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Il camping delle esagerazioni: all’Isola emersi 50 abusi edilizi

Il Patriziato ha intimato l’ordine di smantellamento

Di Marino Molinaro

Da alcune settimane è in corso un repulisti totale al camping Isola di Gudo che entro un paio d’anni, al termine di una chiusura prolungata, si presenterà completamente rinnovato. A seguito della decisione adottata lo scorso autunno dal Patriziato, proprietario del sedime, di terminare il 31 dicembre 2025 l’esperienza con l’ultimo gerente ritenendola insoddisfacente, in febbraio sono partiti gli ordini di sgombero all’indirizzo dei vari clienti fissi che avevano posato a loro spese varie infrastrutture. Parliamo di semplici roulotte a cui sono stati man mano aggiunti corpi esterni, tettoie, caminetti, pergole con tavoli di granito, fondi in piode e in lastre di cemento, baracche da giardino in legno e metallo, antenne paraboliche, costruzioni in muratura, serramenti con vetri doppi, tetti coibentati, grondaie, cappotti isolanti, docce, gabinetti, lavastoviglie e serpentine per il riscaldamento al suolo. Tutto all’apparenza carino e infatti c’è chi ha speso fino a centomila franchi per assicurarsi comfort e comodità. Ma tutto abusivo poiché posato e realizzato, specialmente da clienti confederati, al di fuori delle regole edilizie e pianificatorie. Tant’è che il nuovo Ufficio patriziale entrato in carica l’anno scorso ha considerato la situazione non più accettabile. Un quadro increscioso, finora tollerato e cresciuto a dismisura: una cinquantina le situazioni fuorilegge emerse. Entro fine aprile – questo l’ultimatum di due mesi imposto dal Patriziato facendo leva sul contratto a tempo determinato scaduto a fine 2025 – dovranno essere eliminate da chi le ha realizzate. Pena l’intervento di una ditta che si occuperebbe, a pagamento, dello sgombero forzato. Una decina di piazzuole sono state nel frattempo sistemate e riconsegnate nello stato originale, le altre lo saranno presto e in alcuni casi è stata concessa una deroga di qualche settimana vista l’impossibilità dei clienti di organizzarsi per tempo.

Riapertura prevista nel 2028 con un’offerta rinnovata

Dal canto suo il Patriziato – ci spiega il nuovo presidente Davide Antonini – intende portare a termine entro un paio d’anni il rinnovo completo dell’offerta turistica. Il bando di concorso per scegliere il futuro gerente è in fase di allestimento e sarà pubblicato nei prossimi mesi; bando che indicherà anche la necessità di presentare un progetto di rifacimento delle infrastrutture comuni – in una sola tappa e a spese del nuovo gerente – come ad esempio il blocco servizi, il negozietto, il ristorante, la reception, il parco giochi e la piscina. Un investimento importante, con la volontà peraltro di consentire anche in futuro l’accesso alla popolazione locale per quanto riguarda l’utilizzo di piscina, ristorante e negozietto. Una volta scelta la candidatura migliore si procederà l’anno prossimo con l’iter autorizzativo (domanda di costruzione in linea con la pianificazione vigente), mentre la nuova offerta dovrebbe partire nel corso del 2028 (termine indicativo). Il Patriziato sta nel frattempo valutando se mantenere o eliminare la decina di bungalow e il nuovo parco giochi installati dall’ultimo gerente. Durante l’inverno alcuni clienti, che sostavano nel camping praticamente tutto l’anno, si sono visti costretti ad acquistare generatori di corrente elettrica a benzina avendo l’Azienda multiservizi di Bellinzona tagliato l’erogazione a fronte di fatture fino ad allora mai saldate nonostante diversi solleciti. L’acqua potabile è invece tutt’oggi erogata, ma lo sarà solo sino a fine aprile. «Il nuovo Ufficio patriziale – conclude Antonini – ha imboccato una strada ben precisa per far rientrare il camping nella legalità e intendiamo percorrerla fino in fondo. L’impegno è gravoso e c’è molto da fare. Metà pagina è stata voltata, l’altra metà lo sarà speriamo presto. Siamo fiduciosi di portare a termine l’operazione con successo nei tempi previsti».

BELLINZONA E VALLI

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2026-03-17T07:00:00.0000000Z

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