Con un piede nel passato e lo sguardo nel futuro
La Società federale di ginnastica del Borgo festeggia quest’anno il secolo di vita. Il presidente Gabriele Pedroni: ‘Sfg in salute con 300 ginnasti’
Di Sebastiano Storelli
Quando il 1° marzo 1926 Antonio Gada, Pietro Melera, Sigismondo Gaggetta, Severino Duchini, Raimondo Lavizzari e Marco Valsecchi si unirono per dare vita al primo comitato della neocostituita Società federale di ginnastica di Giubiasco, nessuno pensava che a cent’anni di distanza i loro successori si sarebbero ritrovati per festeggiare un secolo di vita. E che lo avrebbero potuto fare alla testa di una società in ottima salute. Mercoledì 18 marzo, alle 19 al garage Winteler, i festeggiamenti si apriranno con l’inaugurazione della nuova bandiera societaria. Alla quale farà seguito, da qui a fine anno, tutta una serie di appuntamenti per degnamente sottolineare lo spessore della ricorrenza.
La storia della ginnastica in Ticino è ben più vecchia. Nel 2026 l’Associazione cantonale compirà 157 anni e prima ancora erano state fondate le società di Bellinzona (165 anni), Lugano (163), Locarno (160) e Chiasso (159). Il secolo di vita della Sfg Giubiasco rimane comunque una ricorrenza da celebrare con tutti gli onori. «La ginnastica – ricorda Gabriele Pedroni, attuale presidente della Sfg Giubiasco – era nata soprattutto con scopi militari, per mantenere la condizione fisica delle giovani generazioni. Con il passare del tempo si è tramutata in una disciplina sportiva di massa, ramificandosi in numerose specialità con le quali accompagnare la vita delle persone dall’infanzia fino alla terza età».
Popolarità esplosa negli anni
Che nella nascita della ginnastica vi fosse una buona dose di nazionalismo, lo confermano anche le parole della carta fondativa della Sfg Giubiasco, redatta tra l’altro in un periodo storico molto difficile, a cavallo tra le due guerre mondiali: “Coltivare lo sviluppo fisico della gioventù del Borgo e dei dintorni, rendendo sempre più popolare l’educazione fisica, ed educando nei giovani i sentimenti di forza, coraggio e fratellanza per il bene dell’individuo e della Patria”. Sta di fatto che nel corso dei decenni la popolarità della ginnastica è letteralmente esplosa, tanto da farne la seconda federazione sportiva svizzera per numero di tesserati (363’000), dietro soltanto al calcio (520’000), ma ampiamente davanti, ad esempio, all’hockey (72’500)... «D’altra parte – prosegue Pedroni – si tratta di una disciplina alla quale chiunque si può avvicinare. A Giubiasco, ad esempio, iniziamo con i bambini di tre anni e finiamo con anziani che a 75-80 anni ancora frequentano le palestre». Spesso si pensa alla ginnastica soltanto come attività competitiva, ma il ventaglio è molto più ampio: «Per quanto ci riguarda, di competitivo abbiamo l’artistica e la ritmica che, se vogliamo, rappresentano la punta della piramide, sotto la quale, però, si estende una fitta rete di gruppi e discipline. Come molti altri sport, siamo confrontati con una società moderna fatta di traffico, stress, mille appuntamenti che possono limitare la frequenza dei più giovani in palestra. E, ulteriore fattore a nostro sfavore, la ginnastica è legata a infrastrutture che fino alle cinque di sera sono appannaggio di attività scolastiche, il che crea non pochi problemi di gestione».
Quasi 30 anni senza palestra
Quello delle infrastrutture è un tema scottante che tuttavia non ha impedito alla Sfg Giubiasco di prosperare lungo tutti i suoi cento anni di vita. Attualmente, la società giubiaschese conta una quindicina di gruppi per un totale di circa 300 ginnasti. Non male per un sodalizio che nel 1926 aveva intrapreso la sua attività senza una palestra a disposizione. Nel corso del primo anno le lezioni si erano tenute alle Acciaierie Lenz (ora Cattaneo) e, a partire dal secondo anno, nell’ex torchio comunale. In soccorso, nel 1937 era giunta la costruzione del Mercato coperto, spazio che, tuttavia, con lo scoppio della Seconda guerra mondiale era stato destinato ai militari, costringendo la Sfg Giubiasco a ripiegare sull’atrio della sala comunale. Nel 1951, finalmente, la svolta, con le prime lezioni nella nuova palestra di viale Stazione. Quattordici anni più tardi, l’inizio dell’attività anche alla palestra della sede del Palasio e dal 1975 in quella dell’attuale scuola media. «E non dimentichiamo – aggiunge Pedroni – l’incremento delle discipline sportive avvenuto negli ultimi decenni, sport spesso praticati in palestra (unihockey, basket, volley, calcetto, badminton…, ndr), il che complica considerevolmente la gestione degli impianti. Per quanto ci riguarda, le difficoltà con le quali ci confrontiamo sono legate in primo luogo alla fascia oraria, perché tutti vorrebbero avere la migliore e capisco che per il politico di turno non è evidente accontentare tutti. Per nostra fortuna, abbiamo a disposizione pure la sala multiuso di Pianezzo, che non è una vera palestra perché troppo stretta e troppo bassa, ma ci torna comunque utile per un certo tipo di esercizi. Ma i nostri allenamenti principali li teniamo nelle strutture già citate del Palasio e delle scuole medie, oltre che nella palestra del Ciossetto a Sementina. Con l’aggregazione ci siamo ritrovati una città con 21 campi da calcio – e mantenerli non è uno scherzo –, tuttavia se facciamo il calcolo delle ore trascorse in palestra da noi ginnasti, penso che non ci sia partita. Siamo nell’ordine delle 2’200 ore all’anno, sono 54-55 alla settimana, senza contare i corsi per monitori, i campi d’allenamento e altre attività varie».
Disciplina di fascino, nonostante tutto
La ginnastica, in particolare se praticata a livello competitivo, è una disciplina difficile, dura e che richiede molti sacrifici: in particolare, per chi punta a una carriera ad alto livello, comporta il trasferimento in giovane età al Centro sportivo di Macolin. Eppure, la sua popolarità è sempre all’apice. «Non è facile da spiegare, soprattutto alla luce delle molte discipline alla portata di chiunque le voglia praticare. Nello sci i tracciati sono sempre diversi, nel ciclismo si attraversano strade mai percorse, le partite di calcio o di hockey sono diverse l’una dall’altra: nella ginnastica, per contro, la parallela quella è, e lo stesso vale per gli altri attrezzi. Un’immagine non così facile da vendere, eppure… Una spiegazione sta forse nel fatto che la ginnastica rappresenta la base per qualsiasi altra disciplina: la coordinazione, l’orientamento e il controllo del proprio corpo rappresentano, fin dalla tenera età, il fondamento della ginnastica e permettono maggiore facilità nell’approccio ad altri sport».
Con l’aggregazione, a Bellinzona sono fioriti i campi da calcio, ma sono aumentate anche le società di ginnastica: «Da una a testa in quattro comuni siamo passati a quattro in una città: Bellinzona, Giubiasco, Monte Carasso e Sementina. E devo dire che la collaborazione non ne ha risentito, non c’è concorrenza se non in un contesto di sana competizione. Nel nostro sport non esiste il “cartellino”, se uno decide di emigrare in un altro sodalizio prende armi e bagagli e parte. Con Sementina, ad esempio, abbiamo creato alcuni gruppi in comune e a molte gare partecipiamo con il doppio nome. Una fusione? Non la ritengo necessaria, proprio alla luce dell’ottima collaborazione esistente e di una storia individuale che va comunque difesa e preservata». Una storia che la Sfg Giubiasco si appresta a celebrare “con un piede nel passato e lo sguardo dritto e aperto nel futuro”.
BELLINZONA E VALLI
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2026-03-06T08:00:00.0000000Z
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