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Ladro condannato

La compagna era la mente, lui il braccio. Assieme hanno messo a segno un paio di colpi, in altrettante case del Luganese il dicembre del 2024 e tra il 9 e l’11 maggio, ricavandone un bottino relativamente consistente: poco meno di mezzo milione di franchi. Ieri l’uomo è stato condannato a tre anni di reclusione, di cui 12 mesi da espiare, e all’espulsione dalla Svizzera per 7 anni. La Corte delle Assise criminali di Lugano, presieduta dal giudice Paolo Bordoli (giudici a latere Emilie Mordasini e Claudio Colombo) ha accolto la proposta di pena formulata dalla procuratrice pubblica Veronica Lipari in aula penale durante il processo, con l’accordo dell’avvocato Olivier Ferrari, patrocinatore dell’imputato. La condanna sarà segnalata al Sistema d’informazione di Schengen (Sis), come successo per la compagna, già condannata nell’ottobre scorso a una pena simile a quella inflitta al compagno.

Il 41enne ha riconosciuto i fatti, tutti i reati illustrati nell’atto d’accusa e ha accettato la condanna per ripetuto furto per mestiere, danneggiamenti, truffa, violazione di domicilio, riciclaggio di denaro ed entrata illegale. La coppia è entrata in Svizzera con il figlio piccolo, facendo richiesta di asilo politico proprio per commettere furti, dopo aver individuato le vittime tramite social, utilizzando GPS e videocamere per seguire i loro spostamenti e trovare il momento migliore per fare irruzione nelle abitazioni prese di mira. I due hanno ingannato anche i funzionari dell’Ufficio richiedenti l’asilo e le assicurazioni sociali. Le pretese degli accusatori privati sono state rinviate al Foro civile.

LUGANESE / MENDRISIOTTO

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2026-08-22T07:00:00.0000000Z

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