Nuova casa anziani, decisione entro fine ’27
La luce verde (o rossa) al quartiere intergenerazionale verrà accesa fra 12-14 mesi dal Consiglio comunale con il voto sulla variante di Pr
Di Davide Martinoni
Sarà il Consiglio comunale di Minusio a decidere se proseguire con il grande progetto di quartiere intergenerazionale, spostando la casa anziani (con annessi e connessi) in centro. Lo farà votando la relativa modifica di Piano regolatore. Con la luce verde si andrà avanti, con la luce rossa no. Il voto è atteso fra circa un anno, e comunque entro fine 2027.
A fare il punto dopo le recenti notizie sull’unione di intenti con Tenero-Contra in vista dell’istanza d’aggregazione, e in contemporanea rispetto all’uscita di una robusta richiesta di credito per interventi assortiti a Casa Rea (2,76 milioni), è il sindaco, Renato Mondada: «Stiamo parlando di un progetto estremamente importante, per Minusio: un progetto che stravolgerà l’urbanizzazione di un comparto delicato che ospita la casa comunale, un parcheggio, i magazzini comunali e un parco giochi. Sappiamo anche che la “Visione Minusio 2035” a questo proposito, presentata con il Piano delle opere, non fa l’unanimità: qualcuno ritiene che la casa anziani sia meglio lasciarla dov’è. Così in Municipio siamo arrivati alla conclusione che un eventuale spostamento, se ci sarà, dovrà essere avallato dal legislativo. L’occasione sarà proprio il voto sulla modifica di Pr necessaria per il cambio d’ubicazione: un momento fondamentale di confronto politico e democratico sul tema».
I movimenti sulla scacchiera
Il progetto, ricordiamo, riguarda non soltanto la dismissione di Casa Rea e il trasferimento in centro dell’istituto per anziani, ma una totale rivisitazione del comparto in questione (chiamato Parco dei Tigli), con modifiche sostanziali della topografia attuale anche in altre zone di Minusio. In breve: sull’ampio sedime centrale sorgerà un quartiere intergenerazionale sul “modello Coldrerio” con edificio amministrativo, centro intergenerazionale, autosilo interrato e piazza; nello stabile Verbano (ex Posta) traslocheranno Polizia, Arp, Ufficio
opere sociali, Giudicatura di Pace e Ufficio di conciliazione in materia di locazione; mentre i magazzini comunali, oggi situati sotto il parcheggio della casa comunale, andranno a Mappo, sul terreno adiacente il centro dialisi, unitamente all’Ufficio tecnico, all’Azienda comunale acqua potabile e a un nuovo autosilo. Il trasloco della Polizia nell’ex edificio postale permetterà inoltre di demolire l’attuale, vetusta sede di via Mezzaro e di ampliare contestualmente gli spazi esterni della Scuola dell’infanzia.
Tempi lunghi
Dall’ampiezza dell’intervento previsto al Parco dei Tigli si può desumere una tempistica da calende greche, o quasi. Infatti, continua il sindaco, «il pianificatore è stato incaricato di allestire il Piano d’indirizzo, che andrà poi al Dipartimento del territorio per esame preliminare. Seguiranno due mesi di informazione pubblica, altri due mesi per raccogliere le osservazioni dei privati, naturalmente le conclusioni municipali e il messaggio vero e proprio, che a sua volta passerà al vaglio delle commissioni e infine del legislativo. È, insomma, una procedura molto lunga»: i famosi 12-14 mesi trascorsi i quali arriverà il pollice alto o quello verso da parte del Consiglio comunale sulla variante di Pr.
Ottenuto l’avallo, aggiunge Mondada, «saranno da mettere in conto i tempi tecnici del Consiglio di Stato per l’approvazione definitiva (con cauto ottimismo, un altro anno). Quindi, dobbiamo calcolare un paio d’anni da oggi per mettersi a posto dal profilo pianificatorio. E ovviamente non sarà finita lì, perché solo allora si potrà dare il via alla procedura per il concorso di architettura, il che significa licenziare il credito per il concorso stesso, andare in legislativo, pubblicare il concorso, decretarne il vincitore, licenziare il messaggio con il credito di progettazione definitiva, tornare in Consiglio comunale, licenziare il messaggio per il credito d’opera e farselo approvare. Infine bisognerà preparare la domanda di costruzione e ottenere la licenza edilizia per poter finalmente andare in cantiere. Nel frattempo uscirà comunque il messaggio per lo spostamento dei magazzini comunali a Mappo, visto che intenzione del Municipio è in tutti i casi riqualificare il comparto in centro».
Subito l’urgenza
Per tutti questi motivi – e qui il sindaco arriva a bomba sull’importante richiesta di credito per Casa Rea – «non si poteva più tergiversare su un lotto di interventi considerati urgenti. Oltre al rifacimento della copertura (il tetto imbarca acqua) vi saranno la sostituzione delle pompe di calore, la realizzazione di un impianto fotovoltaico, l’introduzione di un sistema di deumidificazione – finalizzato a migliorare le condizioni ambientali interne e a consentire un utilizzo più efficace dell’attuale sistema di raffrescamento mediante serpentine – nonché una serie di opere di manutenzione straordinaria riguardanti le terrazze e le sistemazioni esterne». Il sindaco ammette che «in passato su determinati interventi di manutenzione straordinaria si è spesso tergiversato in funzione della prospettiva di una ristrutturazione e di un ampliamento della casa. Parlo di ciò che si pensava ormai una decina di anni fa. In seguito, procedendo con gli studi di fattibilità e verso una modifica di Piano regolatore necessaria all’ampliamento dello stabile sull’attuale sedime, si è arrivati appunto alla conclusione che la soluzione migliore sarebbe la costruzione di una nuova casa anziani. Questo, anche considerando i limiti strutturali di un’eventuale ristrutturazione dell’esistente, che non permetterebbe di attenersi agli standard moderni quanto ad esempio alle dimensioni delle camere e dei corridoi, ma anche riguardo alla tecnica».
Ma l’edificio sopravviverà
Una considerazione importante riguarda il futuro dell’edificio di Casa Rea nel caso in cui il centro anziani traslocasse altrove: «L’intenzione del Comune non è quella di abbatterla. L’edificio ha solo 36 anni e non ha nessun senso, neppure a livello di sostenibilità, prevedere una demolizione. La casa custodisce dei ricordi e ha comunque un suo pregio. Non sarà magari adeguata per trasformarsi in un centro anziani al passo con i tempi, ma può senz’altro prestarsi per altre funzioni. In questo senso, nel caso andasse in porto il progetto di centro intergenerazionale in centro paese, l’idea del Municipio è istituire un diritto di superficie con qualcuno interessato a sfruttare l’edificio, mantenendo una destinazione che abbia un valore anche per l’ente pubblico, ad esempio creando delle sinergie con il Comune o andando a coprire dei bisogni residenziali visto che abitare a Minusio, per le famiglie, diventa sempre più caro. Tutto, purché ciò non determini comunque degli oneri per il Comune, che sarebbe già confrontato con quello del centro intergenerazionale, che a quanto era stato ipotizzato a suo tempo, fra casa anziani, nuovo autosilo e altre infrastrutture necessarie al comparto, si aggirerebbe tra i 30 e i 35 milioni di franchi (al netto dei sussidi cantonali, fra i 17 e i 22 milioni a carico di Minusio per una struttura con 82 camere)».
LOCARNO E VALLI
it-ch
2026-09-18T07:00:00.0000000Z
2026-09-18T07:00:00.0000000Z
https://epaper.laregione.ch/article/281668261878143
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