Tiziana Zaninelli rettrice del Papio
Svolta storica per il collegio diocesano: l’attuale capa della Sezione dell’insegnamento medio diventerà la prima donna in assoluto nominata al vertice
Di Davide Martinoni
Il Collegio Papio ha scelto il nuovo rettore; anzi, la nuova rettrice. Si tratta di Tiziana Zaninelli, capo della Sezione dell’insegnamento medio (che continuerà a condurre nei prossimi mesi fino al pensionamento), ex municipale Ppd e vicesindaca di Locarno per un decennio dall’inizio degli anni 2000. L’iter che porta alla nomina formale è attualmente in corso, ma stando a nostre informazioni si esaurirà entro fine mese. Zaninelli dovrebbe entrare in carica all’inizio del 2027, rilevando così, nell’improbo compito di risollevare le sorti della scuola, il rettore a interim e presidente del Consiglio di Fondazione Albino Zgraggen, chiamato al capezzale del collegio dall’amministratore apostolico Alain de Raemy.
Conoscitrice del mondo scolastico
Zaninelli è dunque la persona considerata in grado di fare la differenza e invertire la tendenza al ribasso (quanto ad allievi) che da anni mina la stabilità economica del Collegio. Profonda conoscitrice del mondo della scuola ticinese e della realtà locarnese, istituzionalmente molto attiva a più livelli, Zaninelli è emersa dal lotto dei pretendenti a una poltrona che in realtà, in questo momento, è più chiodata che accogliente; poltrona che se potesse parlare racconterebbe delle molte peripezie succedutesi attorno a lei a partire dal giorno del pensionamento di don Patrizio Foletti.
La scommessa Boas Erez
Accettata dalla Curia l’opzione del profilo laico, il primo nome messo in relazione con il Papio dopo la partenza di don Foletti era stato quello di Boas Erez, professore universitario che oltretutto è anche uomo di sinistra. Dopo un lungo corteggiamento, tuttavia, Erez era stato scartato dal vescovo – secondo la versione diocesana – perché volendo mantenere la sua cattedra di Matematica all’Usi non avrebbe potuto garantire una presenza paragonabile a quella del suo predecessore.
Sei mesi con Pablé e l’allontanamento di Lombardi
Non meglio era andata, a conti fatti, con la scelta operata in seguito dal Consiglio di Fondazione: quella di nominare Adrian Pablé, classe ’71, laureato e dottorato all’Università di Zurigo in filologia inglese e italiana. Entrato in carica il 1° luglio del ’25, aveva resistito per 6 mesi, fino alla comunicazione dell’accordo consensuale raggiunto con il Collegio di rinunciare all’incarico. Alla base della separazione, secondo quanto riferito a suo tempo da Zgraggen, il fatto che Pablé «non era la persona giusta al posto giusto, in questo momento». Già in quel caso, come poi ribadito a più riprese in seguito, Zgraggen aveva puntato il dito sul Consiglio di Fondazione precedente, che a Pablé non avrebbe indicato con sufficiente chiarezza quanto ci sarebbe stato da fare per tentare di salvare il Papio. Non è un caso che a cavallo della breve esperienza con Pablé era intervenuta la Diocesi con un ampio rinnovo del Consiglio di Fondazione; cambiamento alla radice che voleva rappresentare una cesura con il passato e con le presunte responsabilità dei vertici della scuola per la situazione di difficoltà in cui versa il Collegio. Infatti, il primo e più eccellente epurato era stato Filippo Lombardi, anima storica del Collegio e presidente del Consiglio di Fondazione da quasi 20 anni. Nel consiglio era entrata una personalità come Mauro Dell’Ambrogio, ma l’uomo forte, in questi mesi, è stato Zgraggen, decisionista come il ruolo richiede e impegnato su tutti i fronti possibili.
I licenziamenti di giugno
L’ultimo episodio di una vicenda complicata e dolorosa per tutti – e ulteriormente aggravata dal caso dell’ex cappellano don Leo, condannato per reati sessuali su minori – risale alla fine dello scorso mese di giugno, quando «per contenere il forte disavanzo strutturale», come aveva sottolineato Zgraggen, erano state licenziate cinque persone attive in refezione, segretariato, logistica e internato.
In precedenza erano state applicate misure di contenimento dei costi rivelatesi, purtroppo, insufficienti.
LOCARNO E VALLI
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2026-08-21T07:00:00.0000000Z
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