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Centro federale d’asilo, Chiasso per ora non riapre

Mendrisiotto Regione Aperta punta sul dialogo e sui punti di incontro. Intanto, gli arrivi calano: nessuna data di riapertura per il Centro di Chiasso

Di Daniela Carugati

Per via Motta non c’è ancora una data. Gli arrivi calano. E la situazione a Pasture è ‘tranquilla’. Mendrisiotto Regione Aperta: 1’772 adesioni in sei mesi.

Mendrisiotto Regione Aperta (MRA) ha ben chiaro quali sono per lei i numeri che contano. Sono quelli delle 1’772 persone che da gennaio a giugno hanno preso parte alle sue attività, dentro e fuori le mura del Centro federale d’asilo (Cfa) di Pasture, a BalernaNovazzano. Nata con la precisa intenzione di scardinare i pregiudizi, l’Associazione crede fermamente nella pedagogia della solidarietà. Anche perché certe paure – come quella dell’altro – sono dure a morire. I volontari di MRA lo toccano con mano nella quotidianità di questo territorio. Anche se in questi mesi la cosiddetta pressione migratoria si è assai allentata, come restituiscono – a proposito di cifre – le statistiche della Segreteria di Stato della migrazione (Sem) e dell’Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini (Udsc): in calo le domande d’asilo, in calo (o comunque altalenanti) i soggiorni irregolari.

Via Motta per ora resta chiusa

In ogni caso Mendrisiotto Regione Aperta continua, con tenacia, il suo lavoro. E insiste nel mantenere spalancata la porta del dialogo con chi – uomini, donne e ragazzi – approda, al momento, a Pasture – dove oggi alloggiano in 252 –, dopo la chiusura a metà giugno della struttura federale di via Motta a Chiasso. Una scelta, quella annunciata a maggio, dettata proprio dalla flessione delle procedure d’asilo e che ha interessato a livello nazionale sei centri. Una situazione che la Sem ha definito temporanea, ma che per ora resta tale. Sebbene permanga la possibilità, alla bisogna, di tornare a far capo allo stabile a ridosso della stazione ferroviaria. Succederà nel corso dell’estate o in autunno? Sin qui, ci fanno sapere dalla Sem, «la data di riapertura non è ancora stata definita». Certo per i richiedenti asilo adesso non sempre è agevole percorrere i due chilometri e mezzo che li separano da ‘Dagatrà’, una realtà di MRA da gennaio, divenuto nel corso dei mesi un vero e proprio punto di incontro, peraltro ben frequentato, con la gente del posto; così come sono luoghi di aggregazione pure i momenti sportivi proposti alle palestre cittadine per i giovani, anche chiassesi. Per i volontari dell’Associazione – volontari di cui vi è un gran bisogno – si tratta di «una bellissima esperienza», come ribadito nei giorni scorsi in occasione dell’assemblea organizzata a Balerna e alla quale ha partecipato la presidente del Gran consiglio Daria Lepori. Una iniziativa, quella di ‘Dagatrà’, che si sta pensando di replicare pure la sera, forze permettendo, e che è parte di una costellazione di proposte capaci di fare la differenza nella vita dei richiedenti l’asilo, come testimonia chi dà una mano a Mendrisiotto Regione Aperta.

Si lascia via Porta-via Comacini

Ha spiazzato, quindi, sapere che la Segreteria di Stato della migrazione ha deciso di dare la disdetta, a partire dal 2027, per gli spazi di via Porta-via Comacini a Chiasso. Quali sono le ragioni?, abbiamo, quindi, chiesto alla Sem. Ma soprattutto, per le attività che vi venivano svolte ci si appoggerà ad altre soluzioni logistiche? «Gli spazi di via Porta-via Comacini erano stati presi in affitto per la gestione della crisi ucraina, che non è più delegata alla Regione Ticino e Svizzera centrale. I locali sono attualmente in uso quale uffici e locali attività. Tenuto conto della diminuzione delle domande d’asilo e viste le necessità di un corretto utilizzo del denaro pubblico, la Sem ha deciso di non prorogare il contratto d’affitto oltre la fine del 2026. Le attività che vi venivano svolte saranno integralmente spostate a Pasture dépendance (il vecchio edificio di Pasture, ndr)». La continuità, comunque, è garantita. Ed è ciò che conta agli occhi di MRA. Allo stesso modo è incoraggiante per i volontari constatare che Pasture si è aperto alla società civile e al mondo dell’associazionismo. È il caso, di recente, di ‘Save The Children’, organizzazione indipendente leader sul fronte dei diritti dell’infanzia. Ci siamo chiesti come si concretizzerà questa intesa. «Gli operatori dell’assistenza stanno collaborando direttamente con ‘Save The Children’ per l’ottimizzazione di uno spazio dedicato ai bambini», ci è stato risposto dalla Sem. Del resto, per MRA è questa la strada da percorrere. Tant’è che si sta cercando di realizzare una mappa con cui permettere ai richiedenti l’asilo di orientarsi sul territorio, trovando l’interesse di Supsi e Accademia di architettura.

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