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Progetto Prossimità ‘pilastro di coesione’

L’approfondimento della commissione della Legislazione di Locarno sul messaggio per il rinnovo della convenzione intercomunale fino al 2029

Di Davide Martinoni

Totale e incondizionato appoggio al lavoro degli operatori di strada e al progetto di Prossimità del Locarnese viene espresso dalla commissione della Legislazione del Consiglio comunale di Locarno, chiamata a esprimersi sul rinnovo della convenzione (fino al 2029) per il consolidamento del progetto stesso a livello regionale. Per la Legislazione, “soprattutto in un periodo così precario, in cui i legami familiari sono sempre più fragili e vulnerabili e la società non è più in grado di dare certezze, la presenza sul nostro territorio di un servizio di accompagnamento e di sostegno a favore dei giovani costituisce un pilastro fondamentale per la coesione sociale, nonché un punto di riferimento essenziale per il benessere, la crescita e l’integrazione dei giovani nella nostra comunità”.

Raccordo e mediazione fra giovani e mondo adulto

Nel loro rapporto le relatrici Rosanna Camponovo e Mariachiara Cotti fanno riferimento non solo all’audizione della capodicastero Socialità e Giovani, Nancy Lunghi, e della coordinatrice dei Servizi sociali Michela Piffaretti, ma anche all’incontro con gli operatori di prossimità “per capire meglio il tipo di lavoro che svolgono” e il direttore della Fondazione Il Gabbiano Edo Carrasco. A questo proposito viene ricordato che il “servizio si rivolge in particolare alla popolazione giovanile tra i 12 e i 30 anni sul territorio regionale dei Comuni del Locarnese che hanno aderito alla Convenzione. L’operatore di prossimità opera in contesti informali e il suo intervento tende a favorire la promozione delle culture giovanili, attraverso attività di animazione socioculturale. Il servizio si propone anche di svolgere una funzione di raccordo e mediazione tra la popolazione giovanile e le figure chiave che accompagnano il loro percorso di crescita. Il lavoro si svolge in prevalenza fuori orario e fuori ufficio nei momenti in cui i ragazzi si ritrovano tra loro. La presenza degli operatori in fasce orarie serali può aiutare a evitare potenziali situazioni di rischio”.

Conoscere e creare fiducia

Il servizio si svolge sul territorio “con l’obiettivo di conoscere i giovani, diventare per loro figure di fiducia e di riferimento per scoprire e valorizzare le loro competenze”; poi c’è “l’attività di animazione socioculturale, con cui si vuole favorire l’inclusione e la partecipazione dei giovani a progetti concreti, che partono generalmente da loro idee”. I progetti individuali si avviano su richiesta dei giovani, per “aiutarli ad affrontare piccole e grandi difficoltà nel loro percorso di vita” e in più c’è un lavoro di rete che consiste nella “costruzione di un sistema di contatti con professionisti che lavorano sul territorio, come ad esempio scuole, polizia, politici, alfine di creare una buona collaborazione nel comprendere le necessità dei giovani e poterli sostenere efficacemente”.

Consapevolezza e ricerca di senso

Scopo degli operatori di prossimità (che lavorano con tutti i giovani, non solo con quelli “problematici”) è “dare una mano al singolo ragazzo, essere presenti sul territorio, pronti all’ascolto e mediare nelle varie situazioni, per trovare soluzioni”. Essi “non sono né poliziotti, né animatori; cercano di creare dei contatti tra le varie entità che operano e vivono nel nostro territorio, per aiutare i giovani a sentire il proprio valore e a trovare un senso e la propria strada nella vita. È importante sottolineare che non fanno nulla senza l’accordo del giovane. Per questo è essenziale stabilire una relazione basata sulla fiducia”. Contrariamente a quanto succede a Lugano e Bellinzona, ma in linea con Mendrisio, la Prossimità nel Locarnese ha valenza regionale e oggi coinvolge 13 Comuni. La Legislazione rileva che dagli stessi operatori è emerso l’auspicio di un potenziamento delle risorse, anche considerato che “in proporzione al numero di abitanti Lugano ha il doppio di operatori”. Inoltre, “sarebbe anche auspicabile creare più posti dove i giovani possono incontrarsi. Infatti, avere spazi di incontro facilita il dialogo con i giovani e l’elaborazione di progetti creativi che uniscono, valorizzano e creano solidarietà”.

Fra gli esempi viene citato il progetto (in “prima” ticinese) Piazza in Comune, “salotto urbano” presente in Largo Zorzi fino a fine maggio, che è “uno spazio in continua trasformazione con programmazione mensile, un luogo costruito assieme, comunitario, sicuro e dinamico”, in cui vengono sviluppate delle attività “supportando le idee dei giovani”. Importante anche la presenza in zona Stazione, dove i giovani sono stati presentati agli operatori dalla polizia stessa.

LOCARNO E VALLI

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2026-05-07T07:00:00.0000000Z

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https://epaper.laregione.ch/article/281668261593483

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