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Il senso (unico) della sperimentazione

Il vicesindaco Fausto Fornera spiega la genesi della criticata novità viaria voluta per rendere ancora più sicuro il comparto delle scuole

Di Sascha Cellina

Una misura sì sperimentale ma non certo improvvisata, frutto di attente valutazioni ed elaborata da uno studio specializzato, con il solo scopo di rendere più sicuro, in particolare per gli utenti più fragili, un tratto di strada di Losone che presentava delle criticità.

Il capodicastero Sicurezza e mobilità Fausto Fornera “difende” la scelta dell’esecutivo di introdurre, in concomitanza con l’inizio dell’anno scolastico previsto oggi, il senso unico sulla via Primore, in direzione di via Rivercegno e via dei Patrizi. In pratica, i veicoli che arriveranno dal comparto Saleggi (dove oltre ai campi sportivi sono presenti scuole medie e comunali) non potranno più salire lungo via Primore per sbucare all’altezza della Coop di via Mezzana, ma dovranno tornare verso la rotonda del Ponte Maggia attraverso via dei Patrizi o prendere via Rivercegno, immettendosi quindi sulla via Locarno all’altezza della Fabbrica. Una novità che non è piaciuta in particolare al gruppo Udc, che in un’interpellanza ha espresso perplessità (“le motivazioni del Municipio non sembrano commisurate all’effetto che provocherà la misura”) e preoccupazione, in particolare per il “rischio di intasamento” degli altri assi viari cittadini e per i “giri pindarici che dovranno sobbarcarsi i residenti del comparto”.

Criticità (segnalate anche dai cittadini) e piani di mobilità

«Questa sperimentazione, che avrà la durata massima di un anno, nasce da più fattori – ci spiega Fornera, che di Losone è anche il vicesindaco –. Da una parte riscontri oggettivi, come le diverse segnalazioni dei cittadini sulla pericolosità del tratto di via Primore che va dall’incrocio con via Mezzana fino alla curva del Rovere. Il calibro stradale è piuttosto stretto e nonostante vi sia da alcuni anni la limitazione a 30 chilometri orari, come in tutto il comparto Saleggi, non permette un incrocio di due automobili e contemporaneamente pedone o bicicletta. In questo senso è giusto sottolineare che già 10 anni fa, nel 2016, avevamo allestito un piano di mobilità scolastica che toccava tutti i percorsi casa-scuola, individuando punti critici e misure da realizzare per migliorare tali punti critici. Già allora si segnalava questa zona di via Primore come un tratto su cui intervenire nel profilo del miglioramento della sicurezza – e lo stesso è successo anche nel piano per la mobilità degli anziani allestito nel 2021 –. Nel corso degli anni sono state implementate diverse misure del piano di mobilità scolastica, un documento strategico di indirizzo. Ricordo, per quel che concerne l’area delle scuole, appunto l’introduzione della zona 30, la messa in sicurezza di via Papogna, l’adeguamento del passaggio pedonale sorvegliato importante di via Mezzana, adeguamento anche per il traffico delle biciclette e da ultimo due anni fa la chiusura dell’ultimo tratto di via Saleggi (che arriva proprio davanti alla scuola dell’infanzia, ndr) e di via Cesura e l’allestimento di posteggi scendi e vivi». Misure che non tutte alla loro introduzione hanno fatto l’unanimità ma delle quali Fornera traccia un bilancio «positivo. Per quel che riguarda in particolare la chiusura della strada che porta davanti alla scuola dell’infanzia, quando è stata introdotta abbiamo anche ricevuto reazioni sia positive che negative nell’immediato, con tanto di raccolta firme contraria, ma devo dire che mi sono impegnato personalmente, insieme all’Assemblea dei genitori dell’istituto scolastico, a incontrare le persone più critiche e scettiche. Nei mesi seguenti non abbiamo più ricevuto particolari reclamazioni e anzi, sono arrivati diversi feedback positivi, come per il resto delle misure introdotte».

Ripercussioni sostenibili.

E per la via Locarno si aspetta il Cantone

Tornando alla novità di questi giorni, il senso unico sulla via Primore, il rappresentante del Centro sottolinea anche come «la misura è basata su un studio di fattibilità che abbiamo commissionato a uno studio specialistico di ingegneria del traffico, che indicava questa misura come la più opportuna».

Analisi e riflessioni che hanno evidentemente toccato anche il tema delle ripercussioni per le altre strade di Losone, a cominciare dal già sollecitatissimo (anche dai bus) asse principale di via Locarno… «Secondo lo studio di fattibilità tali ripercussioni saranno sostenibili. Il traffico verrà principalmente riportato su via Locarno e via Mezzana che sono assi di collegamento e quindi adeguatamente calibrati. Via Primore, via Rivercegno e via dei Patrizi invece sono strade a carattere interno, di servizio, tanto che per via Primore parliamo grosso modo di 500 veicoli al giorno, mentre su via Locarno transitano 18-20mila veicoli al giorno. Posto quindi che proprio sulla base dello studio siamo piuttosto tranquilli, la sperimentazione serve proprio a verificare le conseguenze, positive e negative, della misura. Se come paventano gli interpellanti vi sarà un caos viario, ne prenderemo atto e trarremo le conclusioni che si imporranno». Il tutto ricordando che la stessa via Locarno, in sostanza la porta d’entrata del paese, è in attesa di subire un vero e proprio restyling che prevede, tra le altre cose, l’allargamento del fondo stradale, nuove fermate dei mezzi pubblici e la creazione di una corsia dedicata ai bus e di una pista ciclabile, per un insieme di opere da 9 milioni, di cui 1,3 a carico del Comune… «È un tema estremamente importante e in un certo senso delicato. La riqualifica multimodale di via Locarno è un’importante misura del Paloc 3, quindi la strada e il progetto sono cantonali. Il Cantone lo ha pubblicato e sono stati presentati diversi ricorsi, speriamo che vengano evasi in tempo utile per poter dare avvio ai lavori, che devono iniziare entro fine 2027 pena la perdita di importanti sussidi federali (circa 1,5 milioni). Si tratta di uno dei progetti più importanti del programma d’agglomerato del Locarnesi di terza generazione. Comunque quando ci sarà – speriamo quanto prima – l’avvio del cantiere, sicuramente sarà premura del Municipio richiedere al Cantone l’adozione di un piano di viabilità specifico (che potrebbe comprendere anche un temporaneo dietrofront sul senso unico in via Primore, ndr) per fare in modo che le ripercussioni e i disagi saranno adeguatamente gestiti».

LOCARNO E VALLI

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2026-08-31T07:00:00.0000000Z

2026-08-31T07:00:00.0000000Z

https://epaper.laregione.ch/article/281672556804856

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