laRegione

A cena con il docente tra sesso e champagne

Il 37enne respinge gli addebiti più gravi. E sostiene che quella avuta con la vittima principale fosse una relazione sentimentale. Ma l’Accusa non gli crede

Di Andrea Manna e Marino Molinaro

Sono numerosi i fatti contestati al docente della Scuola media di Giubiasco rinviato a giudizio dalla procuratrice pubblica Valentina Tuoni per reati legati alla sfera sessuale di ragazze sotto i 16 anni. Episodi, secondo la ricostruzione dell’accusa, avvenuti tra l’autunno 2024 e il marzo di quest’anno, quando per l’insegnante sono scattate le manette ed è iniziata la detenzione preventiva. Numerosi fatti commessi nell’arco di un anno e mezzo e due giovani vittime, di cui una era ancora sua allieva al momento dell’arresto, mentre l’altra aveva terminato l’anno prima le medie e ora frequenta una scuola media superiore. Entrambe le vittime sono patrocinate dal Xavier Studio Legale: una delle due, in particolare, avrebbe subìto la gran parte dei comportamenti penalmente attribuiti al docente di matematica 37enne domiciliato in Riviera. Docente ormai ex, visto che il Consiglio di Stato lo ha nel frattempo licenziato.

Violenza carnale ripetuta, coazione sessuale, atti sessuali con fanciulli, somministrazione a fanciulli di sostanze pericolose per la salute, messa a disposizione di un veicolo a motore (l’auto del docente) a un conducente privo della licenza di guida. Sono gli illeciti indicati dal comunicato stampa con cui l’altro ieri il Ministero pubblico informava dell’avvenuto deposito dell’atto d’accusa stilato dalla pp Tuoni e del rinvio a giudizio davanti a una

Corte delle Assise criminali in presenza degli assessori giurati. Ciò che per l’estrema gravità dei fatti presuppone una richiesta di pena di almeno cinque anni di carcere.

La parte preponderante dell’articolo 190

Come appreso da ‘laRegione’, stando alla tesi accusatoria l’imputazione di violenza carnale è riferita, nella forma più grave (se si considera la pena prevista) contenuta nel secondo capoverso dell’articolo 190 del Codice penale, alla maggior parte degli episodi. Il secondo capoverso è il seguente: “Chiunque costringe una persona a compiere o subire la congiunzione carnale o un atto analogo che implica una penetrazione corporale, segnatamente usando minaccia o violenza, esercitando pressioni psicologiche su di lei o rendendola inetta a resistere, è punito con una pena detentiva da uno a dieci anni”. Da nostre informazioni, si è nell’ambito delle pressioni psicologiche. Ci sono poi alcuni episodi puntuali per i quali l’accusa imputa la violenza carnale nella forma ‘più lieve’, quella contenuta nel primo capoverso del citato articolo: “Chiunque, contro la volontà di una persona, le fa compiere o subire la congiunzione carnale o un atto analogo che implica una penetrazione corporale, o a tale scopo sfrutta lo stato di choc di una persona, è punito con una pena detentiva sino a cinque anni”.

Bevande alcoliche

Ma la violenza è solo uno dei reati rimproverati all’insegnante. Come scritto, l’atto d’accusa contempla inoltre la coazione sessuale e gli atti sessuali con fanciulli. E pure la somministrazione a fanciulli di sostanze pericolose per la salute. Da quello che abbiamo appreso si tratterebbe di bevande alcoliche. Vino e champagne messi a disposizione delle vittime, in occasione di cene, da parte del docente. Il quale, patrocinato dall’avvocato Mathieu Harchaoui, respinge gli addebiti. Respingerebbe perlomeno le conseguenze giuridiche degli atti più gravi che gli vengono rimproverati. E sosterrebbe che con la vittima principale avrebbe avuto una relazione sentimentale. Tesi difensiva alla quale la procuratrice non ha creduto e non crede. La magistrata ha intanto chiesto la carcerazione di sicurezza in attesa del processo, che verrà celebrato nei prossimi mesi.

Aperta l’inchiesta disciplinare

Nel frattempo, ricordiamo, appreso giovedì del rinvio a giudizio del docente, e letti i reati imputatigli che sono assai più pesanti rispetto all’ipotesi iniziale emersa dopo l’arresto, il Consiglio di Stato ha aperto un’inchiesta disciplinare per verificare sin d’ora dal profilo amministrativo eventuali responsabili fra i dipendenti del Cantone. Ancora non si sa a chi il governo l’abbia affidata e se sia stato chiesto l’ausilio di un perito esterno. In pratica la verifica mira a capire come siano state gestite le varie segnalazioni inoltrate alla Direzione della sede scolastica sull’atteggiamento tenuto dal docente nei confronti di colleghe nell’arco dei dieci anni durante i quali ha insegnato a Giubiasco. Ripetuti comportamenti molesti e predatori, con battute a sfondo sessuale. E situazioni problematiche emerse anche durante cene e uscite di classe e d’istituto, specialmente a causa dell’abuso di alcol. Si tratta di capire se la Direzione abbia agito in modo corretto gestendo direttamente la situazione e/o segnalandola ai preposti servizi del Decs. O se vi sia stata una falla e perché.

BELLINZONA E VALLI

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2026-10-03T07:00:00.0000000Z

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