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Lido San Domenico, due concorsi pubblici

Cambierà volto la struttura balneare di Gandria. La Città indirà un bando sia per la gerenza che per un possibile partenariato pubblico-privato

Di Alfonso Reggiani

Un concorso pubblico per la futura gestione del Lido San Domenico (LSD). Anzi due. È destinata a cambiare volto, oltre che gerenza, la struttura balneare di Gandria. In che modo è ancora da definire. Però, la decisione di massima è stata adottata dal Municipio di Lugano nella seduta di giovedì scorso. I dettagli dei due bandi, con le varie condizioni e clausole non sono ancora stati precisati né messi nero su bianco. Il dado è tratto e, in sostanza, la delibera conferma quanto emerso due anni fa, quando l’Esecutivo cittadino decise di rinnovare il contratto in essere con gli attuali gestori, per due stagioni.

Le proteste dell’estate 2024

Un paio di mesi prima emerse la volontà della Città di trasformare il lido. Una necessità inderogabile per adeguare l’edificio alle norme della Legge sugli esercizi alberghieri e sulla ristorazione (Lear), che entrò in vigore il 15 giugno 2023 e in vista della scadenza (fine di questo mese di luglio) della proroga straordinaria di tre anni per mettersi in regola con le nuove autorizzazioni e requisiti strutturali. Inoltre, dopo dieci anni di attività di gestione apprezzata da parte della famiglia Hofmann al Municipio era parso opportuno (anche sulla scorta di un parere esterno) rivedere concessioni di questo genere affinché potesse iniziare un nuovo ciclo. L’ipotesi che la gerenza finisse al termine della stagione 2024, come si ricorderà scatenò la protesta degli avventori, venne lanciata una petizione che raccolse oltre seimila firme e la questione assunse una dimensione politica che si tradusse in un’interrogazione interpartitica. A difesa dei gestori, si schierarono pure l’ex consigliere federale Alain Berset e Daniele Finzi Pasca. Tanto che, come detto il Municipio prolungò il contratto con la gerenza.

Per un esercizio pubblico tutto l’anno

Al termine di questa stagione bisognerà mettere mano alla struttura balneare, ci spiega il titolare del Dicastero immobili di Lugano Raoul Ghisletta: «Il Municipio ha pensato a due bandi di concorso. Uno sarà incentrato sul possibile partenariato pubblico-privato, dovrebbe avere una durata di diversi anni, tipo una decina per cercare un investitore interessato a partecipare ai costi del risanamento del lido». La Città, conferma il vicesindaco di Lugano Roberto Badaracco vuole trasformare il Lido San Domenico in esercizio pubblico a tutti gli effetti, con la possibilità di servire pasti di cucina calda e in grado di funzionare in maniera autonoma per tutto l’anno, anche quando la balneazione non è praticabile». Il secondo bando di concorso, invece, sarà indetto per la sola gerenza, con un contratto di durata più breve rispetto al primo concorso. In questo caso, le spese per la ristrutturazione sarebbero a carico della Città. «Abbiamo calcolato che un credito d’investimento del Municipio di circa 250mila franchi dovrebbe bastare, quindi non servirebbe nemmeno il via libera del Consiglio comunale», informa Badaracco, secondo cui, il lido diventerebbe un luogo più attrattivo anche quando non si fa il bagno. La scelta di fare due concorsi è dettata dalla volontà di tastare l’interesse: «Dovremo essere chiari per evitare confusioni. I concorrenti dovranno sapere che il Municipio si riserva di valutare e di scegliere sulla base delle proposte che riceverà. Uno dei due concorsi potrà in seguito essere annullato».

Riva Caccia, futuro da valutare

In base all’esito di una recente perizia ordinata dal Municipio, il bagno pubblico Riva Caccia ha dimostrato che per il momento la struttura è stabile e non ci sono pericoli. «Il futuro è tutto da valutare, il contratto con i gestori durerà ancora qualche anno, ma prima o poi bisognerà stabilire come procedere, si potrebbe fare lo stesso ragionamento fatto per il Lido San Domenico, ossia procedere con un doppio concorso, oppure solo un bando per investitori», osserva il vicesindaco. Anche una parte del Lido centrale potrebbe essere prossimamente ristrutturata. I lavori si concentreranno sul ristorante, che dovrà rispettare le norme antincendio volute dal Cantone dopo la tragedia di Crans Montana. Il ricorso presentato da parecchi Comuni, (Città compresa) non ha ottenuto l’effetto sospensivo, per cui occorrerà investire. Gli interventi potrebbero cominciare alla fine di questa stagione, verso il mese di novembre. Per adeguarsi alle regole antincendio, l’impegno della Città è gravoso: dovrà provvedere all’analisi di oltre 4mila stabili, chiedendo la documentazione ai privati.

LUGANESE / MENDRISIOTTO

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2026-07-18T07:00:00.0000000Z

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