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Bike sharing fra lacune e voglia di crescere

Fase di assestamento con PubliBike. Il municipale Lepori: ‘L’obiettivo è consolidare l’utenza. Una volta ottenuto questo risultato si potrà investire di più’

Di Numa Cariboni

A marzo 2022 un’ondata di ottimismo spinse il Consiglio comunale a stanziare un credito di 638mila franchi – con un costo netto a carico del Comune ridotto a 136mila franchi grazie ai 305mila di sussidi cantonali e ai 197mila di contributi Fer – e il bike sharing sembrava ormai pronto a decollare anche a Bellinzona. Un finanziamento che permise di potenziare la rete cittadina attraverso l’installazione di 28 postazioni aggiuntive raggiungendo così quota 38 e di aumentare le biciclette da 59 a 147.

Con 167 postazioni, 506 e-bike e 228 biciclette meccaniche, l’asse Bellinzonese-Locarnese è così diventato uno dei più capillari della Svizzera. Tuttavia nel maggio 2025 a seguito di risultati sotto le aspettative, con postazioni che registravano solamente una manciata di spostamenti l’anno, è stato annunciato un taglio dell’offerta nella capitale. Dove attualmente sono quindi presenti 15 postazioni di ‘base’, in cui dovrebbe essere garantita la presenza di biciclette, e 23 indicate come ‘light’ dove non vi è la certezza di trovare un mezzo a due ruote. Tutto bene? Non proprio, visto che nel sistema emergono delle disfunzioni.

Stazioni periferiche inoperose e quindi alleggerite

Il municipale Mattia Lepori, capodicastero Territorio e mobilità, spiega a ‘laRegione’ che «gli investimenti del 2022 hanno permesso di creare da zero il bike sharing e questo fu sicuramente positivo. Tuttavia furono installate delle stazioni in zone dove questo servizio non rappresentava un’alternativa accattivante. Sono state quindi individuate le postazioni maggiormente utilizzate e lì sono state concentrate più biciclette, mentre le postazioni periferiche caratterizzate da un utilizzo pressoché nullo sono state alleggerite. Questa ottimizzazione ha consentito di contenere i costi di gestione».

Dal 4 agosto 2025, dopo l’acquisizione del precedente operatore Velospot da parte dell’azienda PubliBike Ag, le biciclette sono state ammodernate e il sistema è cambiato ed è ora allacciato al resto della rete cantonale. Sara Capra, responsabile del servizio clienti PubliBike in Ticino, ricorda che «in precedenza la Città possedeva e finanziava direttamente sia le biciclette che l’infrastruttura; col passaggio alla rete cantonale il modus operandi è cambiato: ora la Città commissiona il servizio mentre PubliBike finanzia e possiede il materiale occupandosi anche della gestione».

‘Aumento del 9,5% in Ticino’

La stessa afferma che ci si può ritenere soddisfatti di questo primo anno di esercizio: «Il bilancio è complessivamente positivo. Tra gennaio e luglio 2026 sulla rete ticinese sono stati registrati 133’969 tragitti rispetto ai 122’376 dello stesso periodo nel 2025. Si tratta di quasi 11’600 tragitti in più e di un aumento del 9,5%». Tuttavia per quel che riguarda la capitale rimangono margini di miglioramento: «Nello stesso arco temporale Bellinzona ha fatto registrare 7’500 spostamenti, mentre Locarno oltre 17’300». Un maggior rendimento che è anche frutto del settore turistico e della presenza di eventi importanti: «Nel solo mese di luglio Locarno ha registrato 4’460 partenze e tra il 1° e il 19 agosto ne sono già state registrate oltre 4’200», conclude la collaboratrice di PubliBike. Per quanto riguarda Bellinzona, «attualmente il contratto con la Città prevede 60 veicoli assegnati alle stazioni base, di cui 45 biciclette elettriche e 15 muscolari. Mentre le stazioni light completano questa offerta in modo flessibile, senza un numero predefinito di veicoli assegnati».

‘La disponibilità di veicoli non è sempre sufficiente’

Riguardo alle disfunzioni, aggirandosi per la capitale si constata che le postazioni base rifornite adeguatamente per sostenere un maggior utilizzo sono l’eccezione piuttosto che la regola. Un problema che rischia di compromettere la fiducia degli utenti, soprattutto se si considera che le tariffe ticinesi sono equivalenti alla maggior parte degli altri cantoni, dove però è assicurato un servizio più performante. La domanda s’impone: il numero di biciclette presenti a Bellinzona è sufficiente per consentire al bike sharing di espandersi e attirare nuovi consumatori? Lepori chiarisce la situazione: «Siamo al corrente che a volte le postazioni non sono abbastanza fornite e infatti abbiamo segnalato la situazione a PubliBike. Da un lato questo succede perché le biciclette si spostano frequentemente, dall’altro perché la fondazione ‘Il Gabbiano’ – tramite il suo progetto di reinserimento sociale e lavorativo Muovi-Ti – ricalibra le varie postazioni solamente due o tre volte alla settimana».

Sara Capra dal canto suo riconosce che «in alcune stazioni, soprattutto nelle ore di punta e durante i fine settimana estivi, la disponibilità non è sempre sufficiente». Per quanto riguarda l’eventuale possibilità di incrementare il numero di mezzi, Lepori rileva che attualmente l’obiettivo è consolidare il servizio e aumentare l’utenza, come sta avvenendo. Una volta conseguito questo risultato «si potrà pensare a investire qualcosa in più, ma attualmente non ci sono le condizioni per farlo».

Invito a segnalare malfunzionamenti

La nuova applicazione per cellulari risulta essere intuitiva e comoda, tuttavia sono ancora presenti dei piccoli malfunzionamenti che ne ostacolano la fluidità. «Con l’unificazione delle reti, la comunicazione tra i veicoli e il sistema operativo è stata trasferita a una connessione mobile. In alcune aree sono stati necessari degli interventi per migliorare la copertura, che a oggi sono stati in gran parte completati», rileva Capra. A sua volta Lepori ricorda che «siamo ancora in una fase di assestamento con PubliBike. Soprattutto all’inizio ci sono stati dei problemi con l’applicazione, nel frattempo risolti. Invito comunque gli utenti a notificare qualsiasi guasto affinché PubliBike possa migliorare il servizio».

Speranze per il futuro

Volgendo gli occhi al futuro e allo sviluppo della mobilità dolce e performante, parallelamente al trasporto pubblico, la speranza è che il bike sharing possa continuare a espandersi e diventare anche a Bellinzona una valida alternativa al veicolo privato. Qualora questo non dovesse avvenire, nonostante gli sforzi messi in campo e ricalibrati, sarebbe un vero peccato e un’occasione persa, soprattutto vista l’espansione del traffico motorizzato. Il tutto in un cantone come il Ticino dove il 55% degli spostamenti per recarsi al lavoro sono inferiori ai 5 chilometri e dove il settore turistico, sempre più orientato alla mobilità (vedi appunto Locarno), sta continuando a ottenere risultati incoraggianti.

BELLINZONA E VALLI

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2026-09-01T07:00:00.0000000Z

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