‘Vivamente sconsigliato passare dal ghiacciaio’
Ciril Noto, guardiano dell’omonima capanna dell’Utoe: ‘La mancanza di neve e la roccia instabile rendono l’ascesa pericolosa. Più sicura la Via Malvaglia’
Di Fabio Barenco
È noto che andare in montagna può anche essere pericoloso. Per questo motivo è molto importante pianificare in modo scrupoloso il tragitto, informandosi su piattaforme specializzate, ma pure richiedendo indicazioni a persone esperte e competenti. Fra queste vi sono anche i guardiani delle capanne alpine, come Ciril Noto della capanna Adula dell’Utoe, in Valle di Blenio. Adula dove domenica mattina la Rega è dovuta intervenire per trarre in salvo tre persone rimaste ferite a seguito di una caduta di sassi. «Al momento il tragitto più sicuro da percorrere per raggiungere la vetta è la Via Malvaglia», sottolinea Noto a ‘laRegione’, precisando che «la Via Normale che passa dal ghiacciaio è fortemente sconsigliata, perché più pericolosa». Raccomandazioni che vengono «condivise con tutti coloro che sostano in capanna».
Due feriti leggeri e uno di media entità
Malgrado le raccomandazioni, domenica mattina quattro uomini, che avevano pernottato proprio nella capanna Adula dell’Utoe a 2’393 metri di quota, hanno deciso di raggiungere la vetta della cima più alta del Ticino (3’402 metri) proprio passando dalla Via Normale. “Facevano parte di un gruppo composto da diversi scalatori, organizzati in due cordate di quattro persone ciascuna”, ha precisato la Rega in un comunicato diramato ieri. “Poco dopo le otto, durante l’ascesa e dopo aver superato le lingue di ghiaccio, a un’altitudine di circa 3’200 metri, una scarica di sassi si è improvvisamente staccata sopra di loro, colpendone tre e provocando loro delle ferite”. I compagni di scalata hanno quindi immediatamente allertato la Rega: l’equipaggio della base operativa di Locarno è così giunto sul posto e ha localizzato gli scalatori grazie a un rapido volo di ricognizione. L’elicottero, in volo stazionario, ha poi depositato dapprima un cosiddetto ‘soccorritore specialista elicottero’ del Soccorso alpino svizzero – prelevato durante il volo verso il luogo dell’intervento – e successivamente il medico. Soccorritori che hanno constatato ferite leggere per due uomini e ferite di media entità per un terzo scalatore. Considerate le loro condizioni, l’equipaggio locarnese ha chiesto il supporto dell’equipaggio della base Rega di Erstfeld “per velocizzare l’evacuazione dei pazienti e il loro trasporto rapido in ospedale”.
Alte temperature problematiche
La scarica di sassi che ha investito gli scalatori è stata verosimilmente dovuta allo scioglimento e al conseguente ritiro del ghiacciaio presente sull’Adula: infatti la roccia che in questi casi viene alla luce è particolarmente instabile. A questo proposito Ciril Noto, in base alla sua esperienza, sottolinea che la caduta di sassi può essere problematica pure quando non colpisce direttamente qualcuno: «Sassi, anche piccoli, che passano accanto a una persona a una velocità elevata, possono provocare uno spavento e sconcentrare l’alpinista». Sconcentrazione che non è certamente ideale in luoghi impervi, anche per scalatori esperti. Il guardiano della capanna segnala inoltre un’ulteriore difficoltà legata al ghiacciaio: «L’inverno scorso ha nevicato molto poco e di conseguenza, complici anche le alte temperature, la neve è venuta a mancare molto presto durante la stagione. Nel caso in cui si scegliesse la Via Normale, bisognerebbe dunque transitare sul ghiaccio che, rispetto alla neve, è molto più scivoloso».
‘Fondamentale pianificare e informarsi’
Per questi motivi Noto sconsiglia vivamente di raggiungere la vetta passando dal ghiacciaio. L’alternativa è la cosiddetta Via Malvaglia, un tracciato che transita su roccia più solida e meno instabile. «Al momento è la via più sicura». In ogni caso anche su questo tracciato «vi sono punti esposti che richiedono una buona esperienza nelle pratiche dell’alpinismo». Secondo la scala di difficoltà per ascensioni alpinistiche del Club alpino svizzero (Cas), entrambi gli itinerari sono valutati di grado Pd, il secondo grado di difficoltà su sette. Su roccia ciò significa: “Terreno di marcia perlopiù facile, necessario passo sicuro, brevi e semplici passaggi d’arrampicata”. Mentre nel caso di nevaio o ghiacciaio: “In generale pendii poco ripidi, eventuali passaggi più inclinati, pochi crepacci”. Resta il fatto che si tratta, appunto, di itinerari alpinistici che necessitano di «formazione, esperienza e attrezzatura adeguate». In ogni caso resta «fondamentale pianificare l’escursione per tempo, chiedendo anche consiglio a guide alpine o ai guardiani delle capanne».
Importante saper prendere decisioni sul posto
A questo proposito, su queste colonne, Francesco Pellanda, guida alpina e responsabile tecnico della Federazione alpinistica ticinese (Fat), aveva indicato che prima di partire è infatti necessario studiare l’itinerario, controllare le previsioni meteorologiche, valutare la preparazione dei compagni e informarsi sullo stato dei sentieri. “Ma è altrettanto importante saper prendere decisioni sul posto”, aveva sottolineato. “Se un tratto è franato o le condizioni non sono quelle previste, bisogna essere anche pronti a tornare indietro. Rinunciare, in montagna, è spesso la scelta più sicura. In altri casi si può valutare un percorso alternativo, purché sia realmente più sicuro”.
Mantenere aggiornate le competenze personali
Da parte sua il Cas aveva recentemente indicato che le temperature eccezionalmente elevate di questa estate stanno modificando le condizioni dei percorsi in alta quota, rendendo alcune escursioni più insidiose del previsto. In particolare in alcune regioni è aumentato il rischio di caduta massi. Inoltre determinati tratti di terreno possono risultare instabili. In questo contesto, in alcuni casi, le ascensioni lungo le creste o le vie di arrampicata esclusivamente su roccia offrono condizioni migliori rispetto agli itinerari su ghiacciaio. Non da ultimo il Cas raccomanda di mantenere aggiornate le proprie competenze attraverso corsi di formazione e perfezionamento. Chi ha poca esperienza in alta montagna dovrebbe invece affidarsi a una guida alpina o partecipare a escursioni organizzate da esperti.
Scegliere l’itinerario in base alle proprie capacità
In questo contesto ricordiamo che, secondo l’Ufficio prevenzione infortuni (Upi), quasi un terzo degli escursionisti sottovaluta la pericolosità del terreno, trascurando aspetti come la presenza di tratti esposti e la stabilità del fondo. Inoltre, a essere spesso pure sottovalutata è la propria tolleranza alle vertigini, così come quella dei compagni di escursione: paura e insicurezza possono compromettere la capacità di prendere decisioni e aumentare il rischio di incidenti. Di conseguenza l’Upi sottolinea che la sicurezza passa innanzitutto dalla scelta di itinerari adeguati alle proprie capacità.
BELLINZONA E VALLI
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2026-08-18T07:00:00.0000000Z
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