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Da Airolo 1,5 milioni e su il moltiplicatore

Altro inverno in rosso per la società di gestione. Il Comune paga (anche Quinto lo farà) per scongiurare il fallimento. Il sindaco: ‘Il Cantone sostenga la strategia’

Di Marino Molinaro

Che la Valbianca Sa fosse – e sia tutt’oggi – sull’orlo del fallimento, lo dicevano durante l’inverno, e continuano a ripeterlo, più voci. In Leventina come nel resto del Ticino. Che la salute della società di gestione della stazione turistica di Airolo-Pesciüm – di proprietà comunale per l’80%, mentre l’altro 20% appartiene a Quinto – sia cagionevole lo prova infatti ancora una volta l’ultimo aiuto straordinario, l’ennesimo nell’arco di 17 anni di esistenza, che il Legislativo locale ha elargito lunedì sera a denti molto stretti votando due messaggi municipali. Dapprima un credito di 1,5 milioni quale “sostegno e risanamento finanziario” della Sa, cui si aggiunge l’aumento di 3 punti del moltiplicatore d’imposta, dall’87 al 90%, a partire dall’anno corrente. Un onere straordinario che comporterà un corrispondente impegno di Quinto, come detto a sua volta azionista di minoranza della Sa: di sicuro si parla di un contributo pari a mezzo milione di franchi che il Legislativo sarà chiamato a votare prossimamente. Quanto ad Airolo, dopo gli esercizi di capitalizzazione effettuati in passato, ora le autorità locali hanno optato per l’acquisto di alcuni scorpori di tre mappali di proprietà di Valbianca e ritenuti d’interesse comunale. Si tratta di superfici situate in prossimità della stazione di partenza: una proprio a ridosso, le altre due usate come parcheggi.

Il temuto ‘de profundis’ condiviso

Il Cc di Airolo come detto ha votato con una solida maggioranza, ossia due terzi favorevoli e un terzo fra contrari e astenuti suddivisi nei quattro partiti rappresentati. Una votazione tutt’altro che facile, giunta dopo le spiegazioni fornite dal Municipio diretto dal sindaco Oscar Wolfisberg e al termine di un dibattito durante il quale è emersa tutta la preoccupazione, sia per la stazione sciistica ed estiva in sé – la quale nonostante gli sforzi intrapresi su vari fronti non riesce a pareggiare i conti – sia per lo stato di salute delle finanze comunali, costrette a dare ancora una volta una generosa mano. Più o meno la stessa musica, che a taluni pare un ‘de profundis’, risuonante costantemente in tutti i Comuni ticinesi proprietari di impianti di risalita, come ad esempio Faido per Carì e Acquarossa per il Nara. Pure loro costantemente pressati su questo fronte, in primis a causa di inverni sempre più avari di neve e poco regolari che impongono alle società di gestione salti mortali carpiati per assicurare l’offerta e far quadrare i conti. Il tutto potendo far capo al credito quadro cantonale stanziato dal Gran Consiglio per finanziare la manutenzione degli impianti, ma non la gestione corrente né investimenti strategici.

I punti aperti e il milione di Lugano

L’aria che tirava lunedì sera in Consiglio comunale ad Airolo non era delle migliori: qualche consigliere, sentito dalla redazione, concorda sulla necessità di rivedere il sistema di aiuti cantonali, evitando di mettere in concorrenza località dell’Alto Ticino che offrono lo stesso prodotto (sciare) mentre sarebbe forse meglio diversificare l’offerta in modo più deciso. Un discorso molto delicato che tira in ballo la destagionalizzazione, o meglio l’annualizzazione dell’offerta, allargandola ai 12 mesi e non più concentrandola su pochi (inverno e/o estate). Si tratta insomma di capire come guardare al domani su basi solide, coscienti che la Valbianca Sa ha il fiato molto corto. E per di più bisogna anche capire cosa vorrà fare la Città di Lugano, che in origine aveva stanziato un prestito, esigibile, di un milione.

Le mire della Sa entro il 2030

D’altra parte, da diversi anni la Valbianca Sa ha nelle sue mire importanti investimenti, previsti nell’ottica del rinnovo della concessione federale. Come ci aveva svelato il presidente del Cda Michele Beffa in un’intervista rilasciataci nel febbraio 2024, sono necessari 15-20 milioni entro il 2030, «sia per rinnovare gli impianti di risalita che hanno ormai raggiunto un quarto di secolo di vita, sia per completare talune infrastrutture come l’innevamento programmato e l’offerta estiva; il risanamento del fondovalle e la parziale copertura dell’autostrada – ndr: possibili grazie al materiale di scavo della seconda galleria del Gottardo – permetteranno di rafforzare l’offerta turistica».

‘Facciamo sempre i compiti, per noi un passo doveroso’

Vede il bicchiere mezzo pieno il sindaco di Airolo nel commentare l’aiuto straordinario deciso da Municipio e Consiglio comunale. «Il nostro compito come Comune lo abbiamo sempre fatto e lo stiamo facendo tutt’oggi fino in fondo – commenta Oscar Wolfisberg interpellato dalla ‘Regione’ – perché crediamo profondamente nel prodotto Pesciüm, quale realtà storica e attrattiva che va a beneficio della regione e del Ticino stesso. Perciò ora, anche di fronte a importanti progetti in vista, come ad esempio il risanamento del fondovalle e Porta Gottardo che mira a collegare Airolo ad Andermatt via fune per offrire la possibilità di sciare sui due versanti del massiccio, confidiamo di poter intavolare trattative costruttive col Cantone. Vogliamo capire se si può costruire insieme una valida strategia a lungo termine, finanziariamente virtuosa nel generare ricadute concrete sul territorio». Quanto al contributo di 1,5 milioni e l’aumento della pressione fiscale, «era un doppio passo dovuto per risanare la Sa ed evitare l’avvio della procedura di fallimento. Un termine che mi piace poco, un’eventualità che sarebbe nefasta per l’alta Leventina. Perciò ripeto: noi ci siamo, lo stiamo dimostrando con i fatti, e vorremmo ricevere segnali concreti da Bellinzona». Per cominciare, «sederci a un tavolo e costruire insieme il consenso per un sostegno lungimirante a progetti e realtà per noi di vitale importanza».

BELLINZONA E VALLI

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2026-04-22T07:00:00.0000000Z

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https://epaper.laregione.ch/article/281672556530247

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