento costerà 500 franchi per domiciliati e attinenti nei primi 25 anni (cifra invariata rispetto a oggi) e altri 500 per un rinnovo (ne sarà consentito uno solo) di altri 25 anni; le cifre raddoppiano per non domiciliati o attinenti (oggi fra gli 800 e i 1’200 franchi nel quartiere centrale). A seconda se domiciliati, attinenti o altro, per i bambini fino a 14 anni la concessione e il rinnovo (una sola volta al massimo) per altri 25 anni saranno gratuiti o costeranno 500 franchi.

Prezzo al metro quadrato e loculi

Al capitolo tombe di famiglia viene introdotto il principio del costo a seconda della superficie utilizzata: i domiciliati/attinenti dovranno mettere in conto 2’300 franchi al metro quadrato nei primi 60 anni di concessione, più altri 1’150 franchi sempre al metro per il rinnovo ogni 30 anni; cifre che raddoppiano per i non domiciliati o attinenti. Per citare ancora il quartiere centrale, si abbandona dunque la classificazione fra tombe grandi (esaurite), categoria A (più care, 10mila franchi) e categoria B (la metà). I loculi cinerari plurimi per un massimo di quattro persone costeranno nelle due categorie 500 oppure mille franchi (oggi nel quartiere centrale costano 700 o 1’400/2’000 franchi), idem il rinnovo per 25 anni (ammesso anche qui al massimo una volta) che invece oggi costa la metà della concessione. I loculi cinerari di famiglia costeranno 3’000 franchi nei primi 60 anni e duemila il rinnovo ogni 30 anni, con cifre da raddoppiare per i non domiciliati o attinenti. Stesso discorso per i loculi interrati con al massimo due urne: 750 franchi i primi 25 anni e altrettanti per il rinnovo di altri 25, con cifre doppie per i non domiciliati o attinenti. Gratuiti sia per i primi 25 anni, sia per il rinnovo di altri 25, i loculi per bambini fino a 14 anni d’età, mentre costeranno 500 franchi per i non domiciliati o attinenti. Infine per ogni urna supplementare nei loculi e nelle tombe, saranno chiesti 250 franchi per i domiciliati o attinenti e 500 per gli altri.

Chi sale e chi scende

Facendo un giro d’orizzonte nei quartieri, emergono attualmente piccole differenze: in talune località le cifre sono destinate a lievitare, in altre a diminuire. L’ordinanza in vigore a Camorino risale al 2010 e indica cifre più o meno in linea con quelle unificate ora in pubblicazione. Idem a Claro, il cui documento risale al 1989 e concede una possibilità di rinnovo dei loculi più elastica, ossia decennale per tre volte dopo i primi vent’anni; per contro il rinnovo decennale delle sepolture risulta attualmente più caro (3’000 franchi in 30 anni anziché i mille previsti per 25). Il regolamento di Giubiasco è in vigore dal 1996 e nel tariffario allegato contiene cifre in linea con quelle nuove ma include anche la categoria ‘sepoltura per coniugi’ d’ora in poi non prevista. Gnosca dal canto suo vanta il secondo regolamento più longevo e quello meno oneroso: datato 1981 non prevede il prelievo di alcuna tassa per l’inumazione di domiciliati singoli o in tombe di famiglia; idem per i loculi nel famedio; invece 200 franchi per i non domiciliati, mentre il rinnovo della concessione per 25 anni ammonta a soli 30 franchi (100 o 200 franchi per i loculi); da notare che l’autorizzazione a impiantare tombe di famiglia era di competenza del Consiglio comunale.

‘A giudizio del Municipio’

Di due anni più vecchio (1979) il regolamento di Gorduno, che contiene cifre assai diverse rispetto a quelle aggregate: sepoltura gratis per domiciliati ma pari a 1’500 franchi (anche i loculi) per i non domiciliati. Del 1982 il regolamento di Gudo che per la sepoltura in campi comuni di singoli “non attinenti e non domiciliati” chiede 300 franchi e 800/1’000 nei campi a tempo determinato per domiciliati e 1’500 per non domiciliati, oppure 1’600/2’000 per tombe doppie di domiciliati; i loculi cinerari sono in linea con le nuove cifre. Anche

Monte Carasso (1992) deve mettere in conto tasse più alte di 100/300 franchi o anche di più, visto che oggi per i loculi cinerari di domiciliati non si preleva alcuna tassa. Assai stringato il regolamento di

Pianezzo risalente al 2004: le cifre somigliano a quelle nuove, ma nella distinzione fra categorie di defunti figurano le “persone strettamente legate a Pianezzo, a giudizio del Municipio”. Il regolamento di Preonzo, datato 1987, ha pure cifre analoghe ma per le tombe di famiglia (massimo tre persone) chiede 2’000 franchi per ciascuna salma e 4’000 per ciascuna salma in quella da sei. Buone notizie a Sant’Antonio, dove la concessione ventennale di una tomba semplice costa oggi mille franchi per domiciliati e 2’500 per non domiciliati (le doppie rispettivamente 2’000 e 5’000) con impossibilità di rinnovare per altri vent’anni; mentre i loculi cinerari per non domiciliati costano fino a 1’500 franchi. In linea infine con le nuove cifre le vecchie disposizioni di Sementina, dov’è però oggi possibile aggiungere urne cinerarie sopra le salme. A seconda del quartiere vi saranno quindi balzelli o sgravi, come successo con parecchi altri servizi comunali nel frattempo aggregati quali acqua potabile, canalizzazioni, raccolta rifiuti, tasse di cancelleria, naturalizzazione, licenze edilizie, corrente elettrica e via elencando.

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