No a 8 settimane di vacanza per i tirocinanti della Città
La mozione presentata da Martino Colombo e Matteo Pronzini (Mps) è stata respinta dal Consiglio comunale con 29 contrari, 22 favorevoli e un’astensione
Di Fabio Barenco
Gli apprendisti assunti dalla Città di Bellinzona (non) avranno 8 settimane di vacanza, come chiesto da una mozione presentata da Martino Colombo e Matteo Pronzini (Mps). Sarebbe «un investimento per il Comune», ha affermato Martino Colombo. Potrebbe permettere di «evitare che gli apprendisti siano assenti perché esausti. Se fossero più riposati sarebbero inoltre meno inclini a errori. E, non da ultimo, un apprendista motivato impara più in fretta». Nella sua seduta di ieri sera il Consiglio comunale ha però respinto con 29 voti contrari, 22 favorevoli e 1 astensione l’atto parlamentare.
Mozione che ha effettivamente generato dibattito, visti i rapporti di maggioranza – che raccomandava, unitamente al Municipio, di respingerla – e minoranza – che invitava ad accoglierla – della Commissione della legislazione. La maggioranza dei commissari (sei, di cui due avevano firmato il rapporto con riserva) ha ribadito che in sostanza le condizioni attuali sono adeguate: 5 settimane di vacanza fino ai 20 anni di età ai quali si aggiungono fino a 10 giorni lavorativi di congedo pagato per la preparazione agli esami finali di tirocinio. «Piuttosto servirebbero interventi mirati quali sostegno formativo, tutoraggio, flessibilità nella preparazione degli esami e accompagnamento psico-pedagogico», ha affermato la relatrice Nadia Bianchi (Plr). Inoltre l’introduzione di 8 settimane solo per gli apprendisti assunti dalla Città, dagli Enti autonomi, così come per i giovani occupati in stage formativi «creerebbe una marcata differenza rispetto agli apprendisti del settore privato». Una disparità che rischierebbe di «generare distorsioni nel mercato del lavoro». Si tratta dunque di «una misura inadeguata e sproporzionata». Sulla stessa lunghezza d’onda il Municipio: ricordiamo che nelle sue osservazioni relative alla mozione aveva indicato che da anni all’interno dell’Amministrazione comunale nell’ambito della formazione degli apprendisti, oltre alle attività operative e formative direttamente connesse al contesto lavorativo, vengono promossi e attuati specifici momenti formativi e di accompagnamento, in particolare con il coinvolgimento del Settore Risorse umane, allo scopo di sostenere i giovani nel loro percorso e favorirne la crescita professionale. E se proprio si volessero modificare le regole, bisognerebbe farlo per tutti e quindi a livello federale. Evidentemente non erano di tale avviso né i mozionanti né la minoranza della Legislazione – tre consiglieri, di cui i due co-relatori Elisa Chiapuzzi (Verdi/Fa) e Alessandro Lucchini (Unità di sinistra) –, preoccupati per il benessere dei giovani. Hanno infatti ricordato che vi sono studi che mostrano come circa due giovani su tre abbiano vissuto difficoltà psicologiche durante l’apprendistato. La proposta andava quindi letta come una misura di prevenzione e promozione della salute, nonché di rafforzamento della formazione professionale. Infatti i tirocinanti «non sono lavoratori ordinari: vivono una condizione specifica, caratterizzata dalla contemporanea presenza di attività lavorativa, formazione scolastica, corsi interaziendali e studio individuale», ha sottolineato Elisa Chiapuzzi. E in questo contesto «la questione del tempo di recupero assume un ruolo centrale». Insomma, «non stiamo discutendo di un privilegio o di concedere un vantaggio ingiustificato, ma di come accompagnare i giovani in un periodo complicato della propria vita», ha affermato invano.
Bocciata mozione per più servizi scolastici
Niente da fare pure per un’altra mozione dell’Mps, presentata nel 2022 da Matteo Pronzini, Angelica Lepori e Giuseppe Sergi. Mozione che in sostanza chiedeva di introdurre nel Regolamento comunale che i servizi scolastici (mense, doposcuola e biblioteche) debbano essere garantiti in tutti i quartieri, che vengano garantite sedi di scuole dell’infanzia ed elementari su tutto il territorio comunale e una limitazione del numero massimo di allievi per sezione degli asili (18) e classi delle Elementari (20). La maggioranza dei consiglieri comunali ha però ritenuto che diversi di questi aspetti risultano già attuati, parzialmente applicati o in corso di attuazione da parte del Municipio. E la mozione è quindi stata respinta con 31 no, 19 sì e 2 astensioni.
Via libera a Palazzo civico e chiesa Collegiata più accessibili
Accolti invece all’unanimità il credito di 1,285 milioni di franchi per rendere Palazzo civico maggiormente accessibile alle persone con disabilità o con difficoltà motorie e il credito suppletorio di 100mila franchi per eliminare le barriere architettoniche alla chiesa Collegiata. Nel primo caso – l’inizio del cantiere è previsto per il primo trimestre 2027 – si prevede un nuovo vano ascensore, l’installazione di una piattaforma elevatrice per raggiungere il livello del porticato della corte del secondo piano e l’adeguamento dei servizi igienici al piano terreno alle persone con disabilità. Malgrado questi interventi, alcuni locali al piano cantina e nel sottotetto rimarranno non accessibili a persone in sedia a rotelle. In questo contesto la Commissione dell’edilizia – relatrice Nadia Holenstein Notari (Unità di sinistra) – ha suggerito di installare una rampa amovibile per accedere al piano cantina. Per quanto riguarda la Collegiata, il credito suppletorio (che va ad aggiungersi ai 260mila franchi già approvati) servirà a realizzare una piattaforma elevatrice all’interno del cavedio tra la chiesa e un edificio vicino che permetterà il raggiungimento del sagrato, così come una piattaforma traslatrice che da questo livello porterà al livello della navata. L’inizio del cantiere è previsto per l’ultimo trimestre del 2026. I commissari hanno ritenuto che gli interventi proposti siano fondamentali per garantire il diritto costituzionale di accesso agli spazi pubblici a tutti i cittadini, rispettando al contempo il valore storico-architettonico degli edifici coinvolti. Approvato anche all’unanimità il credito di 335mila franchi per realizzare una vasca antincendio per grandi elicotteri al Piano dei Cavalli (Camorino). Vasca che permetterà di potenziare la capacità d’intervento in caso di incendi boschivi, sempre più frequenti sia in estate, sia in inverno. I lavori dovrebbero iniziare tra fine 2026 e inizio 2027, con una durata di circa 3 mesi.
Luce verde al consuntivo dell’Ente Carasc
Qualche discussione l’ha invece generata il consuntivo dell’Ente autonomo Carasc (disavanzo di 14’600 franchi). In questo caso la Gestione – relatore Brenno Martignoni Polti (Avanti/Più Donne/Noce) – ha fatto notare che non si hanno ancora indicazioni sull’implementazione dell’emendamento approvato dallo stesso plenum nel settembre 2024 che chiedeva di “presentare entro sei mesi dall’approvazione dell’emendamento più scenari strategici strutturati che permettano di far crescere e rafforzare l’attuale ente anche mediante l’ampliamento delle zone di competenza e dei compiti oppure che portino alla costituzione di una realtà totalmente nuova, ai fini di disporre di una politica dello sviluppo e della valorizzazione dell’intero territorio comunale”. Plenum che pure in questa occasione non ha ancora ottenuto risposta. Tuttavia, il consuntivo è stato approvato con 43 sì, 5 no e 6 astensioni.
BELLINZONA E VALLI
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2026-06-17T07:00:00.0000000Z
2026-06-17T07:00:00.0000000Z
https://epaper.laregione.ch/article/281668261677079
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