Lu…Ma, il dilemma della Foce controllata
Bottiglie vietate e accessi controllati: la risposta della Città agli eccessi divide chi chiede più sicurezza e chi teme uno spazio pubblico sempre meno libero
Di Malva Cometta Leon
Lu...Ma. La congiunzione avversativa racchiude le perplessità sorte attorno alle nuove misure introdotte a Lugano Marittima. Da un lato la necessità di garantire sicurezza dopo gli ultimi episodi di violenza giovanile e dall’altro il timore dei cittadini che uno spazio pubblico di aggregazione venga sottoposto a regole sempre più stringenti. Il divieto di introdurre nell’area bevande acquistate all’esterno è il punto che più ha acceso il dibattito. Sui social, sotto la notizia de ‘laRegione’ delle nuove limitazioni, sono comparsi commenti molto critici: “È suolo pubblico. Che aumentino la sicurezza piuttosto”, scrive un utente. Altri contestano l’approccio della Città: “I problemi vanno risolti alla radice anziché prodigare la politica degli struzzi”. E non manca chi legge la misura come una scelta più economica che securitaria: “Fosse per la sicurezza bandirebbero solo il vetro, qui ci vogliono mangiare sopra”. Critiche lecite ma che il capodicastero Eventi Roberto Badaracco respinge e ridimensiona. «Non è una scelta dettata dalla volontà di cambiare la natura di Lugano Marittima, né di trasformare uno spazio pubblico in un luogo più commerciale. Abbiamo deciso di intervenire perché la situazione stava peggiorando. La misura è temporanea e potrà essere rivista quando le condizioni torneranno alla normalità».
Secondo Badaracco, la restrizione sulle bevande non nasce da una logica economica ma da una valutazione dei rischi: «Qualcuno può vederla così perché si è detto di non lasciare entrare persone con bottiglie da fuori. È una conseguenza della decisione presa, ma non è quello lo scopo». Alla base della decisione non ci sarebbe quindi una volontà di regolamentare maggiormente l’evento, ma una situazione che, con il passare delle serate, avrebbe iniziato a mostrare segnali preoccupanti. «Sin dall’inizio abbiamo visto un’affluenza strepitosa, un successo incredibile», spiega il capodicastero. «Ma è aumentato tantissimo anche l’afflusso di giovani che portavano superalcolici da fuori». Un fenomeno che, secondo Badaracco, si sarebbe tradotto soprattutto in un consumo eccessivo di alcol e nell’aumento di detriti pericolosi. «Anche se in maniera non tanto visibile, i securitas dovevano intervenire due o tre volte a sera per sedare piccole discussioni o risse sempre dovute all’eccesso di alcol. Abbiamo capito che, soprattutto tra i giovani, la situazione stava diventando eccessiva».
La radice dei problemi
Le misure introdotte tuttavia non sradicano il problema, come diversi utenti hanno commentato, e anzi, lo spostano in luoghi meno sorvegliati. «È una situazione molto seria che deve essere affrontata su più fronti, coinvolgendo scuole, enti sul territorio, famiglie e polizia. Noi come Dicastero eventi purtroppo non possiamo risolvere alla radice il problema del disagio giovanile: le cause vengono affrontate dal Dicastero socialità insieme ad altri enti». Anche a Luma segnala esserci strumenti di prevenzione e intervento: «Esiste un’antenna per ragazzi con problemi anche legati all’alcol. Le autorità cercano di fare il possibile, ma non è così facile».
Accanto al tema della sicurezza, c’è poi quello legato alla gestione dello spazio. Secondo Badaracco, bottiglie e lattine portate dall’esterno non rappresentavano solo un problema di ordine pubblico, ma anche di decoro e di tutela dell’area della Foce. «Dopo le serate c’era una situazione di grande sporcizia: non solo cartoni della pizza o rifiuti vari, ma soprattutto bottiglie e vetri che arrivavano fino al fiume». Un aspetto che, per il Municipio, assume un peso particolare considerando che la zona è frequentata anche da chi fa il bagno nel lago.
«Il fatto di selezionare cosa può entrare è stato una conseguenza di questa situazione». Riferendosi all’episodio di sabato 6 giugno in cui un minorenne sarebbe stato colpito alla testa, ha aggiunto «è chiaro che l’episodio della bottiglia in testa ci ha spinti ad agire: abbiamo visto un’escalation che non volevamo proseguisse». La discussione sulle misure è avvenuta all’interno del Dicastero eventi coinvolgendo poi la polizia. «Abbiamo analizzato la situazione e tutti i rischi e pericoli», afferma Badaracco. Alcune proposte prevedevano interventi più drastici, come una limitazione dell’accesso all’area. Il riferimento si espande anche a un’interrogazione interpartitica del 9 giugno, di cui primo firmatario è il consigliere comunale Andrea Togni (Plr-Pvl), che proponeva di limitare l’accesso ai soli maggiorenni e residenti del Luganese.
Luogo spontaneo di aggregazione
«Lo abbiamo escluso perché sarebbe stata una misura eccessiva. Lugano Marittima resta liberamente accessibile a tutti». E in tema di interrogazioni, un secondo atto parlamentare presentato da Carlo Zoppi (La Sinistra) e Petra Schnellmann (Plr) ha invece chiesto lumi sulle basi legali sulle quali si fondano le nuove restrizioni. In tal proposito, spiega Badaracco, «sul piano giuridico e in situazioni eccezionali il Municipio può adottare una clausola generale di polizia che permette di limitare anche l’utilizzo dello spazio pubblico, come avviene sostanzialmente per le manifestazioni». Resta però aperto il tema del rapporto tra spazio pubblico e regolamentazione. La Foce è infatti uno dei pochi accessi liberi al lago nel Luganese e, negli ultimi anni, è diventata anche un luogo spontaneo di aggregazione. Un aspetto che si intreccia con il dibattito cittadino sulla ricerca di spazi più indipendenti e meno ‘istituzionali’.
La domanda che rimane è se una maggiore regolamentazione rischi di uniformare il modo di vivere gli eventi cittadini, privilegiando un modello più controllato, organizzato e meno spontaneo. «Sì, c’è quell’aspetto», ammette Badaracco riferendosi al rischio che Lugano Marittima possa diventare meno accessibile o più elitaria. «Per il momento però la tranquillità e la sicurezza sono state ragioni prioritarie. So che lo svantaggio è questo, ma sottolineo che si tratta di misure temporanee che saranno riviste quando tutto tornerà alla normalità». L’auspicio è proprio quello, «la gente ha bisogno di spazi di svago da vivere liberamente».
LUGANESE / MENDRISIOTTO
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2026-06-22T07:00:00.0000000Z
2026-06-22T07:00:00.0000000Z
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