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Diluire la pipì dei cani: ‘Richiesta ragionevole’

Il municipale Matteo Rampazzi risponde ai commenti social (e non sono solo critiche) sull’introduzione dell’obbligo della bottiglietta d’acqua

Di Serse Forni

L’obbligo di diluire la pipì dei cani – e quindi di portare con sé una bottiglietta d’acqua – introdotto nei giorni scorsi dal Comune di Ascona ha suscitato non poche reazioni. Sui social è apparsa una ridda di voci e pensieri. Alcuni hanno lodato l’iniziativa (“Buona idea, era ora”), altri hanno ironizzato (“Trattandosi di Ascona la bottiglietta d’acqua dev’essere una Perrier? E magari con la scorzetta di limone?”). Critiche e domande (alcune giunte anche telefonicamente alla nostra redazione), che abbiamo girato al municipale Matteo Rampazzi, capo del dicastero Polizia.

L’ordinanza è precisa per quanto riguarda gli escrementi, da raccogliere con i sacchetti che vanno poi gettati negli appositi contenitori o nei cestini. Più vago il concetto legato alla diluizione della pipì: l’operazione va fatta immediatamente, ma con quale percentuale d’acqua? Chi possiede un animale di grossa taglia deve portarsi appresso una tanica?

Ho letto anch’io diversi commenti sui social, alcuni ironici e divertenti. Rassicuro subito tutti: non sussisterà alcun obbligo di avere una bottiglia d’acqua “firmata” o con la scorzetta di limone, né servirà una tanica per i cani di grossa taglia. La scelta del Municipio di introdurre la nuova norma è dovuta alle numerose lamentele degli abitanti del nucleo e delle zone adiacenti nelle quali, complice la persistente siccità, la calura e la conformazione del centro, la situazione stava diventando insostenibile, sia da un punto di vista igienico che di decoro e di odore. Il termine diluizione è volutamente vago perché si vogliono responsabilizzare i proprietari sul fatto che la pipì non scompare da sola quando evapora ma, semplicemente versando un po’ d’acqua subito, si riduce la sporcizia e si mitiga l’odore. Si tratta principalmente di sciacquare le superfici porose (muri, elementi in granito, fioriere e giardini), non certo di allagare le vie.

La multa minima per chi non raccoglie le deiezioni, specifica l’ordinanza, è di 250 franchi. Non c’è nulla, invece, per chi non annacqua la pipì. A quanto ammonta?

Proprio perché non si tratta di un’operazione “per fare cassetta”, non abbiamo ancora deciso l’ammontare della sanzione. In prima battuta si tratterà di fare sensibilizzazione e prevenzione e solo in un secondo momento, qualora il fenomeno persista nelle sue attuali dimensioni, valuteremo la multa.

Un altro tema è legato ai numerosi turisti: come li informerete della novità?

Saranno sensibilizzati insieme ai residenti tramite avvisi sui distributori di sacchetti, sui cestini, sui canali social e sul sito web. La Polizia comunale ha inoltre predisposto un volantino informativo destinato agli alberghi, contenente le indicazioni generali, le aree di libertà per i cani e appositi codici QR per consultare i regolamenti cantonali e comunali. In molte città della Svizzera interna, pur senza ordinanze specifiche sulla pipì dei cani, vigono norme (ad esempio a Zurigo) contrarie all’imbrattamento di spazi ed edifici pubblici o privati. Per molti ospiti si tratta quindi, a mio avviso, di regole già note nelle rispettive realtà di provenienza.

La scelta del Municipio mira a migliorare ulteriormente l’immagine del borgo. Non c’è il rischio di un’operazione boomerang, visto che la misura è poco gradita a molti proprietari di cani?

La pulizia e il decoro del borgo (inserito nell’inventario Isos), la cura dei monumenti, delle carrà storiche che abbracciano i nostri vicoli con i sanpietrini, le vetrine dei negozi, gli elementi in granito, le cappelle, le terrazze e i vasi da fiori dei ristoranti in piazza, sono elementi che trarrebbero grande beneficio dalla diluizione delle deiezioni liquide. A titolo di esempio, basti pensare alla fontana dei Cisalpini, ricollocata di recente sulla facciata della chiesa dei Santi Pietro e Paolo con la sua antica vasca battesimale: vedere simili monumenti imbrattati o sentire cattivi odori per le stradine è un vero dispiacere.

La tassa per i proprietari di cani ad Ascona è passata dai 70 franchi del 2025 ai 115 del 2026 (l’importo è comprensivo della quota di 40 franchi di spettanza cantonale e di 25 franchi in favore del Fondo soccorso animali). Nel borgo i cani sono circa 350 e al Comune restano oltre 17mila franchi. Non è pensabile usarne una parte per creare delle toilette, tipo ToiToi, per i cani?

Il Municipio ha dovuto ritoccare la tassa per salvaguardare la propria quota a seguito dell’introduzione dei prelievi cantonali. I proventi comunali, rimasti invariati, coprono le spese amministrative (come la registrazione dei cani, la manutenzione del database aggiornato), la manutenzione dei cestini e le prestazioni veterinarie per gli animali smarriti o ritrovati. Sulle toilette per cani: il fenomeno interessa in massima parte il nucleo storico. Ritengo che disseminare simili strutture nel borgo o sul territorio, per quanto suggestivo sulla carta, non offrirebbe un’immagine decorosa, oltre a comportare rilevanti costi di gestione e pulizia. Facendo un calcolo indicativo, sui 350 cani registrati (esclusi quelli dei turisti) e ipotizzandone un quinto residenti nel nucleo storico, ossia 70 amici a quattro zampe, tre uscite giornaliere producono 210 deiezioni liquide quotidiane. Considerando tutti i cani come cani di taglia media, parliamo di circa 21 litri di pipì al giorno. Chiedere a ciascun proprietario un piccolo gesto a tutela degli spazi comuni mi sembra una richiesta del tutto ragionevole.

Nel maggio del 2023 vi era stata consegnata una petizione, con oltre duemila firme, per la creazione di un’area dove i cani potessero scorrazzare senza guinzaglio. Ma avete risposto picche. Ora arriva anche l’obbligo della bottiglietta. I proprietari di cani potrebbero intravvedere in tutto ciò un accanimento...

Ascona offre ampie zone verdi a due passi dal nucleo e diverse fontane per rifornirsi d’acqua e dissetare gli animali. Per esperienza diretta, complice la siccità estiva, i dog park rischiano spesso di trasformarsi in aree polverose poco gradite ai proprietari, oltre a favorire liti tra cani liberi in spazi ristretti. In estate, del resto, qualsiasi proprietario responsabile porta con sé una bottiglietta d’acqua per garantire il benessere del cane, per prevenire eventuali colpi di calore e farlo bere. Infine, a poca distanza da Ascona, sull’argine sommergibile della Maggia a Losone, è presente un ampio spazio dedicato ai nostri amici. Non credo che per i cani manchino le opportunità di svago, rinfresco e gioco. La necessità di intervenire per mitigare il problema delle deiezioni liquide, pur in presenza di numerose aree verdi, spinge a riflettere in merito al fatto che il dog park possa rappresentare una soluzione. Premesso tutto ciò, ovviamente, il Municipio è sempre attento alle esigenze di tutti e non posso quindi escludere che ritorni a chinarsi sul tema.

LOCARNO E VALLI

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